Parrocchia Sant'Erasmo

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20 nov - Cristo Re

20 novembre 2016 - Cristo Re

Gesù, ricordati di me... (Lc 23,42)

Carissimi,

al termine dell’anno della Misericordia e dell’anno liturgico, celebriamo la Festa di Cristo Re Misericordioso. Oggi nel brano evangelico incontriamo Gesù inerme e morente in croce. La sua vita non è mai stata imposizione, ma totale disponibilità, fino a sacrificarsi per attuare il piano di Dio e per la salvezza della creatura umana. Il Cristo vuole essere principio e causa di salvezza non imponendosi dall’esterno, ma suscitando un’adesione interiore libera e personale e proponendosi come punto di riferimento valido alle attese e alle richieste più profonde dell’uomo.

Ricordati di me”: quel ladrone buono intuisce che Gesù, giusto ingiustamente sofferente, entra in una regalità il cui potere va oltre la morte, ma comincia proprio da quel patibolo. Gesù sulla croce è ancora il Salvatore: Dio salva, così dice il suo nome. La salvezza viene offerta. Il ladrone prega Gesù di ricordarsi di lui (bellissima espressione che significa ridare al cuore!). Questa parola viene dalle orazioni dell’Antico Testamento. Il credente prega Dio di ricordarsi di lui. In ciò sta già la certezza di essere esauditi. È la richiesta dell’aiuto misericordioso di Dio. Siamo lieti e riconoscenti per il suo Sacrificio di Gesù che ci ha riconciliati con Dio chiamandoci a essere suoi Figli. Ma siamo capaci di seguire le sue orme e le sue scelte, per costruire il Regno nella vita quotidiana?

Dovremmo chiederci, in tutta sincerità, se vorremmo per nostro figlio o nostro nipote una “carriera” come quella di Gesù. Se stiamo educando chi verrà dopo di noi al valore del servizio, della fratellanza, della pace. Se abbiamo sempre scelto la sobrietà, la coerenza, il perdono. Se abbiamo scommesso la nostra vita su Dio, anche quando era invisibile e silenzioso, anche quando sembrava ci avesse abbandonato. Credere in Cristo Re non significa soltanto considerarlo il centro della storia, ma metterlo al centro della nostra storia, ce lo auguriamo con tutto il cuore, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

 

LODE A TE, O CRISTO

Vorrei averti qui, Signore Gesù.

Poterti stringere la mano, applaudire il tuo percorso,

guardarti negli occhi per dirti la mia stima e riverenza,

inchinarmi davanti alla tua grandezza morale,

e, in un sussulto di tenerezza, poter lenire i tuoi dolori.

Vorrei ascoltare di persona le tue Parole, così alte e sagge,

così semplici e dirette da essere compensibili a chiunque,

così incisive da poter spostare le montagne,

convertire il futuro, riempire i cuori.

Vorrei chiederti se ciò che faccio è giusto o sbagliato,

e dove potrei migliorare, se voglio trovare la vita e la serenità.

Vorrei riempire i buchi nella tua storia terrena,

soddisfare le mie domande e le mie curiosità,

chiederti se è tutto vero quello che ci hanno raccontato.

Vorrei ricordarti che ho cercato di seguirti,

pur vivendo un’incolmabile distanza

dalla tua trasparenza di Dio.

Come se tu non lo sapessi già...

Tu, Signore Gesù, in realtà ci sei.

La tua sovranità sull’universo si declina

al di là dello spazio e del tempo,

tanto da essere presente e riconoscibile.

Sei mille volti lieti o affranti,

sei nelle gioie più assolute e nelle piaghe dei crocifissi.

Sei nei sacerdoti e nei sapienti, sei nei poveri e nei reietti.

Sei nelle parole di un dottore e in quelle di un bambino,

sei nei singhiozzi della coscienza e nell’eruzione delle emozioni.

Sei nella vita che rifiorisce,

nella speranza che rinasce,

nella salvezza che si apre.

Sei il Dio di cui ho bisogno,

sei l’impossibile che si rivela reale,

sei il ponte che ci raccorda all’infinito e all’eternità.

Tu, Signore Gesù, anche per me sei il Cristo,

Via, Verità e Vita per la mia fragile umanità.


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