Parrocchia Sant'Erasmo

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3 apr 2016 - II di Pasqua

Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22)

3 aprile 2016 - 2ª di Pasqua

Carissimi, «Pace a voi!».

Che bello l’augurio di Gesù, che torna a confortare i suoi amici dopo essere passato attraverso la morte e gli inferi. In realtà è più di un augurio, è la certezza di un dono: la vittoria sul male, frutto dell’amore e del perdono donati dal Cristo.

In questa domenica troviamo i discepoli chiusi in casa, terrorizzati a causa dei Giudei. Sono fragili. È poi scesa di nuovo la notte, perché in loro non si è ancora accesa la luce della fede nella risurrezione. In questo contesto avviene l’evento decisivo del “venire” di Gesù e del suo “fermarsi in mezzo”: è Lui il centro della comunità. Alle sue parole, che offrono il dono della pace, si accompagna il gesto che mostra i segni della passione nelle mani e nel fianco, a rivelare lo sconfinato amore divino vincitore della passione e della morte.

Altri tre elementi caratterizzano questo primo incontro del Risorto con i discepoli. Anzitutto il “mandato” con cui Gesù li coinvolge nella sua medesima missione che proviene da Dio. In secondo luogo vi è l’indicazione del dono dello Spirito Santo attraverso il soffio “su” e “in” loro. Infine la missione precisata come compito di “perdonare” i peccati, coinvolgere cioè il mondo nel mistero dell’amore fedele di Dio.

Al centro ci sta dunque il dono dello Spirito Santo. Si tratta di una Presenza che li cambia dal di dentro. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito. La nostra vita è abitata! Impariamo sempre più ad ascoltare la sua voce, a lasciarci guidare dai suoi suggerimenti e a lasciarci trasformare dalla sua forza d’amore.

È questo lo stile che deve caratterizzare anche la nostra comunità, se vogliamo che diventiamo segni della presenza di Cristo risorto nella nostra società. La Chiesa ci invita a diventare seminatori di pace, di tolleranza, di giustizia, nei nostri ambienti quotidiani e nelle periferie che hanno più bisogno del Cristo liberatore. Viviamo la Pasqua accogliendo e donando la pace del Risorto, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

 

STRUMENTI DI PACE

Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

La pace della serenità interiore,

dell’umiltà radiosa di chi dichiara i propri limiti,

senza smettere di sforzarsi

di individuare i propri errori,

di andare oltre i propri difetti,

di sconfiggere i propri peccati.

La pace di chi ascolta la voce del cuore di Dio,

impara a respirare la sua misericordia infinita,

allarga i suoi orizzonti e le sue credenze,

penetrando nello spirito del Vangelo,

e, pian piano, comprende le fatiche altrui.

La pace di chi si pone in mezzo agli altri

senza calunniare, senza mormorare, senza condannare.

Non lesina lodi sincere,

ha suggerimenti mansueti di fraterna correzione,

ma sospende qualsiasi giudizio

ed evita di spezzare chi si muove nella fragilità.

Sul peccato ha convinzioni chiare e decise,

ma si ferma davanti al peccatore,

che non conoscerà mai nelle sue reali colpe,

e che ha la vita intera per cambiare, nell’insegnamento del Cristo.

La pace di chi sa seminare tolleranza e fantasia,

sa ricercare intuizioni e direzioni comuni,

sa riconoscere la bellezza e la bontà, da qualunque parte venga,

senza presupporre e senza pretendere,

perché «c’è il tempo giusto per ogni cosa», in Dio.

La pace di chi non smetterà mai

di credere in essa, di perseguirla, di costruirla,

fino al punto di essere disposto a morire per essa,

perché non c’è bene più grande e desiderio più forte nell'umanità,

non c’è sogno più bello e intenzione più profonda

nel cuore di Dio.

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