Parrocchia Sant'Erasmo

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RALLEGRATI, PIENA DI GRAZIA! (Lc 1,28) - 8 DICEMBRE 2013

II DOMENICA DI AVVENTO e IMMACOLATA CONCEZIONE


“È umile Maria, che “non capisce bene” ma “lascia la sua anima alla volontà di Dio”

(Papa Francesco)


Carissimi,

la solennità dell’Immacolata, posta nel cammino dell’Avvento, propone il modello di una vita pienamente realizzata, perché costruita da Dio. Maria è la donna che diventa protagonista perché associata in modo unico e irrepetibile al Dio della vita e chiamata ad essere Madre di Cristo, Messia e Figlio di Dio. Dio, mediante il suo messaggero, interviene nella vita di Maria e con la sua proposta intende far compiere un salto di qualità all’umanità intera.

Maria viene invitata a collaborare in prima persona affinché il Figlio di Dio possa inserirsi nel tessuto della famiglia umana; è abilitata a tale compito con uno speciale favore divino: ella è destinataria del dono di Dio che la rende capace di un’intima comunione con Lui. Per questo possiamo dire che Maria è l’Icona, l’immagine vivente, dell’amore di Dio.

È bello vedere un Dio che si rivolge all’umile fanciulla di Nazaret e instaura con Lei un rapporto di libertà e di amore. E c’è di fatto una Parola di “grazia” che raggiunge ognuno di noi: e il dono di Dio che ci viene fatto con larghezza; è il suo amore che ci viene regalato. Allora anche ciascuno di noi è chiamato a vivere la propria vita nello stupore e nella meraviglia, nel desiderio delle “sorprese” di Dio, che spesso ci arrivano in modo imprevedibile e imprevisto. Come per Maria!

«Mi hanno detto che da un ramo secco può nascere un frutto. E io ci credo.

Mi hanno detto che da una terra arida può nascere un fiore. E io ci credo.

Mi hanno detto che in una stanza buia può entrare un raggio di luce. E io ci credo.

Mi hanno detto che il mondo sta morendo per mancanza di amore. E io non ci credo».

Giovanni Battista ci incita a non lasciarci morire dentro ma ad essere bisognosi di amore. «PREPARARE», il secondo verbo dell'Avvento, è semplicemente il cammino di chi sa di avere tanta strada e non vuole trovarsi a metà del cammino senza i mezzi di sussistenza. In vista dell'incontro con Dio Giudice e poi con Dio Bambino è necessario fare una verifica, togliere la polvere in ogni dove per presentarsi con la reale capacità di ricominciare. Continuiamo la nostra attesa, il nostro tempo di Avvento vivendo la speranza di ciò che nuovo nascerà, i vostri sacerdoti don Fabio, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

AVE MARIA

Ave, Maria,

Madre del Figlio di Dio, Madre per tutta l’umanità.

Ave a te

che hai portato nel grembo buio un figlio così pieno di Luce,

da accenderla per tutti gli uomini.

Ave a te

che hai accolto un annuncio sconvolgente

senza fuggire o trovare scuse, rimettendoti nelle mani del tuo Signore.

Ave a te

che non hai indugiato

davanti ai consigli di normale prudenza per una donna incinta,

mettendoti immediatamente e risolutamente

in cammino per servire tua cugina che aveva bisogno di te.

Ave a te

che non ti sei inorgoglita per la scelta dell’Onnipotente,

ma hai conservato l’umiltà e la fede verso Colui che privilegia

chi ha avuto di meno dalla vita, per realizzare la vera giustizia.

Ave a te

che non ti sei spaventata davanti alla prospettiva di un lungo viaggio,

di un parto difficile e straniero,

di un luogo misero da offrire al tuo primogenito,

convinta che nel piano di Dio c’era già tutto l’essenziale.

Ave a te

che hai continuato a custodire e a meditare i fatti e le prospettive,

riuscendo a trovare un senso e a sviluppare una forza ed un coraggio

resistenti alla spada che avrebbe trafitto la tua anima.

Ave a te

che hai tenuto ferme le tue convinzioni,

il rispetto della tradizione e della Legge di Mosè,

per comprendere alla fine che tuo figlio

li avrebbe aperti alla Verità originaria,

quella presente da sempre nell’entità di Dio,

per questo più difficile da comprendere per noi umani.

Ave,

donna della preghiera e dell’ascolto.

Insegnaci a incarnare la tua disponibilità verso coloro che amiamo,

verso il prossimo che verrà qui, verso l’ignoto, verso Dio.

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