Parrocchia Sant'Erasmo

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9 settembre 2018 - 23a domenica t. ord.

 

 

Gesù fa udire i sordi e fa parlare i muti (Mc 7,37)

 

Carissimi,

 

la salvezza annunciata dai profeti come conseguenza della venuta di Dio in mezzo al suo popolo e identificata nella fine delle sofferenze dell’uomo, trova la sua realizzazione nell’opera di Gesù. Egli, nella guarigione del sordomuto, manifesta la presenza della potenza salvifica di Dio e la propria missione di “aprire” l’uomo alla fede e alla speranza. Nel vangelo odierno ascoltiamo Gesù che “fa udire i sordi e fa parlare i muti”. Se oggi la condizione di un sordomuto ci può sembrare avvilente e disagiata, ai tempi di Gesù doveva essere estrema. Possiamo immaginarne la vita da escluso, la frustrazione di non comprendere gli altri, l’incapacità di comunicare i propri pensieri. Dio ha veramente “scelto i poveri del mondo” per ridare loro fiducia e renderli “eredi del regno” .
Nella guarigione del sordomuto Gesù testimonia la vicinanza di Dio, una presenza fedele alle promesse fatte, sensibile ai desideri dell’uomo; una presenza che dà ragione alla speranza.Gesù “apre” l’uomo, in particolare lo libera dalla sua sordità interiore, dall’incapacità di ascoltare e di intendere. E chi capisce può anche parlare, può agire rettamente. La creatura viene restituita dal Cristo alla comprensione della sua dignità e del suo futuro.
Oggi udiamo molto. C’è un frastuono di voci attorno a noi, forse anche troppe. Ma non basta ascoltare; bisogna anche intendere, saper afferrare e valutare le cose e i fatti. La sordità fisica di un fratello ci impressiona molto, ma una sordità morale o spirituale, cioè l’incapacità di aprirsi ai vari problemi, questa neppure l’avvertiamo. È specialmente da questa sordità che abbiamo bisogno di essere liberati da Dio.

Il racconto evangelico di Marco ci presenta Gesù come “uomo degli incontri” e chi lo incontra non resta mai lo stesso, ma viene trasformato. Lasciamoci anche noi “toccare” da Gesù, dalla sua parola, dalla sua grazia. E la liberazione che egli ci offre è una vocazione al disarmo del cuore, all’ascolto vero e all’incontro.

Carissimi vi do una bella notizia: Il nostro Arcivescovo don Franco ha nominato nuovo Parroco di S. Erasmo un giovane sacerdote: don Gaetano Staiano, a lui i migliori auguri di un fecondo apostolato. Cordialmente vi salutiamo, don Vincenzo Gargiulo ed il diacono don Antonio

 

EFFATÀ, APRITI!

Ed oggi ancora, Signore, pronuncia quella parola:

«Effatà, apriti!» di fronte a ciascuno di noi.

Apri le nostre orecchie

affinché non siamo sordi

agli appelli del nostro prossimo,

traditore che sia,

e della tua Voce nella coscienza,

piacevole o antipatica che sia.

Apri le nostre bocche

perché possa sgorgare sincera

la voce dell’affetto e della stima,

ferma e convinta quella

che difende la giustizia e la pace.

Apri le nostre mani

affinché restino pulite

nella nostra professione,

leste e operative nelle nostre attività,

capaci di stringere le mani di tutti,

indipendentemente dal loro colore e calore.

Apri i nostri cuori

affinché vibrino all’unisono col tuo,

vivendo emozioni che conducono a scelte concrete

e sentimenti che resistono

alla corsa del tempo e dei tempi.

 

VANGELO VIVO

Annie Sullivan è nota come “Anna dei miracoli”, dal titolo del libro, del film e dell’opera teatrale che racconta il “miracolo” che riuscì a compiere con la sua pazienza e tenacia: insegnare a comunicare a Helen Keller, bambina cieca e sorda in seguito a una grave malattia. Anche Annie era stata segnata da un’infanzia difficile, per un periodo di cecità e il ricovero in un istituto in condizioni poco umane. Riuscì a ordinare la vita di Helen e a tirar fuori la sua intelligenza. Helen fu la prima sordocieca a raggiungere la laurea, a soli 24 anni. Annie continuò per cinquant’anni ad assisterla, in tutte le sue battaglie sociali, civili e politiche.

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