Parrocchia Sant'Erasmo

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12_nov-32_to

12 novembre 2017 - 32ª domenica t. ord.

Con le lampade accese “Andategli incontro!” (Mt 25,6)

Carissimi,

l’anno liturgico volge ormai al termine e giustamente le letture di queste domeniche orientano la riflessione sulle realtà ultime della vita. Il Signore verrà, ne siamo certi. Un giorno si concluderà il nostro percorso terreno. Con buona probabilità, quando avremo la certezza del giorno e dell'ora, non riusciremo più a realizzare tutto ciò che avremmo voluto, a rimettere tutte le cose a posto, a rimediare a errori e omissioni. Vivere la vita aperti al “per sempre” ci impegna alla vigilanza. Questa significa attivo impegno nei propri doveri, per essere pronti ad ogni evenienza. Nella parabola raccontata da Gesù la differenza tra le vergini sapienti e le stolte sta nel fatto che le une furono previdenti e accorte e le altre no. Le prime compresero in anticipo i rischi e gli imprevisti che la situazione richiedeva; e si premurarono per essere in ogni caso pronte agli eventi. Le altre invece si trovarono in ritardo sugli avvenimenti e così persero l’occasione tanto attesa e decisiva per loro. Peccarono di sbadataggine e di superficialità. Avevano capito la meta, ma non erano ricorse ai mezzi adatti per raggiungerla.

Matteo ci esorta alla vigilanza, all’attenzione, alla disponibilità e alla serietà, intese come virtù fattive. Lo sappiamo: la vita è fatta per un incontro straordinario, con Gesù. Il regno appartiene a chi sa uscire, a chi sa vivere di incontri. E Dio è una voce che mi risveglia, un grido a mezzanotte. La nostra vera forza è nella voce di Dio che ridesta la nostra vita da tutte le stanchezze, che ci consola dicendo che non è stanco di noi perché è offerta d’amore. L’amore attende una risposta. Se noi, nella nostra vita perdiamo l’occasione di dare una risposta all’amore di Dio, una risposta che deve venire continuamente data quando ci incontriamo con i nostri fratelli, allora può essere per noi troppo tardi. Ma sempre possiamo ricominciare ad amare, si tratta di essere sempre provvisti dell'olio dell'onestà, della giustizia, dell'amore, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

LA TUA LUCE, SIGNORE

Voglio tenere accesa la tua Luce, Signore.

Voglio tenere accesa la lampada della fede,

di fronte a dubbi ed evidenze contrarie,

quando tutti remano contro

e si lasciano prendere da paure e disfattismi.

Voglio tenere accesa la lampada della speranza,

nelle notti tristi ed insonni,

abbandonato dagli uomini e da me stesso,

trovando le radici dell’ottimismo e scommettendo sul futuro.

Voglio tenere accesa la lampada della carità,

desiderio contagioso del bene di ciascuno,

per ribadire il diritto alla gioia di tutti

in un mondo necessita del mio contributo.

Voglio tenere accesa la lampada della vita,

anche quando è disprezzata, offesa, storpiata,

per restituire la dignità di poterla ricevere

come un’opportunità e non come una condanna.

Voglio tenere accesa la lampada davanti a Te,

mia ispirazione, rifiugio, compagnia.

Solo la tua Luce può farmi vedere la Verità tutta intera,

può farmi trovare, riconoscere e raggiungere la mia Casa.

 

VANGELO VIVO

Aprile 2016. La storia ha come protagonisti quattro giovani universitari, con occhi aperti sul mondo e spirito d'iniziativa. Una di loro ha fatto l'Erasmus in Slovenia e ha avuto occasione di visitare un paio di campi profughi. Viene a sapere che al confine tra Grecia e Macedonia c'è un campo con 12.000 rifugiati e con gli amici nel giro di poche settimane organizza un "Pulmino verde" per portare aiuti e visitare chi è bloccato là. L'esperienza fa presa su varie associazioni del territorio, che partecipano alla raccolta. I giornali parlano di questi giovani svegli, che hanno accesa la lampada dell'umanità, della speranza e della carità.

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