Parrocchia Sant'Erasmo

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8 mag 2016 Ascensione del signore

Mentre li benediceva si staccò da loro (Lc 24,51)

8 maggio 2016 - ASCENSIONE del Signore

Carissimi,

dopo aver raccontato l’apparizione del Risorto ai discepoli di Emmaus, l’evangelista Luca condensa in pochi versetti alcune verità fondamentali su Gesù: la conformità del mistero pasquale alla verità proclamata dalle Scritture; il compito dei discepoli di annunciare la conversione e il perdono dei peccati; il comando di restare in città in attesa dello Spirito Santo. Segue così il racconto dell’ascensione di Gesù al cielo e il ritorno dei discepoli in Gerusalemme. Gesù si separa da loro ma non li abbandona; inaugura un tempo in cui essi possono essere discepoli creativi della loro missione. Per questo mentre si stacca li benedice. Come è bello questo verbo! E come è consolante! Gesù dice bene dei suoi. Come avevano fatto i patriarchi quando si dovevano congedare dalla loro famiglia. L’ultima immagine di Gesù che abita gli occhi e il cuore di chi l’ha visto per tre anni è una benedizione. C’è del bene in te; c’è molto bene in ogni creatura. Gesù ci ha lasciato una benedizione, non un giudizio; non una condanna; non un consiglio; ma una parola bella, una parola di stima, una parola di speranza in me. Cerco di vivere in questa settimana come uno benedetto dal Signore. Faccio conto di tutto e del tanto bene che c’è in me e nei miei fratelli. Sia questo a guidarmi nelle mie azioni. Certo, qualche volta, forse spesso, sbaglierò, ma sempre posso ricominciare perché Egli ha fiducia in me. Dov’è ora Gesù? In alto? Sulle nubi? Nel cielo? Così chiedono i bambini al catechismo. Tutti questi luoghi sono ovviamente simbolici. Erano metafore usate spesso nel linguaggio biblico, e più in generale religioso, per indicare Chi è oltre noi, il Creatore e Signore dell’universo. Le nostre immagini terrene sono inadeguate a descrivere il luogo di Dio. Gesù è entrato nella sua realtà, per dimorare in lui. E, avendo provato la condizione umana, ora è il mediatore più accreditato per «comparire al suo cospetto in nostro favore». Lui ha «inaugurato» una «via nuova e vivente», che ha riacceso la nostra speranza.

I discepoli tornano a Gerusalemme «con grande gioia», in continua lode e riconoscenza a Dio. Attendevano con fiducia, liberi da paure, dubbi e preoccupazioni. Preghiamo perché in questa festa liturgica questi doni arrivino pure a noi, sapendo che il cielo è anche la nostra patria. E, a suo tempo, saremo tutti attesi lì. Buona festa dell’Ascensione del Signore, auguri a tutte le mamme, oggi festa di colei che ci ha donato la vita, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

TRA TERRA E CIELO
Consentimi, Signore,
di fissare il mio sguardo in cielo.

Consentimi di sognare quella meta,
di immaginare una bellezza inesprimibile e sorprendente,
di consolarmi con la pienezza della gioia che ci attende.

Consentimi di anticipare i segni della pienezza,
gustando la meraviglia del tuo creato,
avvertendo la fiducia nel tuo abbraccio d’amore.  

Consentimi di desiderare di essere faccia a faccia con te,
non per anticipare il tempo dell'incontro,
ma per essere pronto il giorno in cui avverrà.

Ma nel medesimo modo, Signore,
consentimi di tenere i miei piedi ben ancorati sulla terra.  

Consentimi di conoscere questo mondo e la sua varietà,
di costruire passo passo negli sforzi quotidiani,
di entrare nella lotta avvincente per renderlo più umano.

Consentimi di accettare i limiti e le fatiche della terra,
di comprendere le piaghe nascoste degli animi umani,
di far scorrere via le sofferenze
portate da sbagli e impurità, egoismi e negatività.  

Consentimi di impastare la mia vita col fango e col dolore,
di immergermi nei luoghi che paiono perduti,
di sfiorare il fondo della disperazione
per capire e amare tutti i colori della libertà che ci hai donato.

E, se sarò ancora capace di tenere lo sguardo in cielo,
accoglimi, Signore, in ciò che hai preparato per me da sempre,
trasformando le mie pochezze,
sciogliendo i miei nodi,
dimenticando i miei peccati;
Allora, sarò degno del cielo, cioè di te

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