Parrocchia Sant'Erasmo

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16 luglio 2017 - 15a domenica t. ord.

Festa Maria Ss. del Carmelo


Il seme della Parola: Il seminatore uscì a seminare (Mt 13,3)


Carissimi,

tra le immagini che Gesù usa per lasciar intendere il suo messaggio, quella del seminatore è una delle più vive ed attuali. A tutti, almeno alle scuole elementari, è capitato di piantare qualche seme e contemplare il miracolo della vita. Ed è Gesù stesso a spiegarne il significato.

Quello della Parola di Dio è certamente un buon seme. Dio sparge con abbondanza il “seme” della sua parola: la rivolge ad ogni uomo. I risultati sono però diversi, secondo l’atteggiamento che ognuno assume nei suoi confronti. Le sorti quindi della Parola sono legate anche alla responsabilità umana.

La parola di Dio non è un’imposizione, ma un dono che porta frutto solo se accolto liberamente e con le dovute disposizioni, se trova disponibilità e collaborazione. Non basta ascoltarla: occorre “comprenderla”, farla diventare vita. Essa è insidiata da un apprendimento puramente intellettuale, dalla superficialità, dalle difficoltà della vita, dalle ricchezze. Se però viene interiormente accolta e messa in pratica, porta frutti inaspettati. Il raccolto, cioè il cambiamento di vita, è sicuro perché la sua azione è irresistibile.

Che bella è la figura del seminatore: sparge con abbondanza e con generosità, con ostinazione il seme della Parola. Ma è vera questa pagina del Vangelo? Certo, Dio come un papà e una mamma, usa infiniti modi per rivolgersi a noi suoi figli. Non ci parla solo attraverso la Parola per eccellenza che è la Sacra Scrittura. Ci parla con quel fatto, ci mette davanti quella persona, ci dona quell’ispirazione, ci rivolge la sua parola attraverso la Chiesa, in particolare i pastori. Ci dona soprattutto lo Spirito Santo che ci fa cogliere nella vita i vari messaggi che Dio ci rivolge. Apriamo il nostro cuore all’ascolto e chiediamo che le parole rivolteci da Dio trovino in noi un terreno fertile che porta frutto, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio


.

IMPREGNAMI DELLA TUA PAROLA

Apri a noi la tua porta, Signore,

e da te, come dal giorno,

io sarò illuminato.

Alla luce canterò la tua gloria.

Al mattino mi risveglio

per lodare la tua divinità

e mi affretto

per impregrarmi della tua Parola.

Con il giorno la tua luce

brilli sui nostri pensieri,

e le tenebre dell'errore

siano cacciate dalle nostre anime.

Tu che rischiari ogni creatura,

rischiara anche i nostri cuori

perché ti diano lode

lungo tutto il fluire dei giorni.

(San Giacomo di Sarug)

 

VANGELO VIVO

«Il celebre scrittore francese di spiritualità era arrivato nel sala congressi della grande banca. L'editrice doveva avere appoggi importanti per farsi concedere quello spazio splendidamente insonorizzato e dalle poltrone più belle di quelle di un cinema in prima visione. Tra il pubblico c'erano generazioni già brizzolate, innamorate dell'umanità che trasudava dalle sue pagine semplici e dirette, ma anche i giovani del tempo, che lo scoprivano moderno e comunicativo. E poi parlava d'amore, argomento a quell'età sempre caldo! Verso la fine dell'incontro qualcuno gli chiese quanto spazio avesse la Parola di Dio nella sua vita. “È sempre con me” rispose, mentre estraeva un piccolo vangelo dal taschino della giacca. Non avevo mai visto un prete che se lo portasse dietro, che vivesse sul serio con la Parola accanto. E dire che ne avevo conosciuti tanti, di preti, nella mia vita» (Alberto Federici).










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