Parrocchia Sant'Erasmo

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UOMINI DELLA PAROLA – 27 GENNAIO 2013

3a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Carissimi,

nel Vangelo di questa domenica, Gesù applica a sé il contenuto del passo profetico di Isaia proclamato a Nazareth: Egli è la realizzazione delle attese e delle speranze di Israele.

Lo Spirito scende su di Lui nel battesimo al Giordano e lo consacra a portare la salvezza di Dio. Questa salvezza diventa buona notizia ai poveri, libertà annunciata ai prigionieri, vista offerta ai ciechi, dignità per gli oppressi e anno di grazia come dono di Dio. “Oggi questa profezia si è compiuta” L’oggi di Gesù diventa l’oggi per noi, chiamati a rispondere all’invito del Signore, a reagire in maniera positiva e decisiva alle sue proposte di salvezza. Gesù realizza la Parola di Dio, anzi Egli è la Parola stessa di Dio, e la sua azione hanno superato i secoli. Gesù parla ancora ai cuori. Chi l’ascoltava diceva: “Mai uno ha parlato come quest’uomo!” (Gv 7,46). In loro creava una sete di sentirlo ancora. Un desiderio incontenibile. Luca osserva che talvolta si radunavano “migliaia di persone che si calpestavano a vicenda” (Lc 12,1). La sua parola era densa, efficace, vera…

Le parole sono armi che possono uccidere, graffiare e offendere (cf Mt 5,22). Oppure possono convincere, trasformare. Devono essere parole credibili, impregnate di vita. Era così per Cristo. “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino?” (Lc 24,32). L’uomo ha bisogno di parole. Cerca un tu con cui intrattenere un dialogo, un tu che gli regali parole perfette.

Ecco un decalogo secondo lo stile di Gesù: "Prima di parlare controlla che il cervello sia inserito. Non parlare di te: lascia che siano gli altri a scoprilo. Regala parole buone: la scienza sta ancora cercando una medicina più efficace delle parole buone. Non dire tutto ciò che pensi, ma pensa a tutto ciò che dici. Adopera ragioni forti con parole dolci". Quando parli, pensa all’insalata: è buona se ha più olio che aceto. Non basta parlare: bisogna comunicare. Chi parla difficile non comunica. Ascolta! Ascoltare è la forma più raffinata di parlare. Quando senti altrui mancamenti, serra la lingua tra i denti. Parla per ultimo: sarai ricordato per primo” La parola poi, non può eguagliare la testimonianza di vita. La testimonianza è più credibile che tante parole, diventiamo testimoni di Fede, vostri don Fabio e don Vincenzo.

GRATUITÀ DELLA PAROLA

Gratuità della Parola,

che da sempre pronunci

in altissimo silenzio d’Amore,

o Padre che generi il Verbo:

tua splendente Parola,

mio Cristo-Salvezza.

Gratuità della Parola,

che da sempre è Sapienza,

in cui tutto l’universo

si fonda

trae senso e armonia,

in cui solo ha consistenza

ogni cellula e spora,

ogni atomo e fotone,

ogni fiore,

ogni stella.

Gratuità della Parola,

che è lampada ai miei passi

e luce alla mia strada;

che è spada alle mie maschere

e perentorio giudizio di morte

per l’egoismo-aguzzino,

per l’orgoglio-dittatore,

per questo “io” vano e millantatore,

parodia di me stesso

e alienante di vita.

Gratuità della Parola,

instancabile veltro di Cielo

a caccia del mio terrestre

essere in fuga da Dio:

per tutti i vicoli del piacere immediato,

per tutte le valli e i monti

del mio rincorrere chimere

mentre il cuore grida l’angoscia,

assetato dell’Unico-Tutto

dell’Unico-Sole

dell’Unica-Acqua

che monda e disseta…

Maria Pia Giudici

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