Parrocchia Sant'Erasmo

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17 dicembre 2017 - 3ª AVVENTO

Gesù, sorgente di gioia

Carissimi,

dopo le esortazioni alla vigilanza e alla conversione, la liturgia oggi suggerisce un terzo atteggiamento da coltivare per indirizzarci al Natale: la gioia. Il Vangelo è annuncio e dono di grazia; è invito alla gioia; e, cosa sorprendente la promette proprio a coloro che, umanamente parlando, sembrano negati alla gioia: i poveri, gli sfruttati, i prigionieri. È proprio così, perché un cristiano triste è un “non-senso”. «Rallegratevi sempre nel Signore. Ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino» sono parole dell’Apostolo Paolo che ascoltiamo in questa terza domenica di Avvento. Spesso il mondo non conosce la vera gioia, né sa dove abiti. Il profeta, l’ “uomo mandato da Dio”, ci dice che il futuro Messia verrà proprio per portare la gioia agli infelici. Giovanni proclama pubblicamente che il salvatore promesso verrà, anzi che Egli è già in mezzo al popolo: questa è la sua testimonianza.

È bello vedere che Gesù stesso non farà mostra della propria dignità e del suo essere Figlio di Dio; per essere riconosciuto ha bisogno di testimoni, di una testimonianza (v 20.26). Oggi siamo noi cristiani chiamati ad essere testimoni. Il testimone non richiama l’attenzione su di sé, ma su un altro. Giovanni, dice il Vangelo odierno, è stato testimone e martire della Luce. E oggi ci fa strada nel nostro avvento e ci indica come ci si rapporta con Gesù. Certamente il nostro cuore è pieno di ombre; eppure siamo in grado di ricevere e testimoniare luce. Siamo chiamati a testimoniare che la storia vera inizia quando l’uomo sa fissare il suo cuore nella luce del mattino che sta sorgendo, nel piccolo bene che c’è in me e attorno a me e che anch’io posso contribuire ad aumentare, prepariamo la strada al Signore che viene, vostro don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

GIOIA D’INCONTRARTI

Gioisco della tua presenza, Signore.

Gioisco degli spazi variegati in un paesaggio,

della quiete di un bosco,

del sussurro di ogni creatura vivente che mi parla di te.

Gioisco dell’alba fresca che mi ha svegliato,

dei colori del giorno illuminato dal sole,

della brezza della sera che accarezza le mie membra stanche.


Gioisco del lavoro che ha portato i suoi frutti,

della gente che mi ha donato un sorriso,

dei pensieri e delle fantasie che ho fatto nascere,

del cibo saporito e abbondante che mi ha nutrito e deliziato.


Gioisco del riposo che la vita mi concede,

dopo attività affascinanti e variegate,

dopo fatiche, delusioni e tristezze

che mi aiutano a notare il buono che c’è e ancora ci sarà.


Gioisco nel riconoscerti spesso tra le cose della vita,

nell’immaginarti accanto e nel fluire dei pensieri

che tirano fuori il meglio di me,

nella memoria delle tue Parole e nel sostegno della tua Grazia.


Gioisco nella tua pace, Signore,

nella fiducia di esserti caro, quasi amico,

accolto, perdonato e amato da te.

Tu che sai farmi sentire a casa, quando sono con te.

 

VANGELO VIVO

UNA LUCE

Con Roberto stavamo attraversando un periodo molto difficile. In lui, sovraccarico di lavoro, la stanchezza aveva sempre il sopravvento; io, in attesa del terzo bambino, con tanta paura e tensione, perché ne avevo perso uno l’anno precedente. Cercavo di comunicare a Roberto questo stato d’animo, ma sembrava che a lui non importasse più niente.

Un giorno leggo: “L’amore ama per primo, senza aspettarsi nulla”. È stata come una luce.

Lui sta per arrivare dal lavoro: apparecchio la tavola benissimo, preparo un piatto che a lui piace, lo accolgo con un gran sorriso, mi metto nell’atteggiamento di ascoltarlo fino in fondo. Parliamo tanto, ritroviamo l’armonia che credevamo ormai perduta, il nostro rapporto ora ci sembra più bello, più nuovo di prima.





Dicembre 2017

Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38)

Una giovane donna, nella sua casa della Palestina, in una anonima periferia del potente impero romano, riceve una visita inaspettata e sconvolgente: un messaggero di Dio le porta un invito e aspetta una sua risposta. “Rallegrati!” le dice l’Angelo salutandola; poi le rivela l’amore gratuito di Dio per lei e le chiede di collaborare al compimento del Suo disegno sull’umanità. Maria accoglie, nello stupore e nella gioia, il dono di questo incontro personale con il Signore e si dona totalmente a sua volta a questo progetto ancora sconosciuto, per la piena fiducia che ripone nell’amore di Dio. Con il suo “Eccomi!” generoso e totale, Maria si mette con decisione al servizio di Lui e degli uomini indicando a tutti, col suo esempio, un modo luminoso di adesione alla volontà di Dio.

Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola

Meditando su questa frase del Vangelo, Chiara Lubich ha scritto:  “Per adempiere i suoi disegni Dio ha bisogno solo di persone che si consegnino a Lui con tutta l’umiltà e la disponibilità d’una serva. Maria – vera rappresentante dell’umanità di cui assume il destino – con questo atteggiamento lascia a Dio tutto lo spazio per la sua attività creatrice. Ma, siccome «servo del Signore» oltre che un’espressione d’umiltà, era anche un titolo di nobiltà, che veniva attribuito ai grandi servitori della storia della salvezza, come Abramo, Mosè, Davide e i Profeti, Maria con queste parole afferma tutta la sua grandezza”.

Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”

Anche noi possiamo scoprire la presenza di Dio nella nostra vita ed ascoltare quella “parola” che rivolge a noi, per invitarci a realizzare nella storia, qui e adesso, un tassello del Suo disegno d’amore. La nostra fragilità ed un senso di inadeguatezza potrebbero bloccarci. Facciamo nostra, allora, la parola dell’Angelo: “Nulla è impossibile a Dio”[2] e diamo fiducia alla Sua potenza più che alle nostre forze. E’ un’esperienza che ci libera dai condizionamenti e dalla presunzione di bastare a noi stessi, fa emergere le nostre migliori energie e le risorse che non pensavamo di avere e ci rende finalmente capaci di amare a nostra volta.

Racconta una coppia di sposi: “Fin dall’inizio del nostro matrimonio, abbiamo aperto la nostra casa ai familiari dei bambini ricoverati negli ospedali della nostra città. Sono passate da casa nostra oltre cento famiglie, ma abbiamo sempre cercato di essere famiglia per loro. Spesso la Provvidenza ci ha aiutato a sostenere anche economicamente questa accoglienza, ma doveva arrivare prima la nostra disponibilità; ultimamente abbiamo ricevuto una somma di denaro ed abbiamo pensato di tenerla da parte, sicuri che sarebbe stata utile per qualcuno. Infatti, poco dopo è arrivata un’altra richiesta. E’ tutto un gioco d’amore con Dio e noi dobbiamo solo essere docili e stare al gioco”.

Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola

Per vivere questa frase del Vangelo, può aiutarci il suggerimento di Chiara di accogliere la Parola di Dio come ha fatto Maria: “ … con totale disponibilità, sapendo che non è parola d’uomo. Essendo Parola di Dio, contiene in sé una presenza di Cristo. Accogli dunque Cristo in te nella sua Parola. E con attivissima prontezza mettila in pratica, momento per momento. Se così farai, il mondo rivedrà Cristo passare per le vie delle nostre moderne città, Cristo in te, vestito come tutti, che lavora negli uffici, nelle scuole, nei più vari ambienti, in mezzo a tutti.” In questo periodo di preparazione al Natale, cerchiamo anche noi, come ha fatto Maria, un po’ di tempo per stare a “tu per tu” con il Signore, magari leggendo una pagina del Vangelo. Proviamo a riconoscere la Sua voce nella nostra coscienza, illuminata così dalla  Parola e resa sensibile alle necessità dei fratelli che incontriamo. Chiediamoci: in che modo posso essere una presenza di Gesù oggi, per contribuire, lì dove vivo, a fare della convivenza umana una famiglia? L’ “eccomi” con cui risponderemo permetterà a Dio di seminare pace intorno a noi e di far crescere la gioia nel nostro cuore. Letizia Magri









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