Parrocchia Sant'Erasmo

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Parola di Vita - Dicembre 2014

«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto»(Lc3,11).
Queste parole sono prese dalla predicazione del Battista. L'evangelista Luca riferisce che tra le
folle che correvano al Giordano per farsi battezzare, c'erano anche dei pubblicani (esattori delle imposte
per conto dell'autorità romana), i quali, a motivo di questa loro professione, erano considerati dei pubblici
peccatori; e c'erano dei militari i quali, a motivo della loro provenienza pagana, erano ritenuti dei “lontani
da Dio”; e fa notare la buona volontà da cui costoro erano animati, come dimostra la domanda che essi
rivolgono al Battista: che cosa fare per attuare la conversione richiesta per andare incontro la Messia?

«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Questa esortazione, con le sue indicazioni molto concrete, è la risposta che il Battista dà a queste
persone di buona volontà. Luca, riferendo questo particolare, vuole aiutarci a capire meglio che la
conversione del cuore, richiesta per andare incontro a Gesù, non consiste in belle parole e slanci
sentimentali, ma nel fare la volontà di Dio soprattutto nell'amare il nostro prossimo, nel solidarizzare
concretamente con lui e condividere con lui, quando manca del necessario, i nostri beni: cibo, vestito, al-
loggio, assistenza, ecc.
E quanto Gesù insegnerà più tardi. La vita cristiana, infatti, non consiste principalmente in lunghe
preghiere e penitenze estenuanti; non domanda di cambiare mestiere o professione - a meno che questa
non sia cattiva in se stessa -, bensì di vivere, nell'attività e nello stato di vita a cui apparteniamo, l'amore
del prossimo.

«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Un altro importante insegnamento, che l'evangelista vuole darci, è anche che l'amicizia con Dio e
la santità non sono riservate ad una categoria privilegiata di persone e non sono legate a particolari
condizioni di vita, ma aperte a tutti.
Inoltre vuole dirci che l'autentica vita cristiana, imperniata sull'amore del prossimo, è facilmente
capita e attira anche i cosiddetti “lontani”.

«Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Come vivere allora questa Parola di Vita? Siamo nel mese in cui si celebra la festa del Natale. Il
Natale per la Chiesa non è semplice commemorazione di un avvenimento passato, ma è la celebrazione di
un mistero sempre presente, sempre attuale: la nascita di Gesù in noi e in mezzo a noi.
Come allora prepararci a Natale? Come fare in modo che Gesù nasca o rinasca in noi e fra noi?
Con l'amare concretamente.
Stiamo attenti che il nostro amore al prossimo non si fermi alle dichiarazioni o al sentimento, ma
passi, sempre all'azione, alle opere piccole e grandi.


Chiara Lubich

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