Parrocchia Sant'Erasmo

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10_dic_2017-IIAvvento

10 dicembre 2017 - 2ª AVVENTO

Preparate la via del Signore (Mc 1,3)

Carissimi,

In questa seconda domenica d’Avvento risuona forte l’invito della Chiesa alla conversione. Per «preparare la strada» alla venuta del Cristo Signore, dice il profeta Isaia, è necessario «spianare monti e colline» e «innalzare valli». È necessario riconoscere i propri peccati e prendere pubblicamente l’impegno di una svolta, come facevano i battezzati da Giovanni.

Talvolta ci chiediamo che cosa noi cristiani siamo chiamati a donare al mondo contemporaneo spesso ingarbugliato e indifferente. Noi siamo chiamati ad annunciare, coi fatti più che con le parole, che la vita nonostante tutto, ha un senso; che Dio non è lontano da ciascuno di noi; che anzi si fa incontro ad ogni uomo che lo cerchi con cuore sincero e si manifesta nel “quotidiano” di ogni giorno. La sua gloria percorre le nostre strade piene di miracolo e di sofferenza. Basta saper cercare. Basta saper vedere: nell’innocenza di un bambino; nell’istinto di un animale; nella festa di un amore; nel gemito di chi muore sperando. La voce, che ci mostra il Signore vicino, chiede a noi di disporci all’incontro. Il Signore viene; ma solo se appianeremo la strada e gli raddrizzeremo i sentieri, la sua venuta sarà un incontro di salvezza.

Preparate la via al Signore”, ci dice anche l’inizio del vangelo di Marco (v 3). Che significato può avere oggi il monito del Battista? Innanzitutto è un invito al raccoglimento e all’ascolto: è importante uscire dalla dispersione e inoltrarci nel deserto, soli a tu per tu con Dio. Poi significa rinuncia ad ogni egoismo, distacco e abnegazione perché la salvezza viene dall’alto: solo chi ha saputo staccarsi dall’umano, incontra la Vita, scopre l’Amore. Ancora, significa sentirci cittadini di questo mondo. Anche noi cristiani siamo impegnati a farci carico di tutti i grossi problemi degli uomini e dei popoli. Da quando il Figlio di Dio ha assunto un volto umano, vuole essere cercato e servito soprattutto nei più poveri e sofferenti dei nostri fratelli. L’impegno a preparare la via al Signore implica l’impegno personale e comunitario per la giustizia, per la fraternità e per la libertà.


CONVERTIMI, SIGNORE

Convertimi, Signore.

Converti la mia danza frenetica tra mille cose da fare,

facendomi capire cosa è davvero utile, bello, importante,

ciò di cui hanno bisogno quelli che mi vivono accanto,

ciò che mi serve davvero per raggiungere te.

Converti la mia disattenzione a ciò che non sono io,

al bene di chi mi avvicina e a quello che non incontrerò mai,

ma subirà gli effetti delle mie scelte, del mio lavoro, dei miei valori.

Converti la mia lingua troppo veloce,

la sua capacità di offendere o di affossare,

di muoversi senza saggezza e comprensione,

di moltiplicare parole inutili, vuote o insensate.


Converti le mille scuse che trovo per boicottare la giustizia,

per assolvere i miei vizi, per godermi il tepore delle mie conquiste,

senza mettermi alla ricerca di nuove sfide, di nuovi obiettivi,

senza ascoltare il grido che proviene da chi ha ancora bisogno di me.


Converti i miei sogni impossibili o fuori bersaglio,

la mia pigrizia nel barattarli con la realtà.

Converti i miei desideri ancora troppo disallineati dai tuoi,

le mie ansie e paure, specchio di una fede

che ha ancora tanto da crescere prima di incontrare te.

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