Parrocchia Sant'Erasmo

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1_apr_2018_Pasqua

1 aprile 2018 - PASQUA DI RISURREZIONE

Egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,9)

Carissimi, Buona Pasqua!

Gesù è risorto, è vivo, è di nuovo con noi. La vittoria della morte su di lui è stata passeggera: questo il lieto annuncio che oggi ci è rivolto; annuncio che può correre il rischio di non sorprendere più, ma che pur sempre ha la forza di ridonare gioia e speranza a quanti stanno vivendo l’esperienza della sofferenza, della difficoltà e dell’insuccesso.

Il sepolcro vuoto e la testimonianza di Pietro sono i motivi proposti per rinnovare la nostra fede nel “Vivente”, perché il nostro comportamento sia segnato dalle prospettive aperte dalla risurrezione. Tutta la vita di Gesù è stata una sorpresa continua: la sua nascita, la sua vita pubblica, la sua morte, in particolare la sua vita di Risorto.

Il vangelo odierno parla della sorpresa, dello sconcerto di Maria di Magdala, di Pietro e Giovanni, all’indomani della sepoltura di Gesù: il sepolcro, simbolo e dimora della morte, è vuoto, non custodisce alcun cadavere, ma solo “teli posati là” e il “sudario avvolto in un luogo a parte”, come se fosse abitato da un vivente. È un segno: la morte non ha afferrato Gesù; la sua vittoria su Cristo è stata solo momentanea, passeggera: lui in effetti vive, perché Dio ha premiato la sua fedeltà risuscitandolo dai morti.

Gesù è entrato in una nuova condizione esistenziale, difficile da definire, ma di cui gli apostoli iniziano a fare una sicura esperienza. Per questo anche noi possiamo essere nella gioia, che ci impegna a ritrovare oggi il Risorto nei luoghi che egli ci ha indicato: la sua Comunità, i Sacramenti, la sua Parola, il prossimo, il nostro cuore, i fatti della vita quotidiana. Viviamo la gioia della Risurrezione e comportiamoci sempre da cristiani “pasquali”, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

OGGI È PASQUA

Oggi niente mi impedirà di danzare
e la terra tremerà sotto i miei piedi:
io sono l'uomo, la donna della danza!

Oggi niente mi impedirà di suonare

e il mondo intero ascolterà la mia musica.
Oggi niente mi impedirà di cantare
e l'intera umanità rimarrà commossa:
io sono l'uomo, la donna, della gioia di vivere!

Oggi... né fame, né povertà, né malattia,
né siccità, né guerra, né miseria: oggi è Pasqua!

Niente mi impedirà di lodarti, danzarti e cantarti.
Tu sei Risorto e mi salvi, tu sei Risorto e mi fai vivere.
Chi, meglio di me, potrebbe danzare?
Chi, meglio di me, può percuotere il tamburo?

Oggi, Signore, sulle ceneri della mia vita,
sugli scheletri della guerra e della fame,
sull'aridità delle nostre siccità...
io ti canto, danzo per i miei fratelli e sorelle
che hanno perso il canto e la gioia,
che hanno smarrito il sorriso e la danza...
perché tu sei Risorto! Amen.
(preghiera dal Congo)

 

VANGELO VIVO

LE HA CHIESTO PERDONO

Ogni volta che, nel college dove studio, la mia insegnante parla male dei cristiani, ne sono così addolorata che mi verrebbe voglia di scappare, ma sono costretta ad ascoltarla perché non è permesso disertare la lezione. Un giorno lei ha chiesto di farle delle domande sull’Islam. Quasi tutte le mie compagne si sono fatte avanti, tranne me; al che la mia compagna di banco mi ha chiesto come mai me ne stavo zitta. Appena ha saputo che credevo in Gesù Cristo, senza aggiungere altro mi ha guardata con disprezzo e ha cambiato posto.

Il giorno seguente il pulmino della scuola non è venuto a prenderci, a causa di un guasto; pertanto, se volevamo tornare a casa non c’era altra soluzione che ricorrere ai mezzi pubblici. Non avendo i solti per pagare il biglietto, quella ragazza ha chiesto alle altre compagne musulmane di aiutarla, ma nessuna aveva soldi in più. Io però li avevo e così, senza pensarci su più di tanto, ho pagato anche il suo biglietto.
Meravigliata, ha sentito il bisogno di chiedermi perdono.
A.Y. (Pakistan)

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