Parrocchia Sant'Erasmo

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1 ottobre 2017 -26ª domenica t. ord.

... Ma poi si pentì e vi andò (Mt 21,29)

Carissimi,

Non ne ho voglia”. Quante volte ci è capitato di pensarlo, per poi mettere da parte le nostre titubanze e fare ciò che avremmo dovuto. Chi esprime la sua mancanza di volontà in realtà si chiede: «Perché dovrei?». Sta cercando un motivo per cui "valga la pena" impegnarsi, metterci del proprio, scegliere quell'azione tra le mille che potrebbe fare.

Capitò anche ai due figli della parabola narrata da Gesù nel Vangelo che leggiamo in questa prima domenica di Ottobre: il primo trovò una ragione, pur avendo in un primo momento rifiutato di andare a lavorare nella vigna. Il secondo fu pure ipocrita: dichiarò la propria obbedienza, ma appena il padre se ne fu andato non diede seguito all’impegno preso.

Dio rivelandosi in Gesù si è inserito a pieno titolo nell’esistenza umana. Il regno di Dio in parte è già giunto in mezzo a noi. La Parola, che è Gesù, interpella, urge una risposta. Non basta quella puramente verbale degli scribi e dei farisei. Il della bocca è insufficiente; quello decisivo è il sì dei fatti, l’adesione concreta alla nuova realtà. Per questo “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio” perché “hanno creduto”, hanno accolto il Cristo e il suo messaggio.

Nel regno entra solo chi fa la volontà di Dio, chi è disponibile alla Parola. L’obbedienza cristiana, per questo, non è più soltanto adesione ai valori, ma è conversione a Gesù.

Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, citando papa Benedetto XVI, ce lo ricorda: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un Avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (EG 7). Fare la volontà di Dio! Certamente nell’eseguire quelli che sono i doveri suggeriti dal nostro stato di vita. Ma anche quella volontà di Dio che ci troviamo a fare quando Dio permette un avvenimento piuttosto che un altro. Per esempio: stai camminando e incontri una persona. Puoi fingere di non vederla… Oppure puoi pensare: Dio me la fa incontrare perché con la mia accoglienza le manifesti un po’ del suo amore. Allora vivrai quell’incontro in maniera diversa perché è questo che ci dà vita e gioia, è questo che desidera Dio per noi. In parrocchia oggi alle 12,00 reciteremo la supplica alla Madonna di Pompei e dalla prossima domenica daremo inizio al cammino pastorale dell’anno catechetico, vogliamo metterci tutto l’impegno e portare tanti buoni frutti, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


Non sempre ho voglia…

Sono anch’io, Signore,

come i due figli della parabola.

A volte prometto di seguirti

ma la lingua è più veloce dei fatti,

o la volontà è più debole delle situazioni.

A volte mi arrendo subito,

ti confesso il mio cedimento e le mie paure,

e poi ci ripenso, avviandomi lentamente

sulla strada che mi hai tracciato.

Perché siamo così deboli e poco lineari,

così complessi e frastornati dalle spinte interiori ed esteriori?

Tu ci comprendi ben oltre noi stessi,

sorvoli sui momenti di stanchezza,

non sei così duro nel volerci inflessibili.

Per questo lodi il ripensamento, se porta al bene,

e metti in guardia sull’incoerenza, se porta al male.

Per questo concludi scandalizzandoci,

citando pubblicani e prostitute pentiti

che ci passeranno davanti nel tuo Regno.

Prima o poi capiremo che il tempo e la misericordia

sono il tuo dono per salvare la nostra vita,

e renderla più leggera, vivibile, tua.

 

VANGELO VIVO

Padre Charles de Foucault visse come eremita nel deserto sahariano. Da prete, sentiva l'importanza di portare la presenza eucaristica nel mondo islamico. Non era solo, perché riceveva dalle 60 alle 100 visite al giorno. Scriveva: "la fraternità è un alveare".

Un giorno venne un uomo, sui venticinque anni, a chiedere l'elemosina. Diceva di morire di fame. Il padre gli domandò perché non lavorasse nei centri di coltivazione che erano lì attorno. Rispose che non vi era nulla da fare. Allora il padre, mostrandogli uno stampo di legno che serviva per fare mattoni, gli disse: "Fammi venti mattoni e io ti darò una misura di grano". Richiedeva il lavoro di un'ora. L'uomo rifiutò. Il padre si mostrò fermo e non gli diede niente, eccetto il consiglio di lavorare per vivere.

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