Parrocchia Sant'Erasmo

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9_lug_2017_14_TO

9 luglio 2017 - 14a domenica t. ord.

Io sono mite e umile di cuore (Mt 11,29)

Carissimi,

la Parola di Dio di questa domenica ci parla di alcune caratteristiche fondamentali di Gesù come Messia: egli porta pace e giustizia perché libera da ogni potere opprimente, proponendosi come il liberatore.

Gli scribi e i farisei che spesso si dichiaravano gli unici interpreti della Legge e della Tradizione, si erano accaparrati il monopolio delle coscienze, che gestivano con severità, ignari che il mistero di Dio si rivelava nell’umiltà e nella povertà dei piccoli. Gesù invece, ben consapevole di questo, ringrazia il Padre e vuole rendere coscienti tutti di questo fatto. Egli stesso si ritrova con i peccatori, si rivolge agli oppressi dal duro giogo delle Legge, raduna attorno a sé non i saggi e i giusti, ma gli incapaci di osservare le minute prescrizioni e i poveri.

Al posto dell’insopportabile peso della Legge, dell’oppressivo potere dei suoi interpreti, propone il proprio giogo, facile da portare, recante ristoro: è il comandamento dell’amore. E Gesù si propone come modello: io sono mite e umile di cuore.

Gesù mostra a noi la “tenerezza” di Dio, è il “volto della misericordia” del Padre. Gesù non è un tiranno, un maestro duro; è semplice, comprensivo, non ha pretese di dominio sulle coscienze e sulla morale altrui. Per questo possiamo andare da Lui con fiducia, sicuri di trovare comprensione, pace, ristoro. A contatto con Lui senti che non trovi tanto un esempio da imitare, quanto una forza che ti dona la gioia di poter diventare come Lui.

Proviamo in questa settimana ad essere “miti e umili di cuore” per il motivo che siamo figli di un Dio che è amore. Ogni nostra relazione, con Dio e con il prossimo, sia animata da un amore filiale e spontaneo, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio


INSEGNAMI A ESSERE COME TU MI VUOI

Insegnami, Padre, a tornare bambino.

Insegnami la spontaneità della fiducia,

la curiosità dell’esplorazione,

l’evidenza della verità.

Aumenta la sete della conoscenza,

la meraviglia della contemplazione,

il coraggio dell’originalità.

Insegnami, Padre, a farmi piccolo.

Raccontami dell’immensità del creato,

delle virtù degli altri esseri umani,

della fragilità della mia vita.

Rammentami le carte che ho giocato con astuzia e intelligenza,

trovate gratis in un mazzo dai cento colori;

i semi di saggezza che ho centellinato e raccolto con cura,

tra migliaia di parole dei giganti della storia;

le scelte coraggiose dei minuti speciali,

dentro ad una vita che scorreva nell’attesa del momento migliore.

Insegnami, Padre, a farmi Tuo.

Non per conoscere la Sapienza e conquistare il mondo,

godere la consapevolezza della superiorità e vantare i propri risultati.

Non per portare il giogo più dolce e sopportare il carico più leggero.

Te lo chiedo perché, come un bambino

percepisco senza saperlo che non c’è nulla di meglio

che rimettere la mia vita tra le braccia del Padre.

 

VANGELO VIVO

«"La differenza tra un uomo e un angelo è facile. La maggior parte di un angelo è dentro, la maggior parte di un uomo è fuori". Sono le parole di Anna, una bambina di sei anni. A quell'età conosceva perfettamente il fine cui tende ogni essere umano, il significato di amore ed era un'amica personale e un'assistente del Signor Dio. Se le si faceva una domanda, si riceveva sempre una risposta, al momento giusto per lei: diretta, semplice, pertinente. Morì per un incidente, con un sorriso sul bel visino, dicendo: "Scommetto che il Signor Dio mi lascia entrare in Cielo dopo tutto questo". E anch'io scommetto che l'ha fatto» (Fynn, Signor Dio, questa è Anna.)

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