Parrocchia Sant'Erasmo

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1 gen 2017 Maria Madre di Dio

1 gennaio 2017 - MARIA MADRE DI DIO - 50a GIORNATA MONDIALE della PACE.

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose (Lc 2,19)

Carissimi,

veramente Maria è la «benedetta tra le donne» (Lc 1,42) e beata perché «ha visto le cose che molti profeti e re hanno desiderato vedere, ma non le videro» (Lc 10,24) ma soprattutto perché ha udito la parola di Dio e l'ha osservata (Lc 11,28).

Il suo segreto, come ci ricordano le letture odierne, fu proprio quello di «custodire» ogni cosa «meditandola nel suo cuore». Una credente aperta e riflessiva, consapevole che il senso della vita è continuare a generare nuova vita, allargando il cerchio dell'amore, dalla sua famiglia, alla comunità, all'umanità.

Per questo possiamo invocarla come madre di Dio. Egli si specchia in questa creatura meravigliosa che ci conferma la possibilità per tutti gli esseri umani di raggiungerlo. Lei che l'ha avuto tra le braccia, cullato e protetto, allevato e difeso, per poi lasciarlo andare sulla sua strada e imparare a seguire meglio Dio proprio da lui.

Il vangelo di oggi mette in rilievo la divina maternità di Maria sia nel suo aspetto umano (concepito nel grembo), sia nell’aspetto di quella comunione di fede che legò la Vergine al Figlio. Maria è presentata come il tabernacolo, l’arca dell’alleanza, dove Dio ha preso dimora e si è reso presente fra gli uomini. Maria è donna sapiente.

È alla luce discreta della fede attenta e riflessiva, che maturano le grandi realtà. Maria non aveva la visione diretta: intuiva, presagiva, raccordava, cercando di decifrare gli eventi, di leggere nelle circostanze, di profittare delle occasioni, per capire quale fosse, momento per momento, la volontà del Signore. San Luca, più di ogni altro, sottolinea l’indole riflessiva e meditativa della Vergine, custode dell’Amore eterno. Quella docile e trepida pensosità, quel riservato e lieto silenzio, rivelano tutta la calma profondità dell’animo di Maria e la sua disponibilità all’ascolto e alla premura ospitale e servizievole.

Anche noi abbiamo celebrato il Natale del Dio che si fa bambino. Coltiviamo l’atteggiamento di Maria: custodiamo nel cuore, come ha fatto Lei, tutti questi avvenimenti, lasciamo che ci parlino dell’infinito amore di Dio per ciascuno. Buon Anno nuovo dai vostri sacerdoti don Vincenzo Gargiulo e don Rito Maresca e dal diacono don Antonio Farriciello.

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MADRE INCOMPARABILE

Io so bene, o Vergine piena di grazia,
che a Nazaret tu sei vissuta poveramente,
senza chiedere nulla di più.
Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari
abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti.
Il numero degli umili, dei piccoli,
è assai grande sulla terra: essi possono
alzare gli occhi verso di te senza alcun timore.
Tu sei la madre incomparabile
che cammina con loro per la strada comune,
per guidarli al cielo.
O Madre diletta, in questo duro esilio
io voglio vivere sempre con te e seguirti ogni giorno.
Mi tuffo rapita nella tua contemplazione

e scopro gli abissi di amore del tuo cuore.
Tutti i miei timori svaniscono
sotto il tuo sguardo materno
che mi insegna a piangere e a gioire.

(Santa Teresa di Lisieux)

Giornata mondiale della Pace:

La non violenza: stile di una politica per la pace

50a Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017)

«La non violenza: stile di una politica per la pace». Questo il titolo del Messaggio per la 50a Giornata Mondiale della Pace, la quarta di Papa Francesco.

La violenza e la pace sono all'origine di due opposti modi di costruire la società.
Il moltiplicarsi di focolai di violenza genera gravissime e negative conseguenze sociali: il Santo Padre coglie questa situazione nell'espressione "terza guerra mondiale a pezzi". La pace, al contrario, ha conseguenze sociali positive e consente di realizzare un vero progresso; dobbiamo, pertanto, muoverci negli spazi del possibile negoziando strade di pace, anche là dove tali strade appaiono tortuose e persino impraticabili. In questo modo, la non violenza potrà assumere un significato più ampio e nuovo: non solo aspirazione, afflato, rifiuto morale della violenza, delle barriere, degli impulsi distruttivi, ma anche metodo politico realistico, aperto alla speranza.

Si tratta di un metodo politico fondato sul primato del diritto. Se il diritto e l'uguale dignità di ogni essere umano sono salvaguardati senza discriminazioni e distinzioni, di conseguenza la non violenza intesa come metodo politico può costituire una via realistica per superare i conflitti armati. In questa prospettiva, è importante che si riconosca sempre più non il diritto della forza, ma la forza del diritto.

Con questo Messaggio, Papa Francesco intende indicare un passo ulteriore, un cammino di speranza adatto alle presenti circostanze storiche: ottenere la risoluzione delle controversie attraverso il negoziato, evitando che esse degenerino in conflitto armato. Dietro questa prospettiva c'è anche il rispetto per la cultura e l'identità dei popoli, dunque il superamento dell'idea secondo la quale una parte sia moralmente superiore a un'altra. Nello stesso tempo, però, questo non significa che una nazione possa essere indifferente alle tragedie di un'altra. Significa, invece, riconoscere il primato della diplomazia sul fragore delle armi. Il traffico mondiale delle armi è così vasto da essere in genere sottostimato. È il traffico illegale delle armi a sostenere non pochi conflitti nel mondo. La non violenza come stile politico può e deve fare molto per arginare questo flagello.

MADRE INCOMPARABILE

 

Io so bene, o Vergine piena di grazia,
che a Nazaret tu sei vissuta poveramente,
senza chiedere nulla di più.
Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari
abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti.
Il numero degli umili, dei piccoli,
è assai grande sulla terra: essi possono
alzare gli occhi verso di te senza alcun timore.
Tu sei la madre incomparabile
che cammina con loro per la strada comune,
per guidarli al cielo.
O Madre diletta, in questo duro esilio
io voglio vivere sempre con te e seguirti ogni giorno.
Mi tuffo rapita nella tua contemplazione

e scopro gli abissi di amore del tuo cuore.
Tutti i miei timori svaniscono
sotto il tuo sguardo materno
che mi insegna a piangere e a gioire.

 

(Santa Teresa di Lisieux)

 

 

Giornata mondiale della Pace:

La non violenza: stile di una politica per la pace

50a Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017)

«La non violenza: stile di una politica per la pace». Questo il titolo del Messaggio per la 50a Giornata Mondiale della Pace, la quarta di Papa Francesco.

La violenza e la pace sono all'origine di due opposti modi di costruire la società.
Il moltiplicarsi di focolai di violenza genera gravissime e negative conseguenze sociali: il Santo Padre coglie questa situazione nell'espressione "terza guerra mondiale a pezzi". La pace, al contrario, ha conseguenze sociali positive e consente di realizzare un vero progresso; dobbiamo, pertanto, muoverci negli spazi del possibile negoziando strade di pace, anche là dove tali strade appaiono tortuose e persino impraticabili. In questo modo, la non violenza potrà assumere un significato più ampio e nuovo: non solo aspirazione, afflato, rifiuto morale della violenza, delle barriere, degli impulsi distruttivi, ma anche metodo politico realistico, aperto alla speranza.

Si tratta di un metodo politico fondato sul primato del diritto. Se il diritto e l'uguale dignità di ogni essere umano sono salvaguardati senza discriminazioni e distinzioni, di conseguenza la non violenza intesa come metodo politico può costituire una via realistica per superare i conflitti armati. In questa prospettiva, è importante che si riconosca sempre più non il diritto della forza, ma la forza del diritto.

Con questo Messaggio, Papa Francesco intende indicare un passo ulteriore, un cammino di speranza adatto alle presenti circostanze storiche: ottenere la risoluzione delle controversie attraverso il negoziato, evitando che esse degenerino in conflitto armato. Dietro questa prospettiva c'è anche il rispetto per la cultura e l'identità dei popoli, dunque il superamento dell'idea secondo la quale una parte sia moralmente superiore a un'altra. Nello stesso tempo, però, questo non significa che una nazione possa essere indifferente alle tragedie di un'altra. Significa, invece, riconoscere il primato della diplomazia sul fragore delle armi. Il traffico mondiale delle armi è così vasto da essere in genere sottostimato. È il traffico illegale delle armi a sostenere non pochi conflitti nel mondo. La non violenza come stile politico può e deve fare molto per arginare questo flagello.

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