Parrocchia Sant'Erasmo

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3_dic_2017-IAvvento

3 dicembre 2017 - 1ª AVVENTO

Fate attenzione, vegliate (Mc 13,33)

Carissimi,

quante volte ci siamo sentiti dire «Fai attenzione!», da genitori, moglie o marito, amici, o persino dai propri figli,... da chi ci ama. Gesù ama i suoi discepoli, vuole per loro una vita limpida e luminosa. Per questo li esorta a essere svegli, attenti, appassionati.

Il tempo è un dono che abbiamo tra le mani. Non è infinito o scontato. Il tempo di Avvento che iniziamo proclama e celebra un grande annuncio: “Il Signore viene”. La venuta del Signore, annunciata dai profeti, amorosamente attesa e preparata da Maria, testimoniata con parole forti da Giovanni Battista, oggi è celebrata e rivissuta nella fede come dono di salvezza per chi si prepara ad accoglierlo. Per questo il vangelo ci suggerisce di non preoccuparci di indagare sul tempo e l’ora della venuta del Signore. Ci esorta alla vigilanza perché il Signore giunge all’improvviso. Così è stata la sua venuta nel tempo, così sarà alla fine.

Essere desti, con gli occhi aperti, perché la venuta del Signore è certa, ma sarà senza preavviso. L’atteggiamento più responsabile è perciò quello di essere pronti in ogni momento. Il cristiano deve vegliare in ogni momento come se il Signore fosse vicino e il suo arrivo imminente, e insieme attendere a lungo come se il Signore fosse lontano. In entrambi i casi, vigilare significa assumersi le proprie responsabilità nella vita personale e comunitaria. Vigilare è prestare attenzione, ma a che cosa? Per esempio a non farsi ingannare da promesse religiose illusorie. Vegliare è restare fermi sulla parola del Signore; vegliare è non allarmarsi, non preoccuparsi; è pregare. Sì, tutto passa, Uno resta. A chi attacco il mio cuore? Ringraziamo Dio per le opportunità che ci offre e non dimentichiamo che abbiamo un appuntamento con l’amore più intenso e infinito, grazie a un Salvatore che è già venuto, viene e verrà, vi auguriamo un buon tempo di Avvento e buona Festa dell’IMMACOLATA, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

PREPARIAMOCI alla FESTA dell’IMMACOLATA CONCEZIONE

Vogliamo comprendere il senso di questa festa: L’angelo “entrando da lei disse: Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (v 28). Dicendo che Maria è l’Immacolata, noi diciamo che è stata concepita senza la “macchia” del peccato originale ed è venuta al mondo colma di ogni grazia e dono. Essa è la “Tutta Santa”, come dicono i nostri fratelli Ortodossi; o la “Tutta Bella”, come afferma la tradizione latina. Lo stesso vogliamo fare anche noi, parlando di Maria la piena di grazia. Grazia che significa favore, perdono, amnistia. Ma significa anche bellezza, fascino, amabilità. In Maria ritroviamo questi significati di grazia.

Ella è piena di grazia anzitutto perché è stata oggetto di un favore e di una elezione unici; anche lei è stata “graziata”, cioè salvata gratuitamente dalla grazia di Cristo. Ma è “piena di grazia” anche nel senso che la scelta di Dio l’ha resa splendente, senza macchia, tutta bella come la Chiesa la canta in questa festa. Maria è piena di grazia perché il Signore è con lei; tutta la vita di Maria è piena della presenza del Signore. Non soltanto perché l’ha portato in grembo per nove mesi, ma perché ogni momento della vita di Maria è stato guidato dalla presenza del Signore. Lei è stata fedele discepola del Signore. Da Lui ha imparato a vivere per Dio; e certamente ha imparato che per amare Dio con tutto il cuore, la mente e le forze è necessario amare il proprio prossimo. Sempre la troviamo attenta e sollecita nei confronti degli altri. Proviamo anche noi e saremo abitati dal Signore.

IL DONO DEL TEMPO

Grazie o Dio, per questa vita.

Grazie per ogni attimo che scorre.

Quello in cui mi accorgo dei suoi doni,

li riconosco, li ammiro e li apprezzo.

E quello in cui li svaluto,

li rifiuto, li spreco, li bestemmio.

Tu non ti spaventi, condanni o punisci,

ma continui a offrirmeli, uno dopo l’altro,

incessantemente e sorprendentemente,

perché non c’è mai nulla di uguale

nelle poliedriche opportunità del tempo,

nelle molteplici possibilità d’incontro,

nella fantasia che hai messo creando ciò che è

e affidandolo alle mani umane.

Ogni cosa mi parla della tua amorevole sapienza:

ogni suono o silenzio, ogni movimento o quiete,

ogni emozione o pensiero, ogni sforzo o sollievo,

mi riempie di gusto e bellezza il percorso.

La tua Parola mi ricorda la giusta direzione e la meta:

attendere da sveglio l’amore del promesso sposo,

imparando ad amare così come ha fatto,

fa e farà sempre Lui.

 

VANGELO VIVO:

Proveniamo entrambi da famiglie cristiane e col matrimonio volevamo costruire una bella famiglia. Dopo qualche anno l’entusiasmo era un po’ calato e i problemi quotidiani rischiavano di appesantire il nostro rapporto. Tutto era diventato una routine. In quel periodo abbiamo conosciuto delle persone che, pur avendo gli stessi problemi, erano nella gioia. Abbiamo desiderato scoprirne il motivo: la grande novità è stato scoprire che il Vangelo, che fino ad allora era qualcosa di intellettuale, poteva essere compreso in un modo nuovo: vivendolo in tutti gli aspetti della vita. Era una comprensione nuova che procurava tanta serenità interiore. Tutto attorno si rinnovava perché era come vedere con occhi nuovi la realtà quotidiana. Abbiamo scoperto, per esempio, che ripiegare l’asciugamano dopo averlo usato e rimettere in ordine le cose era un modo concreto per volerci bene e nello stesso tempo era amare Dio.

Credevamo di fare la nostra parte perché ci sacrificavamo per la famiglia, invece abbiamo scoperto che tante volte eravamo noi e i nostri problemi al centro dell’attenzione. Ora sappiamo che fare la volontà di Dio è la cosa migliore, ma come comprenderla? È una ginnastica continua. Un grande aiuto è vivere il momento presente: essere cioè staccati da quello che abbiamo fatto e dal pensiero di quello che dovremo fare, per lasciarci interrogare dalla situazione che viviamo in quel momento. Se cerchiamo di avere questa disponibilità d’anima, impareremo sempre di più a discernere quello che dobbiamo fare in quel momento, come una voce che sale dall’anima.

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