Parrocchia Sant'Erasmo

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21 maggio 2017 - 6ª di PASQUA

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti (Gv 14,15)

Carissimi,

Gesù, consapevole che ormai sta per giungere la sua ora, vuole rendere meno doloroso il distacco dai suoi annunciando loro che va dal Padre non per lasciarli soli, ma per tornare ad essere presente in mezzo a loro in modo nuovo. La sua morte e risurrezione segnano il passaggio da una presenza visibile, ma esteriore, ad una presenza interiore. Questa presenza di salvezza sarà realizzata dallo Spirito Santo, dono del Padre, che rimarrà con i discepoli per sempre.

Il mondo non lo può ricevere perché “non lo vede e non lo conosce”. Condizione preliminare infatti è l’amore per il Cristo, espresso nella sequela e nell’osservanza dei suoi comandamenti. Solo allora egli si rende presente, si può vedere, si può capire come sia in noi. Possiede lo Spirito di Cristo solo chi accoglie e segue il suo messaggio.

C'è sempre la tentazione, negli ambienti religiosi ed ecclesiali, di adagiarsi nella quieta tranquillità della ricerca spirituale, della preghiera comune, della cura delle celebrazioni. È bello sentirsi amati e coccolati dal Signore, investiti della grazia e confermati reciprocamente dallo spirito del gruppo. Ma questo è il punto di partenza e il nutrimento per un cammino verso l'impegno quotidiano: amare il nostro prossimo, colui che ci è accanto ogni giorno.

Amare Gesù è osservare la sua Parola, il suo insegnamento, la sua promessa. Amare è comunione e la comunione si realizza attraverso la parola sia tra gli uomini che nel mondo di Dio. La promessa che Gesù ci fa è che questo amore iniziale, radicato nella fede e nell’obbedienza, giungerà a pienezza. Esso troverà veramente ciò che cerca e crede, o meglio Colui che cerca e crede. Infatti Egli stesso si comunicherà, si farà percepire. Egli “verrà” e il credente “vedrà” e “conoscerà”, farà esperienza di Dio. La sua fede diverrà amore, sicuro e felice anche in mezzo alle difficoltà. Viviamo così nel suo Amore, amandoci come Lui ci ha amati, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio

ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, o Spirito Santo, dentro di me,

nel mio cuore e nella mia intelligenza.

Accordami la Tua intelligenza,

perché io possa conoscere il Padre

nel meditare la parola del Vangelo

Accordami il Tuo amore,

perché anche quest’oggi,

esortato dalla Tua parola,

ti cerchi nei fatti e nelle persone

che incontro.

Accordami la Tua sapienza,

perché io sappia rivivere e giudicare,

alla luce della Tua parola,

quello che oggi ho vissuto.

Accordami la perseveranza,

perché io con pazienza penetri

il messaggio di Dio.

(San Tommaso d’Aquino)

Parola di Vita – Maggio 2017

“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Al termine del suo Vangelo, Matteo racconta gli ultimi avvenimenti della vita terrena di Gesù. Egli è risorto ed ha portato a compimento la sua missione: annunciare l’amore rigenerante di Dio per ogni creatura e riaprire la strada verso la fraternità nella storia degli uomini. Per Matteo, Gesù è “il Dio con noi”, l’Emmanuele promesso dai profeti, atteso dal popolo di Israele.
Prima di tornare al Padre, Egli raccoglie i discepoli, quelli con i quali aveva condiviso più da vicino la sua missione, ed affida loro di prolungare la sua opera nel tempo.
Un’impresa ardua! Ma Gesù li rassicura: non li lascia soli; anzi: promette di essere con loro ogni giorno, per sostenerli, accompagnarli, incoraggiarli “fino alla fine del mondo”
Con il suo aiuto, saranno testimoni dell’incontro con Lui, della sua parola e dei suoi gesti di accoglienza e misericordia verso tutti, perché tanti altri possano incontrarlo e formare insieme il nuovo popolo di Dio fondato sul comandamento dell’amore.
Potremmo dire che la gioia di Dio è proprio questo stare con me, con te, con noi ogni giorno, fino alla fine della nostra storia personale e della storia dell’umanità.
Ma è così? E’ davvero possibile incontrarlo?
Egli «è dietro l’angolo, è accanto a me, a te. Si nasconde nel povero, nel disprezzato, nel piccolo, nell’ammalato, in chi chiede consiglio, in chi è privo di libertà, È nel brutto, nell’emarginato… Lo ha detto: “… ho avuto fame e ‘mi’ avete dato da mangiare…”(1)… Impariamo a scoprirlo lì dove è».(2)
E’ presente nella sua Parola che, se messa in pratica, rinnova la nostra esistenza; è su ogni punto della terra nell’Eucaristia ed opera anche attraverso i suoi ministri, servitori del suo popolo. E’ presente quando generiamo concordia intorno a noi (3); allora la nostra preghiera al Padre è più efficace e troviamo luce per le scelte di ogni giorno.
“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”: quanta speranza dà questa promessa, che ci incoraggia a cercarlo sul nostro cammino. Apriamo il cuore e le mani all’accoglienza e alla condivisione, personalmente e come comunità: nelle famiglie e nelle chiese, nei luoghi di lavoro e nei momenti di festa, nelle associazioni civili e religiose; incontreremo Gesù e Lui ci stupirà con la gioia e la luce, segni della sua presenza.
Se ogni mattina ci alzeremo pensando: “Oggi voglio scoprire dove Dio vuole incon- trarmi!” potremo fare anche noi un’esperienza gioiosa come questa:
“La mamma di mio marito è affezionatissima a suo figlio, fino a esserne gelosa. Un anno fa le è stato diagnosticato un tumore: necessita di cure ed assistenza, che la sua unica figlia non è in grado di darle. In quel periodo, partecipo alla Mariapoli (4) e l’incontro con Dio Amore mi cambia la vita. La prima conseguenza di questa conversione è la decisione di accogliere mia suocera in casa, superando ogni timore. La luce che mi si è accesa in cuore me la fa vedere con occhi nuovi. Ora so che è Gesù che curo e assisto in lei.
Lei ricambia, con mia sorpresa, ogni mio gesto con altrettanto amore.
Trascorrono mesi di sacrifici e, quando mia suocera parte serena per il cielo, lascia pace in tutti.
In quei giorni mi accorgo di essere in attesa di un bimbo, che da nove anni desideriamo! Questo figlio è per noi il segno tangibile dell’amore di Dio”.(5)

Letizia Magri

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