Parrocchia Sant'Erasmo

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26 giu 2016 - 13 t.o.

Per seguire Gesù

E si misero in cammino verso un altro villaggio (Lc 9,56)


26 giugno 2016 - 13ª domenica t. ord.

Carissimi,

è esigente, il Signore Gesù. Prima di tutto con se stesso: sa quello che lo aspetta a Gerusalemme. Eppure prende una ferma decisione e non tornerà indietro. Ed è esigente con chi ha scelto di seguirlo: non avrà una dimora stabile; si dovrà distaccare dagli affetti umani; non dovrà cedere alla nostalgia del passato.

Gesù aveva cominciato il suo ministero pubblico nella sinagoga di Nazareth (4,14) dove era stato rifiutato dai suoi concittadini. Anche nel vangelo di oggi, all’inizio del viaggio verso Gerusalemme dove avrebbe portato a compimento la sua missione con la morte e risurrezione, Gesù non è accolto. Questo rifiuto in un villaggio della Samaria suscita la reazione degli apostoli, che vorrebbero la punizione divina per quegli abitanti. Gesù però smaschera il loro atteggiamento perché coglie in esso una logica di vendetta e di rivalità. Certo in Gesù si rivela la potenza di Dio, ma è la potenza dell’amore, non della sopraffazione; dell’amore che accetta di passare attraverso la sofferenza per offrire il perdono.

Chi risponde di sì alla chiamata di Gesù, pur consapevole dei propri sbagli, ha ben chiara la meta. E gioisce tutte le volte che si avvicina di più a essa, nei gesti di giustizia, di tolleranza, di sobrietà, di amore concreto verso chiunque, soprattutto il più bisognoso.

Chi risponde di sì sa che il cammino può passare attraverso rifiuti, incomprensioni e croci, ma sta già gustando il centuplo e l’eternità che Cristo ha preparato da tempo per i suoi amici.

Gesù si mette in cammino verso un altro villaggio perché c’è sempre un’altra casa a cui bussare, un altro paese da attraversare, un’altra possibilità per annunciare, un’altra occasione per amare. Una difficoltà ti ha bloccato; riparti, ricomincia: c’è un nuovo terreno per altre semine, ci saranno nuove vite da guarire e da amare. Coraggio camminiamo dietro a Gesù, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


SEGUIRE TE

 

Seguire te è una gioia, Signore.

Tu ci ami infinitamente e incondizionatamente,

desideri soltanto il nostro bene,

ti occupi di noi senza sosta,

soffiando vento sulle nostre ali

per dirigerci alla meta del Paradiso.


Seguire te è una scelta, Signore.

Non forzeresti mai la nostra libertà,

pur tifando per la nostra adesione

e rinnovando incessantamente l’invito a essere dei tuoi.

I tuoi precetti sono suggerimenti e proposte,

binari sicuri per guidarci a destinazione.


Seguire te è una scommessa, Signore.

In questa vita non avremo mai la certezza

della tua esistenza e presenza,

né della piena comprensione della tua volontà.

Ci affideremo ai fratelli illuminati, alla comunità ecclesiale,

ai ministri consacrati e alle trombe dello Spirito di questo tempo.

Ci affideremo al nostro cuore,

che necessita di te per riempire inquietudine e nostalgia.


Seguire te è un impegno, Signore.

Sei esigente quando chiedi di passare per la porta stretta,

quando inviti ad abbandonare le proprie sicurezze materiali,

quando intimi di avviarci risolutamente senza voltarci indietro.

Non è facile seguire il tuo esempio di distacco e di mitezza,

il desiderio costante di operare per il Regno di Dio,

la radicalità dell’amore che si offre senza pretendere nulla.


Seguire te è una grande avventura, Signore.

Appassionante, sorprendente, decisiva.

I tuoi discepoli, passati e presenti,

ci dicono che ne vale la pena.

E noi vogliamo crederci. O, almeno, provarci.

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