Parrocchia Sant'Erasmo

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5 agosto 2018 – 18a domenica t. ord.

Carissimi,

l’uomo non può vivere senza sicurezze. Per questo è sempre alla ricerca di qualcosa che dia stabilità alla sua vita, ricerca di un “pane” che non sia semplicemente terreno, sempre inadeguato e in pericolo di venir meno.

La metafora del pane, scelta da Gesù perché si tratta dell’alimento base del suo popolo e la Bibbia è piena di richiami a essa, tornerà ancora nel Vangelo delle prossime due settimane, ribadendoci che è proprio quello spirituale il cibo più importante, perché riempie la vita conducendoci a quella eterna di Dio.

Nel Vangelo di questa domenica Gesù, dietro l’incalzare appassionato della folla, si presenta come “pane della vita” in grado di soddisfare per sempre le più profonde richieste umane, perché “disceso” dal cielo”. Per cui andare a Lui significa non avere più né “fame” né “sete”, significa trovarsi “saziati” per sempre . È bello allora chiedersi in quale senso Gesù è il nostro autentico pane di vita? È proprio Lui il centro della nostra esistenza?

Certo sappiamo che nell’Eucaristia Gesù si dona a noi per trasformarci in Lui. Ma è anche vero che noi diventiamo simili a Lui quando Lui, e Lui solo, diventa il nostro cibo. Pane della vita, Gesù ci dà la forza di condurre un’esistenza semplice, capace di accettare la rinuncia con gioia, perché trasforma la rinuncia in dedizione. Chi desidera questa vita semplice, vicino a Dio, cerca la comunione con Gesù, va da Lui: così non avrà più fame né sete per l’eternità. per noi cristiani, proprio Gesù è il nutrimento indispensabile, attraverso parole chiarificatrici e incoraggianti, attraverso la forza interiore della sua vicinanza, attraverso la pace che il suo orizzonte di vita ci può trasmettere. Qualunque ostacolo, fatica e croce possiamo incontrare. «Ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposa in te» (S. Agostino). E come Gesù è diventato nostro “pane” perché ha donato tutta la sua vita per noi, noi lo diventiamo per i nostri fratelli se facciamo altrettanto, quando cioè ci doniamo loro. Auguriamo a tutti voi un buon mese di Agosto e un meritato riposo, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


DONAMI FEDE NEL TUO PANE

Se sapessi vedere, al di là delle apparenze,

in quel pezzo di pane sollevato davanti ai miei occhi

il tuo sguardo pieno di tenerezza,

Signore, non temerei più i miei dubbi e le mie paure,

perché saprei che il tuo amore mi protegge

da tutto e da tutti, compreso me.

Se sapessi credere, al di là delle apparenze,

alle parole del sacerdote che mi suggerisce

quanto è vicino il "corpo di Cristo",

ti stringerei la mano con vigore,

e guardandoti con ammirazione

mi verrebbe da piegare le ginocchia

perché non son degno di partecipare alla tua mensa,

ma mi basterebbe una tua parola per essere salvato.

Se sapessi nutrirmi, al di là delle apparenze,

del cibo per l'anima che è tuo dono,

come il tuo amore, la tua fiducia, il tuo incoraggiamento,

forse, finalmente, ce la farei anch'io

a diventare pane, gioia, speranza

per il prossimo che incontrerò sulla mia strada.

 

VANGELO VIVO

Estate tempo di borseggiatori a Venezia come a Napoli. Ho assistito personalmente a Napoli al pianto di una ragazza che ha visto il padre derubato di soldi e documenti. Ho letto poi sul “Il Mattino” di Napoli: Malato di cancro, era arrivato a Venezia per un'ultima vacanza in compagnia della moglie. É stato subito derubato in vaporetto, da uno dei tanti borseggiatori che imperversano in città. Un'altra vittima di questi ladri, con una storia particolare. In una lettera aperta ha lanciato una sorta di appello ai borseggiatori:

Il titolo: «A chi mi ha rubato il portafogli». «So che probabilmente non leggerai questo testo e so che non te ne importerà neanche nulla. Noi siamo arrivati nella tua bellissima città il 14 luglio, alle 14. Sul vaporetto numero 1 sono diventato la tua prossima vittima. Questo è il mio ultimo viaggio con mia moglie. Sto morendo di cancro. Mi hai lasciato senza soldi e senza carte di credito. Immagina solo per un momento quello che questo causa alla tua vittima. Ho pregato per perdonare e prego per te affinché tu ti allontani da questo peccato che ferisce le persone innocenti. Ti perdono. Michael Valey, Usa».

Da “Il Mattino” di Mercoledì 18 Luglio 2018

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