Parrocchia Sant'Erasmo

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SIATE PERFETTI COME IL PADRE VOSTRO CELESTE (Mt 5,48) - 23 FEBBRAIO 2014

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Carissimi,

oggi la nostra comunità è in festa. Il sacramento della Cresima è la Pentecoste della Comunità Cristiana. Il nostro arcivescovo Mons. Francesco Alfano confermerà 29 giovani nel cammino cristiano con l’imposizione delle mani donando la pienezza dello Spirito Santo. Auguri a tutti loro e alla nostra Comunità.

In continuità con il brano del Vangelo di domenica scorsa, Gesù oggi ci parla dell’amore che “va oltre”. Di fronte alle parole più impegnative di Gesù, che aboliscono la vendetta, che accettano e sfidano senza violenza l’ingiustizia, che invitano ad amare e pregare per i propri nemici, ci fermiamo e ci chiediamo prima di tutto se è logico; poi, se è umanamente possibile.

L’esempio di coerenza di Gesù ci stimola, ma ci tenta la giustificazione di non essere «Dio» come lui.

Gesù ci dice di amare così “Affinché siate figli del Padre”. Sì, noi diventiamo figli di Dio nella misura in cui ci comportiamo come Lui, che nel suo amore incondizionato non fa distinzione di persona. La presenza nella storia di tante testimonianze eclatanti e pubbliche di perdono (Giovanni Paolo II all’uomo che gli ha sparato, i figli di Vittorio Bachelet e di Aldo Moro al funerale del proprio papà, i familiari degli uomini della scorta del giudice Falcone…) ci fanno comprendere come il perdono sia fecondo di vita, per chi ne beneficia e per chi lo attua, anche se ci resta il peso della fatica immensa di provare a metterlo in pratica.

Gesù poi conclude questa parte del discorso con una parola che apre un orizzonte straordinario se sappiamo accoglierla con fede: Siate perfetti come il Padre vostro Celeste. Gesù non esorta ad un ideale astratto di perfezione morale, ma ci invita a guardare a Dio, a imitare il suo amore completo, senza limiti né distinzione. Gesù sa che l’uomo è immagine di Dio: è se stesso se diventa come Lui, il Santo.

Essere cristiani è essere interiormente liberi: liberi di amare come si è amati. E Dio ci ama infinitamente. Cerchiamo di ascoltare la voce dello Spirito, che ci aiuta ad imitare Dio, ad esprimere nelle proprie azioni il modo di agire di Dio. I vostri sacerdoti don Fabio e don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

IL LORO PERDONO

(preghiera scritta durante la seconda guerra mondiale e ritrovata nel ghetto di Varsavia)


Signore,

non ricordarti soltanto

degli uomini di buona volontà,

ma anche di quelli cattivi.


Ma non per guardare

a tutte le sofferenze

che ci hanno fatto patire.


Ricordati piuttosto

delle cose buone

che quelle sofferenze

hanno fatto nascere in noi:

la fratellanza tra di noi,

la lealtà,

l’umiltà,

il coraggio,

la generosità,

la grandezza d’animo

che ci è cresciuta dentro

per tutto quanto abbiamo sofferto.


E quando quegli uomini

verranno al giudizio finale

lascia che i buoni frutti

che da noi sono nati

siano il loro perdono.

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