Parrocchia Sant'Erasmo

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26_nov-CristoRe

26 novembre 2017 - CRISTO RE

L’avete fatto a me (Mt 25,40)

Carissimi,

l’anno liturgico si conclude sottolineando la centralità di Cristo nella storia e nella vita umana e il suo primato sull’universo. Cristo è divenuto re dell'universo mettendosi a servizio dell'umanità. L'amore è la sua opera, il buon pastore la sua immagine, come ascoltiamo in questa domenica dal profeta Ezechiele. Notiamo che egli va «in cerca della pecora perduta e riconduce all'ovile quella smarrita», fascia «quella ferita» e cura «quella malata». Ma non dimentica la «grassa e la forte», che pasce «con giustizia». Solo alla fine le giudicherà, separando «le pecore dalle capre». L’evangelista Matteo ci dice che quello che ci aspetta alla fine non riguarda un futuro lontano; si attua nella concretezza del presente e determina già fin d’ora il nostro “per sempre”. Esso è aperto come salvezza a chi nell’oggi sa aprirsi al fratello sofferente e lo fa uscire dal suo stato di abbandono e di necessità. Perciò non può pensare di avere comunione eterna con Lui chi l’ha sistematicamente ignorato nel rapporto col vicino. Allora il mio comportamento non è guidato tanto da principi astratti, ma da una persona, Gesù.

Sentiamo che questa è una pagina che coinvolge tutti noi e che è possibile mettere in pratica in ogni momento. Tutti, dal più grande al più piccolo, possiamo compiere gesti d’amore. In ogni momento: perché l’amore richiesto non è fatto tanto di gesti eroici, quanto di quei gesti quotidiani possibili a tutti. Chi non può dare un bicchiere d’acqua, un po’ di cibo, un sorriso, una visita, un’attenzione…? Il vangelo di oggi ci dice che Gesù chiama suo fratello il più piccolo tra gli uomini. Anzi si identifica con ciascuno. Tra di noi e attorno a noi vi sono i piccoli, i diversamente abili, i poveri, gli oppressi, gli emarginati, gli immigrati…: chiediamo al Signore di avere un cuore attento alla sua presenza e generoso, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

Ho sentito il battito del tuo cuorE

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente
di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.

(Madre Teresa)


VANGELO VIVO

ACCADDE UNA NOTTE

Con Pino, un amico, sto rientrando a casa dopo una pizza. Davanti alla nostra auto, un’altra procede a zig zag. Inutile lampeggiare, suonare il clacson. Solo affiancandoci, riusciamo a metter fine alla pericolosa corsa. Per noi i due ragazzi a bordo, in presa a droga o alcol, non sono degli estranei: sono “prossimi” da amare. Sono diretti in un paese vicino, ma irritati dalle nostre premure, rifiutano di esservi accompagnati e ripartono.

Eppure non possiamo abbandonarli così. Li seguiamo fino al paese, dove urtano contro una panchina. Tentiamo un approccio diverso: fingiamo di essere dei vecchi conoscenti. Un po’ rassicurati, ci chiedono aiuto per trovare ancora della “roba”, indicando anche chi può fornirla. Riusciamo a distoglierli a fatica e ci preoccupiamo di farli lavare ad una fontana: sono infatti sporchi di sangue.

In un momento di lucidità uno dei due dice: “Non è vero che tu mi conosci! Chi sei per trattarmi così? È la prima volta che qualcuno s’interessa a me quando sono in questo stato”. Salvo – Catania

 

 

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