Parrocchia Sant'Erasmo

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4 dom Pasqua 15 apr 2016

Le mie pecore ascoltano la mia voce (Gv 10,27)

17 aprile 2016 - 4ª di Pasqua

Carissimi,

in questo tempo di Pasqua, ancora una volta siamo invitati a riflettere su un nucleo centrale del Vangelo: Cristo ci chiama a partecipare alla sua eterna relazione con il Padre.

Viviamo la domenica chiamata del buon Pastore. Il breve brano evangelico è tratto dal discorso in cui Gesù sviluppa il tema dell’ascolto e della conoscenza tra pastore e gregge. Tra Gesù e ognuno di noi si stabilisce un rapporto intimo di comunione. Egli “conosce” la sua creatura amata, che gli risponde con l’ascolto della sua voce.

Quando si ascolta bisogna mobilitare e l’intelligenza e il cuore, concentrandosi sull’attimo presente. Inoltre è importante fare silenzio nell’anima, con un laborioso tirocinio e con la preghiera perseverante. Infatti fare silenzio non significa semplicemente tacere.

Quante volte ci capita che teniamo chiusa la bocca, ma siamo distratti e disinteressati. Fare silenzio è creare in sé un “vuoto” accogliente e attento, avvolto dall’amore, nel quale l’altro trova posto.

La Parola del vangelo di questa domenica ci invita ad ascoltare con attenzione e amore quello che Gesù ci dice in infiniti modi. Ricordiamo la frase bella di S. Agostino: «Tu ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».Con l’impegno a tradurre in “fatti concreti” la parola ascoltata, così da trasformare in meglio noi stessi e l’ambiente in cui viviamo, vi salutiamo don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

53° GIORNATA di PREGHIERE per le VOCAZIONI, PAPA FRANCESCO ci invita a pregare per le VOCAZIONI SACERDOTALI: “Chiediamo al Signore di concedere a tutte le persone che stanno compiendo un cammino vocazionale una profonda adesione alla Chiesa; e che lo Spirito Santo rafforzi nei Pastori e in tutti i fedeli la comunione, il discernimento e la paternità e maternità spirituale”.

Padre di misericordia, che hai donato il tuo Figlio per la nostra salvezza e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito, concedici comunità cristiane vive, ferventi e gioiose, che siano fonti di vita fraterna e suscitino fra i giovani il desiderio di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione. Sostienile nel loro impegno di proporre una adeguata catechesi vocazionale e cammini di speciale consacrazione. Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale, così che in tutto risplenda la grandezza del tuo amore misericordioso. Maria, Madre ed educatrice di Gesù, interceda per ogni comunità cristiana, affinché, resa feconda dallo Spirito Santo, sia fonte di genuine vocazioni al servizio del popolo santo di Dio”.

NEL GREGGE DEL SIGNORE

È un dono bellissimo far parte del tuo gregge, Signore.

Avere un buon pastore, forte e magnanimo,

affezionato e interessato come te.

Avere a disposizione una guida sicura,

che con voce amorevole e determinata

conduce alla salvezza per tutta l’eternità.

Sentirsi protetti nel palmo della tua mano,

perché non permetterai che qualcuno ci strappi via da te.

Sapere di essere sempre preziosi ai tuoi occhi,

perché mai distoglierai lo sguardo da noi.

Poter essere tranquilli e fiduciosi,

anche nelle angustie e nelle difficoltà,

visto che la tua lungimiranza provvederà alla nostra vita,

dandoci l’opportunità di viaggiare verso la meta della pienezza.

Tu sei così, Signore, ed è una gioia questa nostra fede.

Purtroppo, in verità,

non siamo così docili e mansueti come agnelli.

A volte siamo pecore nere,

sospettose o ribelli per partito preso,

sporcate dall'indolenza e dalla vanità,

più attente al tornaconto di oggi

che alla costruzione del domani,

centrate su se stesse e immobili davanti ai bisogni di solidarietà.

La tua mano diventa impotente

di fronte alla scelta convinta di allontanarci da te.

Ci lasci andare, pur tifando per noi.

È il prezzo dell’amore, che paghi consapevolmente.

Spesso lo paghiamo anche noi,

quando la strada che percorriamo diventa invivibile.

E allora, anziché dirci: «Te l’avevo detto»,

sei ancora disposto a partire alla nostra ricerca,

pecorelle smarrite cui spetta una festa in Cielo al loro ritrovamento.

Davvero non siamo degni di te,

ma chinando la testa con umiltà,

insieme alle nostre scuse passate e future,

ti diciamo: infinitamente grazie, Signore!

È un onore immenso aver conosciuto te.

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