Parrocchia Sant'Erasmo

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14_mag_2017_5Pasqua

14 maggio 2017 - 5ª di PASQUA

Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me (Gv 14,1)

Carissimi,

in un mondo governato da mille paure, nonostante tutto il progresso, l’uomo su questa terra fatica a trovare una sicurezza definitiva. Benché stabilisca la sua dimora sulla terra, rimane però “senza casa”. La nostra vera abitazione ce l’ha fatta conoscere Gesù, perché la nostra patria eterna è Dio, nostro Padre. Questa casa è certamente dono; ma è anche vero che l’uomo può e deve collaborare per accogliere questo dono.

Il vangelo di questa domenica ci chiede espressamente di credere a Dio e a Gesù, che non si può separare dal Padre. Perché? Egli è la verità, alla quale rimaniamo legati, nella quale abbiamo fiducia, alla quale siamo chiamati a credere. Gesù è il riflesso della gloria di Dio, è l’immagine visibile del Dio invisibile. È l’inviato di Dio, il suo rivelatore unico, autentico e definitivo. Egli è l’unica via che noi possiamo percorrere, è una via esigente, ma è l'unica via che riempie la vita. Le dà senso, valore, considerazione per noi stessi e, spesso, dagli altri. Egli è il ponte tra Dio e il mondo e fra il mondo e Dio. È il primogenito fra molti fratelli e per tutti è il Salvatore.

In Gesù non solo possiamo essere in comunione con il Padre, ma lo possiamo perfino “vedere”. Nella misura in cui uno si lega in modo personale a Gesù, è accanto al Padre, è suo figlio. Gesù è in me mediante la preghiera, la fede, la Parola vissuta, l’amore e il dono dello Spirito. Percorriamo questa via e ci ritroveremo a “casa”, in Dio. Gesù non si limita a fare il tifo per noi. Se invocato, ci sostiene con il suo Spirito. Per questo le nostre opere di bene possono essere ancor più grandi delle sue. Felice festa a tutte le mamme, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio

A GESÙ MAESTRO

O Gesù Maestro, santifica la mia mente ed accresci la mia fede.
O Gesù, docente nella Chiesa, attira tutti alla tua scuola.
O Gesù Maestro, liberami dall’errore,

dai pensieri vani e dalle tenebre eterne.

O Gesù, via tra il Padre e noi, tutto offro e tutto attendo da te.
O Gesù, via di santità, fammi tuo fedele imitatore.
O Gesù via, rendimi perfetto come il Padre che è nei cieli.

O Gesù vita, vivi in me, perché io viva in te.
O Gesù vita, non permettere che io mi separi da te.
O Gesù vita, fammi vivere in eterno il gaudio del tuo amore.

O Gesù verità, ch’io sia luce del mondo.
O Gesù via, che io sia esempio e forma per le anime.
O Gesù vita, che la mia presenza ovunque porti grazia e consolazione.

(Beato Giacomo Alberione)

VANGELO VIVO

«Mentre era al lavoro nei campi, un povero mezzadro scozzese sentì un grido d'aiuto provenire dalla palude vicina. Vide un bambino che affogava nelle sabbie mobili e a rischio della propria vita lo salvò. Il padre di questo bambino era un nobile: la sera stessa bussò alla casa del mezzadro e per sdebitarsi si offerse di pagare le scuole a suo figlio. Così il figlio del mezzadro poté frequentare i migliori istituti del Regno Unito e laurearsi in medicina, fino a diventare famoso. Il suo nome infatti era Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina. Qualche tempo dopo, il figlio del nobile che il mezzadro aveva salvato si ammalò gravemente di polmonite: e la penicillina lo guarì. Si chiamava Winston Churchill, il premier britannico che avrebbe fermato Hitler. Senza saperlo, con un solo gesto il mezzadro scozzese aveva cambiato due volte la storia dell'umanità» (Massimo Gramellini).

CHIEDERE CON FIDUCIA

Avevo 13 anni quando la mamma del mio amico è stata ricoverata in ospedale con grande disperazione di tutta la famiglia. Per consolare lui, che temeva di non vederla più tornare, sono rimasto a dormire a casa sua. Essendo abituato a dire le preghiere prima di mettermi a dormire, ho invitato il mio amico a farlo insieme, chiedendo con fiducia a Dio di far tornare la mamma guarita perché c’era bisogno di lei. E così è avvenuto, dopo una settimana. Un fatto che è servito a confermarmi che Dio ascolta e risponde, purché confidiamo in lui.


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