Parrocchia Sant'Erasmo

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24 apr 106 - 5 Pasqua

Il segno dell’amore: Come io vi ho amato,

Amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13,34)

24 aprile 2016 - 5ª di Pasqua

Carissimi,

nellottica di Gesù dovrebbe essere questa l’unica preoccupazione delle nostre comunità: vivere nell’amore, affinché, come avveniva al tempo degli Atti degli Apostoli, i non credenti possano esclamare: «Guardate come si amano».

Nel vangelo di questa domenica ci è narrato come dopo che il traditore esce dal cenacolo, Gesù propone ai suoi il comandamento nuovo, quello dell’amore reciproco. Esso è nuovo perché costituisce l’unico, radicale impegno della “nuova alleanza” instaurata da Gesù. È nuovo perché rende nuovi i rapporti con gli altri. È un amore reciproco per cui nessuno è superiore all’altro e tutti hanno bisogno dell’amore dell’altro.

Amare i fratelli è anche amare Gesù: come il discepolo è coinvolto nell’amore di elezione del Signore per ogni persona, così l’amore fraterno rende i discepoli una “cosa sola”, fa sì che essi siano riconosciuti come tali e soprattutto che il mondo si apra alla fede proprio attraverso la loro di testimonianza.

Nella settimana che ci sta davanti cerchiamo di partire proprio dall’amore reciproco. Questo amore ha il sapore della concretezza; chiama in causa la disponibilità all’accoglienza e alla misericordia; chiede di morire a se stessi, al proprio orgoglio; ci impegna a prendere su di sé carichi di cui si liberano le spalle altrui. Tutto questo significa amare come Gesù ci ha amati. Abbiamo molta strada da fare per raggiungere questo ideale. Eppure il futuro del cristianesimo passa proprio di quà. E, guardandoci attorno, scopriamo che è proprio ciò che le periferie del mondo oggi ci possono insegnare, vivere nell’amore, nella solidarietà, sull’esempio di Gesù, capace di dare la vita per i suoi, buona domenica, don Vincenzo ed il diacono don Antnio

 

VIVI L’AMORE

 

Se un giorno mi proponessi di concedermi qualsiasi desiderio,

purché uno solo, Signore, non avrei alcun dubbio.

Nulla di materiale, perché ho già il necessario.

Nulla di spirituale, perché amo dialogare con te.

Nulla di straordinario, perché la vita quotidiana

è di per sé densa di meravigliose occasioni.

Chiederei al tuo Spirito che,

qualunque cosa succeda, qualunque notte debba affrontare,

ci sia Amore nella mia vita.

Non l’amore ricevuto, perché il tuo non mancherà mai

ed io non sono solo in questo mondo.L’amore offerto agli altri.

L’amore di chi non sa dir di no a un favore richiesto.

L’amore che non mette al primo posto le proprie esigenze,

quando c’è bisogno del suo aiuto.

L’amore che sa rinunciare a qualcosa per far crescere la vita altrui.

L’amore che sa ascoltare con attenzione il detto e il non detto,

cercando di leggere tra le righe

il significato di un sospiro o di uno sguardo che si abbassa.

L’amore che si accorge delle doti altrui, le stima e le sottolinea,

sfidando l’amato a metterle in campo, per il bene di tutti.

L’amore che non si arrende quando l’altro vuole mollare,

ma continua a credere in lui, e insiste perché esprima ciò che ha.

L’amore che è riconoscente per ciò che ha ricevuto,

che sa inchinarsi davanti alla grandezza altrui,

anche quando il suo destino gli chiede di aiutarlo a rialzarsi.

L’amore che sa commuoversi di fronte ai pesi più insopportabili,

quando le parole non servono e la solidarietà è una lacrima in comune.

L’amore che riesce a non spegnersi neppure dopo

una critica gratuita, un torto ricevuto, una persecuzione in atto.

L’amore che prova a capire anche i limiti del proprio nemico,

le sue fatiche e il suo odio, tanto da lasciarlo scorrere via,

incapace di essere nient’altro che Amore.

Credo che il tuo Spirito sarebbe contento

di soffiare sul mio amore, come in un braciere,

perché è lo stesso tipo di Amore che vive lui.

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