Parrocchia Sant'Erasmo

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7 maggio 2017 - 4ª di PASQUA

Io sono la porta delle pecore (Gv 11,7)

Carissimi,

l’attesa di un “pastore” che sapesse guidare con giustizia il popolo era sempre stata viva in Israele. Gesù si presenta come il pastore atteso. Quelli che l’hanno preceduto, in particolare gli scribi e i farisei, invece di dedicarsi al bene del gregge, hanno badato solo ai propri personali interessi lasciando che il popolo si disperdesse. A Gesù invece sta a cuore il bene del gregge, dei singoli, coi quali vuole stabilire un rapporto personale. Chi si affida alla sua guida “sarà salvo”, “troverà pascolo”. Egli è Colui che il cuore dell’uomo ha sempre conosciuto e desiderato, perché sa soddisfare le sue aspettative più profonde.

Ora Gesù continua la sua missione di pastore attraverso di noi. Lo sappiamo, perché ce l’ha detto: solo colui che cerca la Parola di Dio e la mette in pratica con la sua vita viene attraverso la porta vera.

Il segreto per diventare pastori buoni è quello di essere come Gesù, che passò su questa terra facendo del bene a tutti e compiendo bene ogni cosa. Allora potremo come Lui essere capaci di rendere questo nostro mondo un po’ più bello e misericordioso.

Certo che sarebbe bello avere pastori come lui, nelle nostre parrocchie. Sacerdoti che mettono al centro della pro-pria missione la conoscenza e l'accompagnamento delle persone; che guidano i fedeli nella giusta direzione del Cristo; che danno vita costruendo e servendo la comunità.

Per i nostri pastori, ideali o meno, graditi o no, non deve mai mancare la preghiera. Oggi è la giornata mondiale delle vocazioni. Chiediamo a Dio nuovi pastori, e soprattutto pastori santi. Qualcuno che si dedichi completamente alla Chiesa, non per trarne un vantaggio, ma per moltiplicare la vita e renderla abbondante, vi salutiamo cordialmente, pastori in Cristo, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio


HO BISOGNO DI TE

Gesù, buon pastore,

sappi che ho un grande bisogno di te.

Il mio orgoglio vorrebbe vedermi

sempre forte e risoluto, capace e invincibile.

Invece a volte tentenno, mi stanco, sento gli anni che avanzano

e cambiano i miei ritmi, i miei modi, le mie certezze.

Ho bisogno di essere guidato ad acque tranquille e pascoli erbosi,

dove c'è pace ed equilibrio, amore reale e disinteressato.

Ho bisogno di sentirti accanto nelle valli oscure e nei sentieri scoscesi,

nei dubbi e nelle fatiche di ogni giorno,

nelle paure che avvinghiano il mio tempo,

nelle fragilità che la vita assomma.

Ho bisogno di essere preso in braccio quando sono stanco e smarrito,

quando la notte è troppo buia per procedere da solo.

Ho bisogno di nutrimi del tuo cibo, sapendo che di te mi posso fidare

anche quando fossi circondato da nemici.

Ho bisogno di sentirmi amato pienamente

e di trovare la mia vera casa nella tua.


MAGGIO MESE di MARIA

... L’imitazione di Maria si riassume in quel suo atteggiamento tipico dinanzi alla volontà di Dio e alle parole di Gesù: «conservava con cura tutte queste cose, meditandole in cuor suo» (Lc. 2, 19). Ella era colei che, come teneva Gesù nel seno, teneva la sapienza nel cuore. Si fece capace di accogliere in sé Dio perché s’era abituata a vuotarsi di sé per colmarsi della mente di lui ... Ogni anima può copiare Maria. Deve solo comportarsi in maniera che chi vede le sue espressioni riconosca Maria, o scopra Maria: e cioè colei che dà al mondo il Redentore: basta come lei appoggiarsi a Dio, mettersi nelle sue mani farsi sua volontà”(Igino Giordani in Maria modello perfetto).

 

VANGELO VIVO

MI SONO SENTITA AVVOLTA DALLA BONTÀ DEL SIGNORE”

Quando parla di se stessa, Kenny, 48 anni, messicana, dice: “Ho commesso molti gravi errori nella mia giovinezza. E in quel periodo Dio non aveva alcun significato per me”. Kenny è nata e cresciuta in una famiglia di massoni. E il padre e la madre le avevano trasmesso la loro visione della vita. Poi, durante l’Anno Santo della Misericordia, la svolta definitiva (dopo un primo riavvicinamento alla fede avvenuto nel corso del Giubileo 2000). “Recentemente – racconta – ho incontrato un missionario della misericordia e ho potuto fare una confessione generale nella quale mi sono davvero sentita abbracciata dall’amore di Dio”.

Ma non solo la vita di Kenny è cambiata. Anche quella del papà (che nella loggia massonica di appartenenza aveva uno dei gradi più alti) è stata toccata dalla misericordia. E nel modo più imprevedibile. La moglie infatti si è ammalata di Alzheimer, Kenny le ha fatto avere l’Unzione degli Infermi e in quella circostanza il papà ha accettato di confessarsi, dopo decenni. È iniziato così un cammino che è culminato nella celebrazione religiosa del matrimonio, nel giorno dei 50 anni di quello civile. In quello stesso giorno anche il padre ha ricevuto la Comunione, completando così il suo percorso di rientro nella Chiesa.



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