Parrocchia Sant'Erasmo

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29 mag 20116 Corpus Domini

Adoriamo il sacramento che Dio Padre ci donò”

29 maggio 2016 - CORPUS DOMINI

Carissimi,

ogni anno la Chiesa ci invita a celebrare una festa per il SS.mo sacramento del Corpo e Sangue di Cristo. Ogni settimana ci riuniamo per fare comunione con lui e con i fratelli della comunità. Ogni giorno si celebra l’Eucaristia come ringraziamento e intercessione, affinché la Grazia di Dio trovi posto in ciascuno di noi. In ogni momento il pane consacrato ci attende nel silenzio delle chiese, per comunicarci la vicinanza e il sostegno di Cristo nella nostra vita. Tutta la vita cristiana ruota attorno a questo Sacramento, così semplice ed essenziale: è il nutrimento dell’anima durante il viaggio della vita.

Nel capitolo VI del vangelo di Giovanni l’attività del Maestro riempie tutto il giorno e giunge la sera. Gli apostoli espongono a Gesù la loro preoccupazione per la folla, l’alloggio per la notte e il sostentamento. Gesù invece li coinvolge direttamente e li chiama a collaborare alla sua opera: essi distribuiranno alla folla il dono abbondante offerto da Lui stesso.

Non è il denaro, non è lo sforzo o la ricerca umana, ma la parola di Gesù a generare l’abbondanza. Quel pane moltiplicato è segno dell’Eucaristia: Gesù ci dà il Suo corpo perché nella nostra vita scorra la Sua vita, nel nostro cuore metta radici il Suo coraggio e quel miracolo che è la gratuità. Gesù ci dona il suo corpo perché vuole anche farci attenti al corpo dei fratelli. Ricordandoci che legge dell’esistenza è il dono di sé come ha fatto Lui. E questo sarà anche la nostra sazietà. Quando vivremo così sentiremo di vivere una vita piena, perché solo il dono sazia. Uniti al Corpo donato di Gesù entriamo anche noi nello stile del dono. E viviamo di questo. L’incontro con Cristo nell’Eucaristia spinga ognuno di noi a gesti concreti di comunione e di solidarietà, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

A Gesù nell’Eucaristia: Ti voglio bene

Ti voglio bene,
non perché ho imparato a dirti così,
non perché il cuore mi suggerisce
questa parola,
non perché la fede mi fa credere
che sei amore,
nemmeno perché sei morto per me.

Ti voglio bene
perché sei entrato nella mia vita
più dell'aria nei miei polmoni,
più del sangue nelle mie vene.

Sei entrato
dove nessuno poteva entrare,
quando nessuno poteva aiutarmi,
ogniqualvolta nessuno poteva consolarmi.
Ogni giorno ti ho parlato.

Ogni ora ti ho guardato e nel tuo volto ho letto la risposta,

nelle tue parole la spiegazione, nel tuo amore la soluzione.

Chiara Lubich

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