Parrocchia Sant'Erasmo

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4 gennaio 2015 - 2ª dopo Natale

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto (Gv 1,16)

4 gennaio 2015 - 2ª dopo Natale

Carissimi,

la Parola del Padre si è fatta carne; Gesù è per noi il volto visibile di Dio Padre. Questa Parola continua a fissare la sua tenda in questo mondo e continua a interpellare ogni uomo. La Parola onnipotente, per mezzo della quale “tutto è stato fatto”, non annienta le tenebre, ma vi scende e vi convive: non diviene luce abbagliante, ma accetta il rischio di essere spenta da chi non l’accoglie. Dalla pienezza di questa Parola noi abbiamo ricevuto tutto in dono: il creato, il nostro essere e Dio stesso. Per questo la nostra storia, personale e del mondo, è sotto il segno della grazia della Parola. Inoltre se io sono dono ricevuto, a mia volta sono chiamato a fare della mia vita un dono a quelle persone con le quali vivo o che incontro. Come sarebbe bello, perché certamente è capitato a noi, che chi ci incontra potesse andarsene contento perché l’abbiamo ascoltato con amore o incoraggiato, o abbiamo condiviso una situazione o semplicemente ci siamo accorti della sua presenza.

Siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,2)

6 gennaio 2015 - Epifania del Signore

La celebrazione dell'Epifania del Signore è un po’ la «sigla finale» del periodo natalizio. Questa festa non è il giorno dei saggi provenienti dall'oriente, bensì il giorno dell'apparizione o manifestazione al mondo. Il termine «epifania» deriva dal culto dell'imperatore considerato divino, salvatore, soprattutto nel giorno del suo primo mostrarsi alle genti, la sua Epifania, l'inizio nuovo della salvezza. L’Epifania celebra la rivelazione di Dio, nel Figlio Gesù, al mondo intero. L’annuncio di un nuovo popolo di Dio, di un popolo senza confini, è simbolicamente contenuto nell’adorazione dei Magi, venuti dall’Oriente per rendere omaggio al Bambino di Betlemme. L’unità del genere umano, la nuova storia di fraternità e di pace, è il senso profondo della festa dell’Epifania. È un avvertimento alla vigilanza, perché non è scontato riconoscere il Signore quando si manifesta. Allo stesso tempo è un annuncio di speranza perché ci racconta di persone lontane che ricercano il Signore e lo trovano. Non ci sono distanze in grado di separare l’uomo da Dio. I Magi ci invitano ad adorare un Dio spesso diverso da quello che noi immaginiamo; un Dio non invidioso né geloso della felicità umana, ma venuto a condividere il dolore degli uomini per renderci partecipi della sua beatitudine. Anche noi troviamo Dio nel “giardino” della nostra vita; anche noi possiamo in ogni momento adorarlo e offrirgli in dono noi stessi. Dobbiamo chiedere con insistenza questo dono che è il dono dei doni: conoscere e amare Gesù Cristo. Buona Epifania, il vostro parroco don Vincenzo ed il diacono don Antonio


ADORIAMO IL DIO INCARNATO

O Gesù,

con i tuoi santi magi t'adoriamo,

con essi ti offriamo i tre doni della nostra fede

riconoscendoti e adorandoti quale nostro Dio

umiliato per nostro amore,

quale uomo rivestito di fragile carne

per patire e morire per noi.

E nei tuoi meriti sperando,

siamo sicuri di conseguire l'eterna gloria.

Con la nostra carità ti riconosciamo

sovrano di amore nei nostri cuori,

pregandoti che, nella tua infinita bontà,

ti degni gradire ciò che tu stesso ci hai donato.

Degnati di trasformare i nostri cuori

come trasformasti quelli dei santi magi

e fa' ancora che i nostri cuori,

non potendo contenere gli ardori della tua carità

ti manifestino alle anime dei nostri fratelli

per conquistartele.

Il tuo regno non è lontano

e tu facci partecipare al tuo trionfo sulla terra,

per poi partecipare al tuo regno nel cielo.

Fa' che non potendo contenere

le comunicazioni della tua divina carità,

predichiamo con l'esempio e con le opere

la tua divina regalità.

Prendi possesso dei nostri cuori nel tempo

per possederli nell'eternità.

Che mai ci togliamo da sotto il tuo scettro:

né la vita né la morte valgano a separarci da te.

La vita sia vita attinta da te

a larghi sorsi d'amore

per spandersi sull'umanità

e ci faccia morire a ogni istante

per vivere solo di te,

per spandere solo te nei nostri cuori.

s. Pio da Pieltrelcina


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