Parrocchia Sant'Erasmo

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15 febbraio 2015 - 6ª domenica t. ord.

Incrociare lo sguardo dell'Amore

15 febbraio 2015 - 6ª domenica t. ord.

Carissimi, in questa domenica l’evangelista Marco prosegue la sua narrazione presentando un altro miracolo di Gesù: la “purificazione” di un lebbroso. Secondo la tradizione ebraica, Il lebbroso è un uomo considerato impuro, cioè lontano dalla salvezza di Dio, un reietto portatore di un chiaro segno di punizione divina. i lebbrosi andavano messi da parte, allontanati dalla vita sociale come persone contagiose: nessuno poteva avvicinarsi a loro e, meno ancora, toccarli. Era la maniera di difendersi da questa malattia incurabile e pericolosa socialmente. Per legge dovevano essere emarginati. Il malato che si accosta a Gesù infrange l’ordine di stare lontano, rompe l’isolamento che lo circonda e lo tocca; Gesù gli si avvicina e instaura con lui un rapporto umano. L’uomo, creato a immagine e somiglianza di un Dio amore, non può rimanere isolato. È fatto per l’incontro. Gesù, purificando il lebbroso dal male, lo riammette nella comunità. Molti nella storia della Chiesa hanno seguito l’esempio di Gesù, da san Francesco, a padre Damiano, a Madre Teresa di Calcutta. Anche noi possiamo chiederci: sappiamo avere compassione? Sappiamo avere pazienza, ascoltare, trattare le persone rispettandone la dignità? Tutti corriamo il pericolo di emarginare e di essere emarginati: se qualcuno non ci è simpatico, lo teniamo lontano; se per qualcuno siamo antipatici, quello ci cancella della sua lista; se uno ci ha fatto un brutto scherzo, lo eliminiamo dal giro. Non è raro sentire: «Io con quello lì non parlo», «Per me quello non esiste più». Come dobbiamo comportarci se ci consideriamo davvero cristiani? Sappiamo offrire un sorriso, dare un aiuto, rinunciare ad un po’ di noi stessi per portare sollievo e serenità a qualcuno? L'amore cristiano non ammette emarginazione; è compassionevole davanti alla sofferenza e alle necessità di chi è svantaggiato. Proviamoci e accostiamoci a fratelli emarginati e troveremo benefici anche per la nostra vita e la società sarà migliore, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

INIZIA Mercoledì prossimo la Quaresima con l'imposizione delle ceneri; il ministro dirà: «Convertitevi, e credete al Vangelo». Entriamo in questo tempo con un atteggiamento di umiltà. Dio ci farà camminare, Lui convertirà i cuori, Lui ci donerà la gioia della Risurrezione. Viviamo questa Quaresima come un dono personale di Dio fattoci quest’anno e, come tale, non si potrà più ripetere. Le opere di carità, la preghiera, il digiuno e l’ascolto della Parola di Dio siano i mezzi per amare Dio e il prossimo.

Per amare davvero

C’è ancora il peccato, Signore?
E che cosa è un peccato?
Sì, lo so bene, l’ho imparato al catechismo:
è violazione volontaria della tua legge.
Allora sorge una domanda:
forse osservano tutti la tua legge
visto che nessuno più chiede
il sacramento del Perdono?

E il problema si sposta più a monte:
anche se l’uomo crede in te, ti ama?
Questa è la domanda vera:
il peccato è il tuo amore
tradito, rifiutato, rigettato.
Peccato è non amarti
e non amare i fratelli in te.

Non c’è crisi di peccato.
Purtroppo sono tante le offese alla vita,
alla verità, alla dignità dell’uomo,
alla giustizia, alla sacralità del corpo…

Oggi c’è crisi di vero amore a te.

Giuseppe Sacino

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