Parrocchia Sant'Erasmo

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VEDANO LE VOSTRE OPERE BUONE (Mt 5,16) - 9 FEBBRAIO 2014

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Carissimi,

per la costruzione del Regno di Dio, Gesù è convinto che siano indispensabili i suoi discepoli: un gruppo di persone di buona volontà che realizzano come comunità i sogni di Dio, fedeli a lui e contagiosi, affinché tutti possano ascoltare il suo Lieto Messaggio.

Il discorso della montagna, di cui fa parte il brano evangelico di questa domenica, non è destinato ad individui tra loro isolati, ma a persone che sono disponibili a farsi comunità per essere luce del mondo e sale della terra. La comunità è vista come la nuova famiglia di Dio, nella quale si fa l’esperienza dell’amore paterno di Dio, da accogliere e testimoniare.

Le metafore del sale e della luce fanno intuire le caratteristiche che chiede ai suoi. Il sale rende saporito un cibo, come il discepolo ha trovato il gusto ed il senso della vita. La luce è fonte di vita, si irradia nell’universo fecondandolo; consente di vedere le cose belle e gli ostacoli, l’arcobaleno dei colori e le asprezze del grigiore, facendo distinguere gli uni dalle altre.

Secondo Gesù c’è il pericolo che il sale perda il sapore o la luce venga nascosta e sfruttata da pochi. Sembra parli di discepoli pigri e stanchi, poco entusiasti e sfiduciati. È un peccato, perché è lo spreco di un’occasione per tutto il mondo. È come se Dio avesse dato tutto il necessario, ma coloro che erano chiamati a distribuirlo se lo sono tenuto per sé. Essere sale e luce ci è possibile per il dono della luce che è Gesù. Egli ci dice che la Comunità cristiana è chiamata a diventare un punto di riferimento per il cammino dell’umanità e che il suo compito non è di illuminare se stessa, ma ciò che la circonda. La Comunità potrà fare ciò se essa pone la Parola di Dio al centro del proprio vivere e così rendere visibile la bellezza della luce divina, che permetta agli uomini di intuire qualcosa del volto splendido del Padre.

Quanto è preziosa e impegnativa la nostra testimonianza se aiutiamo gli altri a scoprire la luminosità del volto di Dio ed il compito di ognuno di noi di rifletterlo! Con gioia vi salutano, i vostri sacerdoti don Fabio e don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

PREGHIERA DEL DISCEPOLO

È tuo tutto quello che ho e che sono.

L’ho ricevuto in prestito,

anche se posso farne ciò che voglio;

ma alla fine tornerà tuo,

oltre lo spazio e oltre il tempo.


E allora te lo voglio offrire

perché sulla tua strada

tutta la mia vita correrà

più liscia, più piena, più vera.


Ti offro le mie mani,

a volte leste, a volte tarde,

a volte ferme, a volte tremanti,

mani che plasmano ogni giorno

il mio mondo.


Ti offro le mie orecchie

sorde o attente,

capaci di ascoltare o di nascondersi.


Ti offro la mia bocca

nel fiume di parole

che non sempre sono di vita.


Ti offro i miei sguardi,

quando feriscono, quando sono feriti,

quando incontrano, quando amano.


Ti offro il mio cuore,

nel turbine di affetti

che non sempre riconosco,

distinguo, rafforzo.


Ti offro la mia anima

e questa ricerca di te.


Fa’ che sia Amore,

ovunque vada,

qualsiasi cosa succeda.

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