Parrocchia Sant'Erasmo

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05_mar_2017_1_quaresima

5 marzo 2017 - 1ª di QUARESIMA

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato (Mt 4,1)

Carissimi, col mercoledì delle ceneri siamo entrati nel tempo quaresimale, ogni essere umano durante la vita è tentato da scelte negative, sciagurate, malvagie. La Bibbia ci dice che sono ispirate da colui che è chiamato diavolo, ossia divisore, distruttore. Egli si oppone risolutamente a Dio, cercando di portargli via le sue creature, sfruttando la sua profonda conoscenza dei limiti umani e lo spazio della loro libertà. Così “fa leva su ciò che luccica e appare, su ciò che strappa l'applauso e il consenso generale, ciò che riempie la vita di felicità passeggera. Sa che gli uomini non sanno resistere a queste offerte che nel mercato del mondo vanno per la maggiore e che appagano il loro sfrenato bisogno di avere, di apparire, di esercitare il potere sugli altri”.

Anche Gesù è tentato, come noi. Gesù ha appena ricevuto il battesimo da Giovanni e lo Spirito ha preso possesso di Lui. Quello Spirito lo conduce ora nel deserto, che è il luogo dell’essenziale, è il tempo in cui Dio ha dimorato continuamente presso il suo popolo, l’ha condotto e l’ha provato.

Anche Gesù sperimenta la prova: è tentato dal potere, dal successo, dal desiderio di usare per il proprio vantaggio doti avute per il servizio degli altri, di sganciarsi dalla propria missione. Egli però resta fedele alla volontà divina, non accetta la provocazione del tentatore. Dio è più grande del pane, del successo, del dominio terreno. Dio non va tentato, ma accolto e amato.

In questa prima settimana di Quaresima proviamo a meditare sulle nostre tentazioni, lasciamoci guidare dallo Spirito Santo verso il bene che vince ogni male. Oggi il nostro Arcivescovo amministrerà la Cresima a 34 giovani e adulti, preghiamo per loro perché siano davvero testimoni del Risorto nella loro vita. Auguriamo a voi tutti una buona e fruttuosa quaresima, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio.

PREGHIERA NELLA TENTAZIONE

Signore Gesù Cristo,

che con la tua grazia mi hai condotto al deserto della penitenza,

proteggimi, perché non sia vinto dal tentatore.

Con la tua parola di verità, muta per me in pane

questi rigori della penitenza che il tentatore chiama pietre,

e muta in pietre i godimenti che chiama pane.

Egli non mi ponga sul pinnacolo del tempio

facendomi stimare me stesso migliore di altri.

Non mi getti a terra con una falsa umiltà,

e io non tenti il mio Signore suscitando un'occasione per peccare

esaurendo le mie forze fisiche con sconsiderate penitenze,

o esponendomi a qualche pericolo.

Non mi trasporti sulla montagna dell'ambizione;

e, sotto la spinta della cupidigia,

non lo adori piegando davanti a lui

le ginocchia del mio cuore, della mia volontà e della mia intelligenza.

Scaccia lontano da me tutto ciò che ti si oppone,

affinché ti adori, mio Signore, e non serva altri all'infuori di te.

Il tentatore lasci la presa,

i tuoi angeli si facciano a me prossimi per custodirmi dal male,

e mi assistano nella pratica del bene.


(Sant'Alberto Magno)

 

VANGELO VIVO

È “LUI” CHE CHIAMA

Ieri sera sono al lavoro. Abbiamo già messo a letto tutti. Sono appena sceso a portare i sacchi di sporco e sono risalito al piano. Abbiamo dieci minuti per mangiarci qualcosa. Ma in quell’attimo suona il campanello di una stanza. È la solita anziana, quella che suona continuamente e a ripetizione ogni sera, anzi sembra che ci prenda gusto a farlo. Le mie colleghe mi chiedono di sedermi a mangiare perché abbiamo quei dieci minuti e ci andremo dopo ! Sì, ho fame e il mio stomaco me lo richiede; vorrei anche sedermi dieci minuti perché le gambe sento che me lo chiedono… Quante “cose e quante “voci”!

Con Gesù ho fatto il patto di essere perfetto nell’amore e di ascoltarlo. Ho questa netta sensazione: quel campanello che suona, lo riavverto forte, è Lui che chiama, è Gesù che mi chiama. Chi mi chiama è una persona amata infinitamente da Dio, è un raccomandato da Dio… devo onorarlo! Parto diretto per la stanza, le colleghe mi vogliono fermare… (e vi risparmio i loro commenti). Dico loro che c’è una persona che chiama e sento che è importante andarci. Così faccio, fermandomi con quell’anziana signora il tempo giusto per fare ciò che mi è chiesto. Uscendo dalla stanza, la signora mi chiama indietro, vuole che mi si avvicina. Mi dice “grazie” e mi dà “due bacini”. Ora posso andare velocemente a mangiarmi qualcosa!

Michele

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