Parrocchia Sant'Erasmo

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

GIUSEPPE FECE COME GLI AVEVA ORDINATO L'ANGELO (Mt 1,24) - 22 DICEMBRE 2013

IV DOMENICA DI AVVENTO

Carissimi,

accogliere Gesù vuol dire fargli posto nella nostra esistenza. Ma questo non è così facile come sembra, né lo è stato per la sua famiglia: prima che andassero a vivere insieme (Maria) si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Una situazione di disagio non solo per Maria, la diretta interessata, ma anche per Giuseppe, che sa che quel bimbo che sta per nascere non è suo. L’evangelista Matteo ci presenta la soluzione umana, in cui emerge tutta la discrezione e la delicatezza di Giuseppe.

La soluzione proposta da Dio però è un’altra: non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Il progetto di Dio passa attraverso Giuseppe. Ed egli non esita a fare come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore. Giuseppe ascolta quella Parola, che può arrivare in mille modi; ed è una Parola che annuncia il nuovo, il progetto di Dio. L’ascolto poi diventa scelta, decisione concreta. Il Vangelo di questa domenica, ormai prossima al Natale, ci invita a fare posto a Dio, a fare la sua volontà, a rispondere alle sue chiamate con disponibilità, spirito di servizio, vivendo l’obbedienza della fede, frutto di una relazione costante con Dio e con i fratelli. L'invito è a vivere il Natale con lo stupore dei primi protagonisti: Maria e Giuseppe, i pastori e i magi. Vivere la verità del Natale è un dono che ci colloca nella realtà delle cose! Aperti alla novità delle sorprese di Dio e non prigionieri delle abitudini, al di là dei regali effimeri o dei programmi di vacanze natalizie… lungi dall’indifferenza di chi vive alienato nelle cose. Anche nei momenti più duri della storia, gli uomini di buona volontà hanno realizzato opere degne di Dio. Nei gesti concreti di rispetto e di carità il nostro Dio è glorificato, perché la venuta di suo Figlio - umile, fragile, precaria, mansueta - non è stata vana. Dio si è fatto uno di noi, per raccontare e realizzare una vita senza confini, dove la gioia è la prospettiva dal basso della terra come nell’alto dei cieli; dove l’amore è mezzo e obiettivo; dove il futuro non fa paura perché la salvezza è giunta. A noi il compito di renderla presente con la stessa intensità di Amore. Questo è possibile se non riduciamo il “Bel Bambino”  ad un Cristo innocuo: che non faccia male e non disturbi; un Cristo riscaldato; un Cristo appena ornamentale…

AUGURIAMO A TUTTI ABBONDANTI DONI di GIOIA e di PACE DEL BAMBINO DIVINO. Si realizzino le speranze di pace, di salvezza, di giustizia di cui ancora oggi il mondo ha urgente bisogno in questo Natale e per l'Anno Nuovo, anche a nome del Consiglio Pastorale e per l’Economia, i vostri sacerdoti don Fabio, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

You are here: