Parrocchia Sant'Erasmo

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TU SEI IL FIGLIO MIO: L’AMATO (Lc 3,22) – 13 GENNAIO 2013

BATTESIMO DEL SIGNORE

Carissimi,

in  questa domenica, l’evangelista  Luca presenta Gesù nelle due solidarietà, che muoveranno tutta la sua vita e le sue scelte: quella con Dio, che qui si esprime nella preghiera e quella con l’umanità peccatrice, che si manifesta nell’accomunare il suo battesimo con quello di tutto il popolo.  L’esperienza spirituale di Gesù, inoltre, è un evento di comunicazione tra cielo e terra, tra Dio e la sua creatura. I cieli aperti diventano una parola di conferma. Il Padre si riconosce in quel Figlio e nel modo in cui quel Figlio vuole rendere visibile il suo amore paterno nel mondo. Gesù è chiamato Figlio amato.

Anche per noi questo è avvenuto il giorno del nostro Battesimo, dove il Padre, con infinito e gratuito amore, ha ripetuto a ciascuno: Tu sei il mio figlio amato. Dio intravede in ciascuno il  capolavoro che può diventare, se gli rimane fedele.

Accompagnati dall’amore divino ci sentiamo chiamati per nome, impegnati a svolgere quel lavoro che non è affidato a nessun altro, intenti ad occupare nei piani di Dio-amore quel posto che nel mondo da nessun altro sarà occupato. Perché unici e irripetibili.

Per rivivere il proprio Battesimo:

Ai bambini del 1° anno di catechismo ogni anno proponiamo la festa della Memoria del Battesimo. “Chi c’era il giorno del suo Battesimo alzi la mano!”. La catechista alza la mano per primo, seguita immediatamente da tutti i bambini. “Ricordarselo invece è più difficile – continua – ed è per questo che rimedieremo rivivendo ciò che abbiamo fatto quel giorno”. Una catechista spiega i vari segni che sono stati usati: l’acqua, che lava il male e fa vivere; l’olio, che nella Liturgia viene usato per scegliere e rendere sacri i sacerdoti, i vescovi, o i portavoce di Dio; l’abito bianco e la candela che attinge luce al cero pasquale, che suggeriscono di copiare Gesù, maestro di vita. Una cosa difficile come il dono spirituale della Grazia, la Vita di Dio in noi, viene spiegata in modo semplice ed efficace. L’augurio e la benedizione finale lasciano spazio al canto e fanno esplodere la gioia della festa che si fa in giardino.

Anche noi, in questo anno della fede, cerchiamo di ricordare, capire e gustare il dono del Battesimo e ciò che è la cosa più importante: l’essere divenuti Figli di Dio, vostri don Fabio e don Vincenzo.

VOGLIO ESSERE CRISTIANO

Voglio essere cristiano, o Dio.

Voglio riconoscerti come Padre creatore,

ed esserti grato per i doni che mi hai fatto,

seguendo la tua volontà nella gioia.

Voglio sentire tuo Figlio Gesù come fratello maggiore,

seguire le sue Parole come stella che illumina il cammino,

rinascere alla Sua Vita piena.

Voglio accogliere la presenza del tuo Spirito,

lasciarmi ispirare dalla sua voce,

sentire il calore del suo fuoco.

Voglio sconfiggere ogni male dentro e fuori di me,

lavarmi da ogni scoria e impurità,

dissetarmi di Grazia e di Pace.

 


Voglio rivestirmi di abitudini virtuose,

immergermi nella vita quotidiana del mondo

mantenendo pura e nitida la coscienza del mio percorso.

Voglio essere fermo e lungimirante come un grande re,

pio e dignitoso come un buon sacerdote,

coraggioso e radicale come un profeta infervorato.

Per questo voglio ricordare il mio Battesimo

e rivivere la sua forza ogni giorno,

per essere un cristiano consapevole

e operoso nella realizzazione del tuo Regno.

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