Parrocchia Sant'Erasmo

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30 luglio 2017 - 17a domenica t. ord.



La perla più preziosa:

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo (Mt 13,44)

Carissimi,

cosa abbiamo di più prezioso nella vita? Le persone care, la salute, i ricordi, i nostri beni, la stima della gente? Per Salomone più prezioso per un re è la saggezza di governo (1 Re 3,5.7-12). Per Gesù non ci sono dubbi: è Dio il tesoro più prezioso e la perla di più alto valore. È il regno di Dio per il quale bisogna essere disposti a sacrificare tutto e ad impegnarsi in modo radicale.

Nella vita quotidiana non bisogna perdersi dietro a tante inezie: occorre individuare la cosa più importante e applicarsi alla sua realizzazione.

Gesù presenta anche a noi il regno di Dio come la realtà più importante, quella che deve catalizzare tutta la nostra esistenza. È un “tesoro”, “una perla di grande valore”: una volta trovato uno “vende tutti i suoi averi” per comprarlo. Una volta capito che cosa sia, uno lascia tutto per dedicarsi ad esso in modo esclusivo.

Il regno è grazia, si offre in modo del tutto imprevisto, inatteso, come un tesoro che si scopre per caso in un campo. Ma è anche la scoperta di una ricerca insistente e appassionata, un impegno indefesso (“va in cerca di perle preziose”). Il regno è in grado di capovolgere completamente una vita, di strapparla da tutti i suoi interessi precedenti (“vende tutto”). Esige però una scelta precisa, radicale, un impegno profondo, incondizionato che porta però gioia (“pieno di gioia”) perché uno avverte di fare un affare, di aver trovato la cosa che conta, di impegnarsi in valori per cui vale la pena.

A contatto con Gesù l’uomo fa un’esperienza travolgente di incontro con Dio. E il frutto di quell’incontro è la gioia per la grandezza della scoperta. Il mercante non vende tutto per ottenere il regno di Dio, ma solo dopo averlo trovato in modo inatteso vende tutto. Non è il suo sforzo che gli fa incontrare Dio, ma è Dio che bussa alla porta del suo cuore. Dio ci previene sempre: apriamogli quando bussa. Buon mese di Agosto e buone ferie per chi approfitta di riposarsi in questo periodo, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio.


CHIEDIMI CIÒ CHE VUOI CHE TI CONCEDA

Fin da piccolo, Signore,

mi hanno fatto sognare una lampada di Aladino

che mi concedesse la realizzazione dei miei desideri.

Poi ho capito che sono io a dovermi impegnare per raggiungerli,

ma anche quanto sia importante scegliere quelli giusti.

Come ho capito che ci sono cose che non dipenderanno mai da me,

ma sono semplicemente regali da accogliere, se arriveranno.

Per questi oso rivolgermi a te,

perché è umano invocare chi ha le chiavi del mistero,

e in fondo mi esorta, come fece con il re Salomone,

a chiedergli ciò che vorrei mi concedesse.

Tante volte ho avuto richieste chiare,

giuste e persino impellenti.

Tante volte mi hai risposto, subito o col tempo,

concedendomi molto di più di quello che avrei sognato e sperato.

Ma, forse nelle cose che ritenevo più importanti,

apparentemente tu hai nicchiato, atteso, taciuto,

lasciandomi seri dubbi sulla tua presenza e sul tuo amore.

È il mistero della vita, che noi vediamo da prospettive limitate,

mentre tu vedi nell'interezza.

Per questo ora so cosa chiederti, con le parole di Gesù e Maria:

«Tu sai ciò di cui ho bisogno».

«Si compia in me la tua volontà».

 

VANGELO VIVO

A diciannove anni Elena Rastello era nella Nazionale di Atletica e detenteva il primato mondiale sui 2000 metri indoor. Un infortunio alla vigilia della Coppa Europa la interrogò sul suo futuro: davvero le bastava correre, vincere e girare il mondo? Comprese un po' per volta che la sua gioia era vivere per i giovani, per i poveri, per Dio. Da molti anni è suora missionaria in Africa, in Kenia e in Tanzania.

Ha raccontato: «Uno dei primi giorni nella baraccopoli di Nairobi (Kenia), una adolescente con alcuni fratellini ci diede metà del suo ugali, la loro polenta povera. Quel gesto ridimensionava, ai miei occhi, i successi da atleta: delle coppe e delle medaglie vinte non m'interessava più nulla».








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