Parrocchia Sant'Erasmo

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14-15 ago 2016 - 18 t.o.

Sono venuto a gettare fuoco sulla terra (Lc 12,49)


14 agosto 2016 - 20a domenica t. ord.

15 agosto 2016 – ASSUNZIONE DI MARIA

Carissimi,

la pace è uno dei desideri più profondi dell’umanità. Chi ha vissuto o incrociato la guerra non ha nessun dubbio: la pace è il valore più grande. Chi si è ritrovato tra litigi, incomprensioni e lotte familiari, sa quali sofferenze tutto ciò ha comportato.

Il vangelo di questa domenica ci presenta un Gesù deciso e decisivo. Chi si unisce a Lui, chi lo segue da vicino, sperimenterà la lotta, la divisione. Spesso noi quando pensiamo a Gesù come ci viene presentato da Luca, lo pensiamo col volto della misericordia, dell'accoglienza infinita. Le parole del vangelo di oggi però non esitano a ricordarci un messaggio che sembra andare in senso contrario. “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra”, “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, io vi dico, ma la divisione”.

La pace di Gesù non è sempre gradita, non è ovvia, non è senza tensioni. Essa non è solo uno stato sociale senza guerra. La pace portata da Gesù comprende tutti i beni che rendono bella e grande una vita. E questo ci impegna a guardare ogni uomo come valore infinito, come uno che vale Dio. Per questo Gesù dice che è venuto a portare il fuoco. Si dichiara «angosciato» per il battesimo di fuoco che sarà la sua passione. E prevede divisioni all’interno delle stesse famiglie: qualcuno sarà con lui, qualcun altro sarà contro di lui. Ma è il fuoco dell'amore, che ci spinge a dichiararci dalla parte di Gesù e dell'uomo, di ogni uomo.

Noi che abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo (L'amore di Dio riversato nei nostri cuori) ci sentiamo chiamati a vivere la nostra vita quotidiana come il tempo della salvezza: da ricevere e da costruire. L'amore di Gesù, che abbiamo sperimentato, è un amore dolce e sconvolgente, che fa dimenticare sé stessi e prevalere l'interesse e l'amore per il prossimo. La pace non esiste senza un amore forte e appassionato. La pace che Gesù ci ha donato sta nel raccordare il proprio cuore a quello di Dio. E Dio è amore. Cerchiamo in questi giorni di Ferragosto la Pace che deve sempre essere nei nostri cuori oltre lo stress quotidiano di mille spinte e impegni improrogabili, rilassiamoci nel silenzio e nella pace di una natura incontaminata. Buon Ferragosto sotto lo sguardo di Maria Assunta nella gloria di Dio, don Vincenzo ed il diacono don Antonio


MARIA, TRA TERRA E CIELO


O Maria,

di fronte alla tua santità e bellezza interiore,

mai sporcata da scelte contrarie alla volontà di Dio,

non posso che inchinarmi e benedirti,

facendo appello alla tua tenerezza e disponibilità.

Tu, assunta in Cielo, raccogli le preghiere di tutti noi,

in virtù dell’incarico che ti diede il tuo primogenito, Gesù.


Ma, scorrendo la tua storia, mi permetto di sentirti vicina,

perché puoi capire più di tutti le nostre vicissitudini e povertà.


Così trovo conforto da turbamenti e dubbi di ragazzina

investita da eventi enormemente più grandi di te,

rimettendo la tua fiducia in Dio e nel suo messaggero.


Trovo conforto dalle tue domande semplici e ovvie,

dalle lunghe e profonde meditazioni,

dai tanti periodi in cui non potevi

che ascoltare il tuo cuore e aspettare.


Trovo conforto dalle sofferenze che hai subìto,

quando il tuo figlio ha dichiarato a dodici anni le sue priorità,

quando da uomo si è avventurato nel deserto,

quando ha preso risolutamente la sua strada,

quando le forze degli inferi hanno prevalso

e la spada della croce anche a te ha trafitto il cuore.


Per questo penso possa capire

che quando si alzano venti impetuosi

e l’oscurità della notte sembra invincibile,

io sto per soccombere

e imploro quella fede che hai maturato – nelle difficoltà – proprio tu.


E mi sembra che tu mi ripeta:

«Coraggio, mettiti nelle mani e nello Spirito del Signore,

sii felice di essere a suo servizio.

E tutto verrà da sé».

 

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