Parrocchia Sant'Erasmo

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15 aprile 2018 - 3ª di PASQUA

Testimoni del risorto: Gesù in persona stette in mezzo a loro (Lc 24,36)

Carissimi,

gli Apostoli, che videro con i propri occhi il Cristo risorto, non potevano tacere la loro straordinaria esperienza. E la Chiesa ha il compito di prolungare nel tempo questa missione, attraverso ogni battezzato che ribadisce che Gesù è vivo.

«Chi è il testimone?» si chiede papa Francesco. «È uno che ha visto, che ricorda e racconta. Ha visto, con occhio oggettivo, una realtà, e si è lasciato coinvolgere dall’evento. Per questo ricorda, perché quei fatti gli hanno parlato e lui ne ha colto il senso profondo. Allora il testimone racconta, non in maniera fredda e distaccata, ma come uno che si è lasciato mettere in questione, e da quel giorno ha cambiato vita». Il tema della conversione potrebbe sembrare un discorso da avvento o da quaresima: è invece una proposta eminentemente pasquale.

Come è bella l’affermazione di Luca che Gesù “stette in mezzo a loro”! È diventato il centro della loro vita, è lui d’ora in poi a determinare le loro scelte: è questo incontro che “dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva” (Benedetto XVI, Deus caritas est,1). È una lieta novella questa che non va tenuta nascosta a nessuno, ma deve essere comunicata al mondo intero. Cioè che il male può e deve essere vinto, che dove giunge il Cristo, dove si segue il suo esempio e le sue proposte, ivi giunge la pace, ivi si vince la paura, come insegna l’esperienza dei discepoli narrata dal vangelo odierno. Dalla paura essi passano alla gioia più grande perché il Signore è in mezzo a loro con la sua presenza e il suo annuncio di pace. Gli apostoli lo possono vedere e toccare, possono comprendere il senso della sua esistenza.

Anche per noi, cristiani del XXI secolo: la fede nel Risorto è la realtà più importante della nostra vita, più importante della potenza e dell’onore, della vita comoda e dei problemi quotidiani. Questa Presenza è un invito a fare attenzione a quali sono le cose preziose della vita. A questo ci esorta san Luca quando nel vangelo ci dice che nel suo nome si deve annunciare la conversione, buona 3ª domenica di Pasqua, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

TU STAI ALLA MIA PORTA

Ma se io, Signore,
tendo l'orecchio ed imparo a discernere i segni dei tempi,
distintamente odo i segnali

della tua rassicurante presenza alla mia porta.
E quando ti apro e ti accolgo come ospite gradito della mia casa
il tempo che passiamo insieme mi rinfranca.

Alla tua mensa divido con te il pane della tenerezza e della forza,
il vino della letizia e del sacrificio,

la parola di sapienza e della promessa,
la preghiera del ringraziamento e dell'abbandono nelle mani del Padre.

E ritorno alla fatica del vivere con indistruttibile pace.
Il tempo che è passato con te, sia che mangiamo sia che beviamo,
è sottratto alla morte.
Adesso, anche se è lei a bussare, io so che sarai tu ad entrare;
il tempo della morte è finito.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo per esplorare danzando
le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi.
E infiniti sguardi d'intesa per assaporarne la Bellezza.

(Card. Carlo Maria Martini)

 

VANGELO VIVO

Quella di Adam Ruffolo non è una storia speciale, unica, ma è gioia e vita per un giovane della provincia cosentina e per chi lo incontrerà. Adam è sempre stato estroverso, dinamico, solare, allegro. Un ragazzo impegnato in parrocchia e nel progetto Policoro della diocesi. Ma mancava qualcosa: l'incontro vero con Cristo, che «fa diventare testimone di quella gioia che ti riempie l'anima e ti dà la forza di gridare al mondo l'amore per Dio». Un "appuntamento", come lo chiama il protagonista, del quale resta impressa l'occasione, la data e l'ora: 8/9/2011, al ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid. In un colloquio con un sacerdote trova le «risposte a tante di quelle domande a cui non riuscivo a dare una risposta. Dopo quell'incontro sono riuscito a far esplodere quello che avevo dentro: mi ero liberato, finalmente sentivo questa apertura del cuore, sentivo di aver incontrato Gesù. Non che prima non lo conoscessi, ma da quel giorno è diventata presenza viva, quotidiana e piena». Adam oggi è un "Cavaliere della Luce" che in giro per l'Italia testimonia come Cristo gli abbia cambiato la vita.

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