Parrocchia Sant'Erasmo

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11_dic_2016_III_Avvento

11 dicembre 2016 - 3ª AVVENTO

Sei tu colui che deve venire? (Mt 11,3)

Carissimi,

Giovanni Battista è una delle figure dell’Avvento che incontriamo ancora una volta in questa domenica, in carcere, è assillato dal dubbio a causa della distanza tra il Messia che egli attende e ciò che ode dai suoi discepoli a proposito di Gesù. Aspettava un Messia che pulisse l’aia e bruciasse la pula e invece Gesù si presenta umile. Aspettava un Messia giudice che con mano potente eliminasse tutte le ingiustizie, invece Gesù si presenta come un redentore benigno. E allora dalla sua difficoltà interiore nasce l’interrogativo sincero: Sei tu colui che deve venire? La risposta di Gesù è un invito a riconoscere con fede e a compiere un cammino di ricerca che nasce dal confronto tra quello che Gesù fa e dice e le profezie dei profeti. Il Battista è la figura del vero credente, si dibatte fra tante perplessità, si pone delle domande, ma non rinnega il Messia perché non corrisponde ai suoi criteri. Rimette in causa le proprie certezze. Questa scena evangelica ci invita a non rimanere prigionieri delle nostre attese nei confronti di Gesù. Occorre accogliere la rivelazione cristologica nella sua sconcertante novità, interrogando sempre di nuovo, e più profondamente, le Scritture che gli rendono testimonianza.

«Il tempo si è fatto breve», Gesù è prossimo a nascere sulla nostra terra, nei nostri cuori. È un Dio di misericordia e di bontà che non nega accoglienza a nessun cuore disposto ad accoglierlo e a farsi seguace della sua parola. Con gioia andiamogli incontro. RALLEGRIAMOCI – è il terzo verbo –, non è più il tempo di tristezza. Gesù, con la sua venuta, ci riempirà di gioia, quella vera, unica, eterna. È dono da donare. Solo così la gioia vive, si diffonde e si rigenera, raggiunge mete elevatissime. Buona novena del Santo Natale che cominciamo in questa settimana, do Vincenzo, don Rito e, il diacono don Antonio.

Colui che deve venire

Ci fa bene, Signore,

posare lo sguardo sul tuo precursore in questa «sua ora».

È lo stesso Giovanni che ha visto su di te i cieli aperti,

lo Spirito discendere su di te come colomba,

che ha udito la voce del Padre

proclamare te «suo Diletto» (Mt 3,16 17).

È il profeta che non ti conosceva,

ma che poi ti «aveva visto venire» a sé sulle rive del Giordano

e ti aveva indicato come «l'Agnello di Dio

che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29).

Ora è nelle tenebre di un carcere (Mt 11,2)

non solo esteriore, ma anche interiore.

Tu non sei venuto con la scure e il ventilabro

per separare i buoni dai cattivi,

per compiere il giudizio;

sei venuto per compiere ogni giustizia (cf Mt 3,15)

nella fedeltà del Padre che fa misericordia

e fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi (Mt 5,39).

Quante volte, Signore, nel contesto concreto dei nostri giorni

noi attendiamo come nostro salvatore

un «altro» da quello che tu sei.

Tu che sei così «altro» da come ti immaginiamo,

tu le cui vie sono così diverse dalle nostre vie!

Come spesso ci troviamo impreparati a riconoscerti

e ad accogliere la novità

e la stupefacente creatività della tua salvezza!

Donaci un cuore di sposa, vigilante,

ricolmo e traboccante di amore

che sappia in ogni più piccolo segno

riconoscere in te il suo Salvatore.

Dacci un cuore di amico,

che gioisce al suono della tua voce (cf Ct 2, 8):

ecco, tu che devi venire sei già venuto,

e la mia gioia è piena

perché tu devi crescere e io diminuire (Gv 3,30).

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