Parrocchia Sant'Erasmo

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24 luglio 2016 17 t.o.

Quando pregate dite: Padre (Lc 11,2)

24 luglio 2016 - 17a domenica t. ord.

Carissimi,

la parola di questa domenica ci invita a riflettere sulla preghiera, quale forza della vita di fede. La preghiera è forza di Dio in noi perché è relazione, è dialogo con Dio. Di fronte alle difficoltà e ai misteri della vita, l’uomo di ogni tempo ha riconosciuto la propria impotenza, ha guardato oltre se stesso e ha invocato un aiuto, spesso rivolgendosi al cielo.

Sappiamo dal vangelo che Gesù si ritirava spesso in prolungata orazione personale e silenziosa. Sollecitato dalla domanda di uno dei suoi discepoli, Gesù insegna il suo “stile” di preghiera. Lo fa insegnando il Padre nostro.

Se noi guardiamo i vangeli, troviamo questa preghiera in due versioni differenti. Ma la sua novità non va cercata tanto nelle formule usate, quanto nel fatto che essa presenta un modello di fede vissuta e osservata dal Maestro, un concentrato del suo insegnamento sulla preghiera.

Il nome “Padre” che introduce le cinque brevi richieste è come il portale di ingresso di questa straordinaria preghiera. Esso mette, chi la fa propria, in totale libertà, fiducia, confidenza e gioia davanti a Dio, di fronte al quale siamo non come una massa anonima, ma come un popolo di figli.

Possiamo chiamare Dio, in cui tutto si fonda, “amato Padre”. Abbà gli possiamo dire; così fiduciosi possiamo essere, tanto è vicino a noi. Noi possiamo rivolgerci a Dio, l'infinito, il mistero dei misteri, con questa confidenza solo perché Gesù ce l'ha detto. Dio mi dice “figlio” e io lo posso chiamare “Padre”, Padre buono, “papà”. Nella preghiera in questa settimana partiamo da questa confidenza, viviamo il dialogo dei figli col Padre, vostro don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

Insegnaci a pregare, Signore.

Insegnaci a sospendere i dubbi e i pensieri,

a lasciar decantare le tensioni e le paure,

a sintonizzarci sul tuo canale,

nel silenzio e nell’ascolto di Te.

Insegnaci a scaldarci alla luce della tua presenza,

ad assumere il ritmo rallentato del tuo tempo infinito,

a respirare all’unisono con il tuo Spirito.

Insegnaci a dirti e sentirti Padre,

a fermarci a contemplare la tua tenerezza,

ad accogliere il tuo abbraccio misericordioso,

a percepire la tua mano dolce e ferma

che sprona alla giustizia e alla fedeltà,

per il bene nostro e di ogni tuo figlio.

Insegnaci a chiederti ciò di cui abbiamo veramente bisogno,

sapendo accogliere certi tuoi rifiuti per noi inspiegabili,

sapendo avere fiducia nella tua visione

enormemente più ampia della nostra percezione terrena.

Insegnaci a rivolgere i nostri sforzi e la nostra attenzione

alla costruzione del Regno che tu hai in mente,

perché questo mondo sia più umano e vivibile,

più corretto, sensato e solidale.

Insegnaci a donare e perdonare,

affinché la nostra preghiera non sia il richiuderci in una torre d'avorio,

ma l’aprirci all’alterità dei nostri fratelli,

all’accoglienza della loro storia e delle loro piccolezze,

anche quando ai nostri occhi sono peccati e cattiverie,

sapendo che anche noi abbiamo molto da farci perdonare da te.

Insegnaci a non smettere mai di cercare e di cercarti,

tu che sei sempre Nuovo e in eterno Movimento.

Ovunque ti troveremo ci permetteremo di bussare alla tua porta,

ben sapendo che per ogni tua creatura sarà sempre aperta.

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