Parrocchia Sant'Erasmo

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30 ott - 31 t.o. - 1 nov

Accogliere il Signore nella propria vita

30 ottobre 2016 - 31ª domenica t. ord.

Zaccheo, oggi devo fermarmi a casa tua (Lc 19,5)

Carissimi,

Gesù, rompendo i costumi religiosi e sociali del tempo, si reca nella casa di un peccatore, Zaccheo, il capo dei pubblicani. Un gesto provocatorio, che suscita subito le critiche dei benpensanti. Ma l’amore divino non conosce limiti, non è prevenuto: Gesù ama l’escluso, il povero, il peccatore, li cerca e li frequenta a costo di scandalizzare i cosiddetti giusti. Il suo è un amore nuovo, diverso, in grado di salvare.

Dopo l’incontro con Gesù, Zaccheo scopre la gioia di donarsi ai bisognosi, sente che non può restare quello di prima. Chi sperimenta l’amore, non può che iniziare subito a donarlo. Accogliamo Gesù nella nostra casa: nella comunità durante la celebrazione eucaristica, nella nostra famiglia, nell’ambiente di lavoro con i colleghi, con gli amici. E scopriremo di essere cercati, di essere attesi, amati personalmente. Così il nostro cuore avvertirà il bisogno di “fare giustizia”, di riparare il male commesso.

“Hai compassione di tutti, Signore, perché tutto puoi; chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. Tu infatti ami le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato”.

1° novembre 2016 - TUTTI I SANTI

Beati i misericordiosi (Mt 5,7)

Nella festa di tutti i santi e nella Commerazione dei fedeli defunti ascolteremo nella Liturgia la proclamazione delle Beatitudini. Tutte le donne e gli uomini di questo mondo desiderano la felicità, la pace, ma fanno fatica a trovare la strada per arrivarci. Tutte le donne e gli uomini della terra desiderano, l’amore, la salute e il benessere, ma non sanno come arrivarci. Il Signore ha scritto la strada e il modo per realizzare queste aspirazioni più profonde nel cuore umano. Il vangelo di questa Solennità, che contiene il brano delle beatitudini, ce lo fa conoscere. Matteo ricorda otto beatitudini; non sono frutto dello sforzo umano, ma dono di Dio. Proclamano la sua azione in noi, rivelando la pienezza e la completezza della gioia.

Ci fermiamo brevemente su “beati i misericordiosi”. Essa è l’unica beatitudine che designa sia l’atteggiamento umano che l’azione divina: dipendiamo dalla misericordia del Padre. Offrire misericordia ai fratelli è il segno che siamo stati realmente raggiunti dall’azione e dal dono di Dio. Il suo aiuto diviene efficace allorché anche noi abbiamo avuto misericordia del prossimo. Ormai verso la fine dell’anno giubilare della misericordia, vogliamo che il nostro cuore assomigli a quello di Dio. Buona festa di Tutti i Santi, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

CERCARE E SALVARE CIÒ CHE ERA PERDUTO

Insegnalo anche a me, Signore.

Insegnami prima di tutto a vedere ciò che sembra perduto.

Insegnami a guardarmi intorno, notando chi che si nasconde,

per paura del giudizio, o per sfiducia in un possibile aiuto.

Insegnami a cercare tutto ciò che pare perduto.

Gli oggetti consumati, le antiche arti, l’esperienza dei vecchi.

Da ogni scintilla può nascere un nuovo fuoco,

che scaldi il gelo di certi tempi infelici dell’umanità.

Insegnami a vedere il futuro possibile

di un albero spoglio, di una pianta assetata, di un piccolo seme.

Suggeriscimi i mezzi per restituire la speranza di vita

e dona la pazienza di attendere nell’ottimismo il nuovo domani.

Insegnami a notare le persone smarrite, deboli o tristi.

Insegnami a farle sentire ugualmente dignitose e amabili.

Insegnami a immaginare le strade che possono percorrere

per restituire ciò che meritano alla loro vita inferma.

Insegnami - se non ti chiedo troppo - a salvarle.

Vorrei rivederle radiose, rappacificate, ritrovate.

E se un piccolo contributo fosse mio, ne sarei felice.

Non perché vorrei sentirmi un eroe o un principe della bontà.

Ma perché significherebbe che il mio passaggio sulla terra

mi ha visto solidale essere umano.

E quindi degno di definirsi tuo seguace.

Insegnami, Signore, a essere così,

come te.

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