Parrocchia Sant'Erasmo

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29 gennaio 2017 - 4ª domenica t. ord.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra (Mt 5,5) Beati voi…

Carissimi, le beatitudini anticipano la storia di Gesù. Lui fu semplice e mite, puro e sincero, operatore di pace e di misericordia. Si lasciò toccare dalla sofferenza, e per questo può capirci davvero. Non augureremmo a nessuno la povertà, il pianto, l'ingiustizia, la persecuzione; e forse neppure la mitezza e la misericordia, giacché sarebbe facile trovare chi si approfitta di lui.

Eppure quando viviamo situazioni di sofferenza Gesù ci dice che stiamo costruendo su questa terra il mondo che Lui ha in mente. La giustizia, la purezza, la compassione, la misericordia e il perdono salvano il mondo. Anche quando esso non lo riconosce. Dio vuole rifondare il suo popolo partendo dai piccoli e dagli umili e formare un popolo di beati, il popolo delle beatitudini. Le beatitudini raccontano il cuore di Dio e la sua disponibilità nei confronti dell’uomo, soprattutto quando vive situazioni di fragilità, di povertà, di debolezza, di sofferenza. Le beatitudini allora sono la porta aperta sul Mistero di Dio: attraverso di esse il Regno è svelato ai piccoli e a loro è donato come causa e fonte di felicità.

Oggi ci fermiamo su una delle otto beatitudini: beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Poiché in genere si dà per scontato che siano i violenti a dominare il mondo; la violenza è stata identificata con il potere e la mansuetudine con la debolezza. Il vangelo insegna proprio il contrario. La vera forza non sta nel sopruso, nella violenza, nella distruzione, ma si trova in quelli che cooperano con l’azione creatrice di Dio. L’odio moltiplica odio, la violenza moltiplica violenza, la durezza moltiplica durezza, in una spirale di distruzione sempre crescente. Cerchiamo in questa settimana di essere persone dal cuore mite... e ci ritroveremo in buona compagnia con santi e beati...don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio.

LA STRADA DELLE BEATITUDINI

Fammi beato, o Dio.

Insegnami ad essere povero in spirito:

nella vita sobria ed essenziale sia evidente la mia fiducia in te.

Mostrami il valore del pianto:

toccato dalla sofferenza,

abbia comprensione per il disagio altrui.

Educami alla mitezza:

la mansuetudine e l'umiltà che sviliscono superbia e violenza.

Concedimi la fame e la sete della giustizia:

possa comprendere quando serve l'equità e l'onestà.

Riempimi di misericordia,

attento ai deboli, agli ultimi,

a chi ha sbagliato e vuole ricominciare.

Rendimi puro di cuore,

limpido e trasparente, vero e sincero,

perché chiunque si possa fidare di me.

Spingimi a costruire la pace,

ad accogliere e non respingere stranieri e diversi,

a edificare ponti e non muri.

Aiutami a reagire alla persecuzione per motivi di fede

con la fiducia di chi segue i tuoi passi,

con l'amore di chi porge una verità senza volerla imporre,

con il perdono di chi crede fino in fondo al suo valore.


VANGELO VIVO

CON OCCHI NUOVI

Quando ci siamo separati eravamo sposati da 20 anni. Abbiamo cercato di ricostruire il rapporto tante volte, ma l’abisso si faceva sempre più grande e se non ci separavamo avremmo potuto arrivare alla violenza fisica. Lei è andata a vivere in un’altra casa ed io sono rimasto con tutti i figli: 4 ragazze e un ragazzo. Una delle ragazze ha una disabilità motoria. Per me non è facile andare a lavorare, preparare i pasti, curare la casa, aiutare i figli nei compiti, ecc... Nella mentalità comune non è previsto che un uomo faccia queste cose . Ho dovuto esporre tante argomentazioni per convincere il giudice di essere in grado di adempiere a tutti questi compiti. Con mia moglie abbiamo l’affido condiviso, li può vedere a qualsiasi ora e in qualsiasi posto. Così lei viene spesso a casa nostra.

All’inizio, appena arrivava mi alzavo e andavo da un’altra parte. Poi ho cominciato a guardarla con occhi nuovi, quelli del perdono. Così quando lei viene la invito a restare a pranzo o a cena, e io stesso le servo il cibo

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