Parrocchia Sant'Erasmo

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7 ago 2016 - 18 t.o.

Anche voi tenetevi pronti (Lc 12,40)

7 agosto 2016 - 19a domenica t. ord.

Carissimi, “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”.

Questa beatitudine ci insegna la vigilanza, l’attenzione, la prontezza nell’accoglienza.

Il capitolo dodicesimo di Luca è un insieme di discorsi che trattano la posizione dei discepoli, (noi cristiani oggi), nel mondo. I discepoli sono incoraggiati a liberarsi dalle preoccupazioni assillanti delle ricchezze e delle sicurezze terrene e vengono spronati ad essere generosi. Il contrario del ricco sorpreso dalla morte (vangelo di domenica scorsa) è il servo che veglia, che amministra fedelmente e intelligentemente il bene a lui affidato.

Vegliare. La vita è una veglia, un'attesa. Aspettiamo la realizzazione dei nostri piani, l'adempimento del nostro essere, il successo, la felicità, l'incontro con la persona amata, del “tu” che capisce e completa e rende felici.

Il vangelo di oggi ci grida la buona novella: noi aspettiamo il nostro Signore. Non è uno sconosciuto. È Colui che i vangeli ci fanno conoscere. Conosciamo quello che fa, quello che dice, quello che sente, il suo essere presente. È Gesù. Un giorno staremo a tu per tu davanti a Lui, davanti al nostro Signore e Dio, al nostro amico e fratello.

Anche noi cristiani non sappiamo quando viene, ma sappiamo che viene. Lui ce l'ha detto: “L'hai fatto a me”, “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”, “Chi vede me, vede il Padre”. Viviamo pronti ad accoglierlo: viene a noi nella sua Parola, nei segni efficaci dei sacramenti, nella comunità cristiana, nel più piccolo fratello. Poiché l'amiamo, siamo pronti ad accoglierlo. Il Figlio dell’Uomo, sulla parola di Gesù, torna in realtà ogni giorno. Ogni volta che facciamo un’opera di misericordia per uno dei piccoli del mondo, è come se la facessimo a lui. I poveri sono sempre con noi, ricorda il Vangelo. Quando chi è nel bisogno bussa, noi siamo pronti? Buone Vacanze a quanti riposano in questo mese di Agosto, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

LE LAMPADE ACCESE

 

Aiutaci a ricordarci delle lampade che vuoi

accese nella nostra vita, Signore.

La lampada della prudenza,

che ci fa discernere il vero dal falso e il bene dal male,

che si lascia istruire dal dono della tua Sapienza,

per andare risoluta sulla tua strada.

La lampada della giustizia,

che ci aiuta a dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto,

che sostiene l’equità e il diritto,

che dà la vita per il bene della comunità.

La lampada della fortezza,

che dà la forza di resistere alle avversità,

di opporsi alla paura, alla viltà e alla pigrizia,

di perseverare nel cammino di santità.

La lampada della temperanza,

che ricerca l’equilibrio nell’uso del creato,

che allena l’intelligenza e la volontà,

che non si lascia irretire dalla schiavitù del peccato.

La lampada della fede,

che ci insegna ad abbandonarci alla volontà di Dio,

a fidarci della sua immensa saggezza,

ad accogliere e a credere nella Verità.

La lampada della speranza,

che ci indica la meta della vita eterna, nella felicità,

che ci ricorda l’esempio e le promesse di Cristo,

che ci riempie di Spirito Santo per meritarla e preservarla fino alla fine.

La lampada della carità,

che ci infuoca della passione virtuosa per il prossimo, in nome di Dio,

che ci insegna a riconoscere il volto di Cristo nella carne dei poveri,

che ci fa accarezzare la bellezza e la gioia del mistero della Trinità

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