Parrocchia Sant'Erasmo

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IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO - 12 GENNAIO 2014

BATTESIMO DI GESÙ

Carissimi,

il battesimo di Gesù parve a Giovanni stesso un controsenso. È come se un papa, al momento dell’elezione, anziché benedire la gente chiedesse alla folla di benedirlo, o meglio, chiedesse una preghiera di benedizione su di lui, così come ha voluto fare anche papa Francesco all’inizio della sua presentazione al mondo. Per alcuni è sembrato come uno scacco alla gerarchia ma per papa Francesco  un gesto di ”umiltà” di “giustizia” e di “umanità” . Così Gesù Figlio di Dio scelse di sottomettersi al battesimo di conversione.

Il battesimo al Giordano esprime anzitutto la solidarietà con tutti gli uomini di Gesù che si mette in fila per essere anche Lui battezzato da Giovanni. Nello stesso tempo, la manifestazione di Dio mostra l’identità di Gesù, pronto a realizzare la volontà del Padre. La voce dal cielo lo manifesta figlio prediletto nell’unica famiglia della Trinità.

Il Padre si compiace del Figlio per il modo in cui questi fa giungere la parola del Signore all’umanità intera: senza violenza, accettando le vie più umili e apparentemente più deboli. Poi Gesù  provò il lavoro manuale e le contraddizioni della famiglia, frequentò le sinagoghe e portò i suoi sacrifici al tempio, ma soprattutto si mise ogni giorno davanti a Dio nella preghiera per scoprire e realizzare la sua volontà. E Dio si compiacque, non perché i gesti di suo Figlio fossero scontati, ma perché suo Figlio, l’amato, stava scegliendo i gesti che avrebbe proprio fatto Lui, l’Amante.

Lo stile adottato da Gesù è ancora valido dopo duemila anni? La mitezza è un segno del Regno di Dio o è solo indizio di debolezza? Proviamo in questa settimana a essere uomini e donne dal cuore mite, umile, capace di dialogo sincero e profondo. Siamo costruttori di fratellanza in forza dell’essere figli dell’unico Padre. Lo Spirito genera in noi il dono e l’impegno di vivere da figli e da fratelli per essere lievito di una umanità nuova, solidale, ricca di pace e di speranza, i vostri sacerdoti don Vincenzo, don Fabio e don Antonio diacono.

IL DESIDERIO DI COMPIACERTI

Signore mio Dio,

non ho alcuna idea di dove sto andando,

non vedo la strada che mi è innanzi,

non posso sapere con certezza dove andrà a finire.


E non conosco neppure davvero me stesso,

e il fatto che penso di seguire la tua volontà

non significa che lo stia davvero facendo.


Sono però convinto

che il desiderio di compiacerti,

in realtà ti compiace.

E spero di averlo in tutte le cose.



Spero di non far mai nulla

senza un tale desiderio.


E so che se agirò così

la mia volontà mi condurrà per la giusta via,

quantunque possa non saperne nulla.


Avrò però sempre fiducia in te

per quanto mi possa sembrare di essere perduto

e avvolto nell’ombra della morte.


Non avrò paura,

perché tu sei sempre con me

e non mi lascerai mai solo

di fronte ai pericoli.


(Thomas Merton)

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