Parrocchia Sant'Erasmo

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Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione

22 gennaio 2017 - 3ª domenica t. ord.

“L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”: è il motto biblico - ispirato al capitolo 5 della Seconda Lettera ai Corinzi – che ci viene proposto per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2017. Una scelta quanto mai felice, visto che quest’anno ricorre il quinto Centenario della Riforma protestante, avviata da Martin Lutero con l’affissione delle 95 tesi sulle indulgenze, avvenuta il 31 ottobre 1517 a Wittenberg, in Germania. (continua dopo la riflessione domenicale).

Convertitevi, il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17)

Carissimi, dopo il Battesimo e il tempo di lotta contro le tentazioni nel deserto, Gesù è pronto per la sua missione. Ha ben chiare alcune cose, che ritiene volontà di Dio. - Deve uscire dalla propria famiglia, dal proprio paese, dalle proprie consuetudini, per andare incontro al popolo di Dio. Deve allargare il proprio cerchio, mettersi in cammino e aprirsi al nuovo. Inizia a Cafarnao, ai suoi tempi centro importante della Galilea, terra dove erano mescolate culture e religioni differenti. - Deve portare un lieto messaggio di Dio per tutti coloro che incontra: egli è vicino, in mezzo a noi, e vuole la nostra salvezza.

In Gesù è sorta la luce che spezza le tenebre e la morte; Egli è Colui che ridà la gioia della conoscenza, della salute e della libertà. Dio interviene e salva là specialmente dove l’uomo sembra essere senza prospettive, senza alcuna possibilità di successo. Gesù è Colui che libera moralmente e fisicamente, perché rinnova l’uomo, lo mette in grado di individuare e di percorrere la strada che lo realizza. Di fronte a questo dono che cosa noi possiamo fare? Convertitevi, cambiate mentalità, fate vostra la mentalità di Gesù e cambiate modo di agire, siate figli della luce, lasciatevi prima illuminare per poter poi illuminare. Come fa la luna. Ogni dono di Dio è un carisma dato non per un privilegio personale, ma per una condivisione che arricchisca tutti, perché la luce non è fine a se stessa, ma serve ad illuminare l’ambiente e a rallegrare la vita. Cerchiamo in questa settimana, di essere il riflesso della luce di Gesù. Quando guardiamo il sole (Dio), il tuo volto è illuminato: è questa la conversione, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio

PESCATORI DI UOMINI

Rendimi pescatore di uomini, Signore.

Insegnami a vedere le cose buone che ognuno ha,

perché in fondo ad ogni cuore c’è già l’immagine di Te.

Insegnami ad incoraggiare,

esprimendo ciò che ho visto, lodando gli aspetti positivi,

raccontando la bellezza delle sue potenzialità.

Insegnami a trovare

gli spazi della crescita,

a sfidare l’altro verso nuovi obiettivi,

a fargli raggiungere la pienezza

che Tu avevi in serbo per lui.

Insegnami a capire

i tempi giusti per i miei interventi,

l’atmosfera da creare,

le parole più rispettose, incisive ed adeguate.

Insegnami ad accogliere e aspettare,

quando le risposte sembrano ad un passo,

ma il mio passo è più veloce di quello altrui.

Insegnami a perdonare

chi ha bisogno di un mio grande sforzo per superare i suoi limiti

e dissotterrare le perle nascoste in fondo alla sua anima.

Insegnami ad amare,

perché i pesci sono un dono per me,

ma io sono un dono per loro.



(Settimana di Preghiera …continua…. )

E non è un caso che il materiale per la preghiera sia stato preparato quest’anno proprio dalle Chiese cristiane tedesche, attraverso la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Germania (Arbeitsgemeinschaft Christlicher Kirchen, ACK), l’organismo ecumenico in cui sono rappresentate tutte le tradizioni cristiane.

Nell’Introduzione teologico – pastorale al tema di quest’anno, stilata dal Gruppo locale tedesco insieme alla Commissione internazionale, si sottolinea che al comitato preparatorio è apparso subito chiaro che i materiali per la Settimana avrebbero dovuto avere due accenti: da un lato, la “celebrazione dell’amore e della grazia di Dio”, in particolare mettendo in rilievo quella “giustificazione per sola grazia” che è stata ed è al centro della teologia delle Chiese della Riforma.

Dall’altro, un accento “penitenziale”, nel riconoscimento delle profonde divisioni di cui ha sofferto la Chiesa in seguito all’evento del 1517, offrendo al tempo stesso l’opportunità di fare ulteriori passi verso la riconciliazione.

L’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani scrive: “Per mezzo di Cristo abbiamo anche avuto accesso, mediante la fede, a questa grazia nella quale rimaniamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio” (Rm 5, 2) e san Giovanni Crisostomo commenta: “Nota come Paolo precisa sempre tutti e due gli aspetti, ciò che viene da Cristo e ciò che viene da noi. Solo che da Cristo ci vengono molte e svariate cose: è morto per noi, ci ha riconciliati, ci ha dato accesso e ci ha comunicato un’ineffabile grazia; per parte nostra invece ci mettiamo solo la fede.” (Omelie sulla Lettera ai Romani - 9,2-3).

Il fatto che i cristiani possano ricordare insieme, oggi, un evento del passato che ha diviso i cristiani in occidente con un senso di speranza e ponendo l’accento su Gesù Cristo e la sua opera di riconciliazione è un “notevole risultato”, come sottolinea l’Introduzione teologico – pastorale, raggiunto grazie a cinquant’anni di dialogo ecumenico. Anche le chiese tedesche, dopo un dibattito ampio – e “talvolta difficile” – hanno abbracciato questa prospettiva, quella di una commemorazione ecumenica che sia una celebrazione di Cristo (Christusfest), come evidenzia il tema della Settimana.

È importante sottolineare che, così come nell’espressione “l’amore di Cristo” si tratta non del nostro amore per Cristo, ma dell’amore che Cristo ha avuto e ha per noi, che si è manifestato nella sua morte per tutti, la riconciliazione verso cui siamo spinti è in primo luogo quella che Dio ci offre in Cristo: “Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo” (v. 19) e ha fatto di noi gli “ambasciatori” di questa riconciliazione, il cui incarico è quello di supplicare “da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”.

La riconciliazione, insomma, prima di essere lo sforzo umano di credenti che cercano di superare le divisioni che esistono fra loro, è un dono di Dio. Proprio vent’anni fa (23-29 giugno 1997) si teneva a Graz, in Austria, la seconda Assemblea ecumenica europea sul tema “Riconciliazione, dono di Dio e sorgente di vita nuova”. Nel messaggio finale dell’Assemblea le chiese europee affermavano: “Vogliamo vivere il dono di Dio della riconciliazione … Se saremo guidati da questo dono nella vita quotidiana, quotidiana, nella vita delle nostre chiese e nella vita del nostro continente, potremo promuovere l’unità della chiesa e dell’umanità”.

Nella misura in cui ci lasciamo riconciliare con Dio in Cristo potremo dunque non solo compiere passi importanti di riconciliazione tra le chiese divise, ma diventare testimoni della riconciliazione in un mondo che, si legge ancora nell’Introduzione alla Settimana di preghiera, “ha bisogno di ministri di riconciliazione, che abbattano le barriere, costruiscano ponti, facciano la pace e aprano le porte a nuovi stili di vita nel nome di colui che ci ha riconciliati con Dio, Gesù Cristo”.

Come esempi concreti di questo “ministero di riconciliazione”, le Chiese tedesche ricordano l’ospitalità offerta a tanti rifugiati provenienti dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Eritrea e da altri paesi; si può anche ricordare quanto operato da Papa Francesco e dal Patriarca ecumenico Bartolomeo per aiutare le persone che sono forzate a vivere nelle “periferie esistenziali” della società a causa di situazioni di ingiustizia e di violenza.

Anche in Italia siamo grati al Signore per il progetto ecumenico dei “corridoi umanitari”, inaugurato nel 2016 grazie agli sforzi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, della Comunità di Sant’Egidio e della Tavola valdese, e che entro la fine del 2017 porterà in Italia, in tutta sicurezza, mille richiedenti asilo individuati tra soggetti particolarmente vulnerabili. Che questa Settimana di preghiera sia l’occasione per pregare per questo e altri progetti ecumenici in cui sono coinvolti protestanti, cattolici e ortodossi, e per l’avanzamento della comune testimonianza dei cristiani alla riconciliazione che Dio ci ha donato in Cristo.


Vescovo Ambrogio Spreafico
Pastore Luca Maria Negro
Metropolita Gennadios

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