Parrocchia Sant'Erasmo

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8 Gennaio 2017 - FESTA del BATTESIMO di GESÙ



Carissimi,

Gesù venne da Giovanni per farsi battezzare (Mt 3,13)

È bello vedere che anche Gesù ha “bisogno” del Battista per iniziare la sua missione. Per Lui è importante immergersi nel limite umano per poter aiutare le persone, spendersi con gratuità e generosità, per essere l’Emmanuele di tutti.

Il battesimo al Giordano esprime anzitutto la solidarietà di Gesù con tutti gli uomini, Gesù si mette in fila per essere anche Lui battezzato da Giovanni. Il figlio di Dio sposa completamente la condizione umana, s'impasta di terra pur venendo dal cielo, si sporca le mani nella vita quotidiana pur rimanendo giusto e integro davanti a Dio. Così china il capo di fronte a Giovanni Battista, il precursore, evidentemente convinto del fatto che il Messia non abbia bisogno di conversione.

Nello stesso tempo, la manifestazione di Dio mostra l’identità di Gesù, pronto a realizzare la volontà del Padre. La voce dal cielo lo manifesta Figlio prediletto nell’unica famiglia della Trinità. Il Padre si compiace del Figlio per il modo in cui questi fa giungere la parola del Signore all’umanità intera: senza violenza, accettando le vie più umili e apparentemente più deboli. Poi Gesù provò il lavoro manuale e le contraddizioni della famiglia, frequentò le sinagoghe e portò i suoi sacrifici al tempio, ma soprattutto si mise ogni giorno davanti a Dio nella preghiera per scoprire e realizzare la sua volontà. E Dio si compiacque, non perché i gesti di suo Figlio fossero scontati, ma perché suo Figlio, l’amato, stava scegliendo i gesti che avrebbe proprio fatto Lui, l’Amante. Lo stile adottato da Gesù è ancora valido dopo duemila anni? La mitezza è un segno del Regno di Dio o è solo indizio di debolezza? Proviamo in questa settimana a essere uomini e donne dal cuore mite, umile, capace di dialogo sincero e profondo. Siamo costruttori di fratellanza in forza dell’essere figli dell’unico Padre. Lo Spirito genera in noi il dono e l’impegno di vivere da figli e da fratelli per essere lievito di una umanità nuova, solidale, ricca di pace e di speranza. Nella settimana che ci sta davanti cerchiamo di farci uno con ogni prossimo, i vostri sacerdoti, don Vincenzo, don Fabio e don Antonio diacono.


GRAZIE PER IL MIO BATTESIMO

Forse non l'ho mai fatto, Signore,

ma oggi voglio ringraziarti per il mio Battesimo.

Quel giorno ricevetti il dono di diventare cristiano.

Non lo scelsi, ma ci pensarono i credenti della mia famiglia,

a partire dai miei cari genitori.

Fui bagnato da un'acqua viva

che avrebbe dissetato mille occasioni della mia quotidianità.

Indossai un vestitino bianco, abito (o "abitudine")

di un Signore che avrebbe ridato vita e amore all'umanità.

Un briciolo d'olio sulla mia fronte

mi avrebbe fatto sentire un re, un sacerdote e un profeta.

Sarebbe stata forza per la missione

di portare nel mondo la bellezza e la guida di Dio.

Una candela fu accesa per me dal cero pasquale.

Attinse dalla tua risurrezione la luce

che avrebbe reso possibile la mia.

Mi furono consegnati un padrino e una madrina,

per accompagnarmi nella fede per gli anni a seguire.

Pregarono per me le persone della comunità,

dandomi l'appuntamento per quando, cresciuto,

avrei interagito con ciascuno di loro.

Ma soprattutto ricevetti il tuo Spirito.

Non so quando imparai a seguire il suo Vento,

ma so che quando spiego le vele,

Lui mi conduce da Te.


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