Parrocchia Sant'Erasmo

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26_ago_2018_21_to

26 agosto 2018 - 21a domenica t. ord.

Gs 24,1-2°.15-17.18b / Ef 5,21-32 / Gv 6,60-69

Carissimi,

la vita dell’uomo è una scelta continua: tra bene e male, tra speranza e disperazione, tra fede e incredulità. Per tutti arriva il momento della crisi, della scelta. Avvenne anche per i discepoli di Gesù di fronte al “discorso sul pane della Vita”; avviene ancora oggi per ogni cristiano che si interroga sul senso della fede e della vita con Gesù.

Il vangelo di questa domenica presenta un chiaro appello alla scelta: quella che hanno fatto i discepoli dopo il discorso eucaristico. Essi trovano il messaggio di Gesù “duro” da intendere, per cui molti scelgono di abbandonarlo. I dodici invece, anche se non comprendono tutto con chiarezza, decidono di restare col Maestro. La risposta di Pietro è una risposta di fede. Egli decide di restare e lo fa rappresentando gli apostoli. Pietro proclama: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.

Credere e conoscere non indicano tanto una relazione intellettuale, ma una comunione intima di vita; appunto una scelta. Nella settimana che ci sta davanti ripetiamo, almeno qualche volta, questa espressione di Pietro: “Tu, Signore, hai parole di vita eterna”. Ripetiamola non solo per noi, per rafforzare la nostra fede e la nostra scelta di Gesù. Proviamo a ripeterla anche per qualcuno che conosciamo e che ha qualche difficoltà di fede. E questo non per ignorare la sua libertà di scelta, ma perché ci sentiamo un corpo, una famiglia con tutti, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


SIGNORE, DA CHI ANDREMO?

Signore da chi vuoi che andiamo?
Dove troveremo quello che ci dai tu?
Chi ci potrà accogliere senza riserve,
a braccia aperte, sempre, come fai tu?
I soldi ci possono dare il benessere,
ma non ci possono dare la passione della vita.
La legge può condannare o assolvere,
ma solo tu Signore sai cosa c'è veramente nel cuore.
La vita di coppia può dare gioia e unione,
ma nessun affetto può spegnere la sete d'approvazione
e la ricerca infinita d'amore che ci portiamo dentro.
Lo psicologo può curare le mie ferite,
ma solo tu, Signore, mi puoi dire:
«Io ti perdono, va' in pace, tutto è cancellato».
Tu solo mi dici: «Va bene così, figlio mio.
Non ti preoccupare, ci sono io.
Non aver paura. Fidati di me».
Ma da chi vuoi che andiamo, Signore?
Solo tu hai parole di vita eterna.

(don Angelo Saporiti)

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