Parrocchia Sant'Erasmo

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16 ott - 29 t.o.

La Preghiera…

... è necessario pregare sempre (cf Lc 18,1)

16 ottobre 2016 - 29ª domenica t. ord.

Carissimi,

non è certo Dio ad aver bisogno della gloria e dell’onore che gli accordiamo con la preghiera. Siamo noi ad aver bisogno della preghiera per nutrire la nostra fede, per entrare in noi stessi e allineare le nostre scelte al bene. Siamo noi che abbiamo bisogno di sentire Dio accanto, con la sua forza, la sua saggezza, la sua misericordia. Siamo noi a doverci ricordare che la sua amicizia non verrà mai meno, anche quando ci sentiamo soli e smarriti. “La preghiera non è tutto, ma tutto parte dalla preghiera”.

Gesù, con il racconto della vedova insistente e del giudice iniquo, vuole richiamare alla necessità della fiducia in Dio e alla costanza nella preghiera. Se perfino una persona empia è costretta a fare giustizia per l’insistente preghiera di una vittima, con quanta maggiore prontezza Dio, buono e giusto, non ascolterà la preghiera di chi lo invoca giorno e notte? La tenacia della vedova è un esempio per tutti: la fiducia e la perseveranza nel perseguire i propri progetti di giustizia vengono premiate.

Gesù ci suggerisce oggi una preghiera continua e tenace. Pregare sempre non nel senso di una preghiera cronologicamente ininterrotta, ma una preghiera dal carattere fermo e inarrendevole, senza cedere a stanchezze o scoraggiamenti. È una preghiera perseverante che nasce dalla fede; per questo è umile e nello stesso tempo insistente. Eccoci, ancora una volta, davanti ad una domanda importante: quale posto, quanto tempo riservo alla preghiera? E soprattutto, qual è la qualità della mia preghiera? Viviamo la gioia della preghiera, preghiamo senza stancarci, don Vincenzo ed il diacono don Antonio


IO SONO E TU SEI


Non so se vale la mia preghiera, Signore.

Guardo il tuo cielo e invoco ciò che mi è ignoto.

Mi sento grande, sicuro, altero,

ma contemporaneamente piccolo, fragile, umiliato.

Capisco di non essere abbastanza

per rendere completa questa vita,

risposta ai desideri miei e dei miei cari,

alle aspettative degli altri e del mondo.

Sgrano le parole delle formule che mi hanno insegnato

e mi trovo spiazzato, lontano

da ciò che non riesco a comprendere a fondo,

pur mettendomi alla scuola dei cristiani.

Ho il dubbio che il mio pensiero rivolto a te sia un’inutile illusione,

eppure continuo, rispondendo a un appello interiore,

di cui non so origine e portata.

E mi si schiude un mondo in cui non importa fare ma essere,

in cui non devo mantenere il controllo ma lasciarmi andare,

in cui non devo impegnarmi ma ascoltare l’amore.

Io sono e tu sei, nell’istante in cui si ferma il tempo,

pare dedicato a te e invece è dedicato a me.

Respiro la tua forza e la tua sapienza,

la tua serenità e la tua versatilità,

la gioia effervescente e contagiosa del tuo costante movimento.

Raccolgo le mie forze e ti offro la mia storia,

ben conoscendo i peccati e le incoerenze, le paure e le fragilità.

Tu mi rimandi i ricordi delle scelte migliori,

la consolazione per l’umiltà di chi accoglie i suoi limiti,

apri gli spazi per condurmi più avanti, nel cammino verso la Vita.

E mi prometti di essere vicino, dalla mia parte,

perché mi hai fatto tu così, con una dote soltanto parziale,

per un motivo che a me sarà chiaro un giorno,

anche se oggi già c’è.

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