Parrocchia Sant'Erasmo

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LO SPIRITO, ANIMA DELLA CHIESA - 19 MAGGIO 2013

PENTECOSTE

Carissimi,

concludiamo il tempo di Pasqua. Inizia la Chiesa. Gesù dona agli apostoli e a noi lo Spirito che è l’Amore del Padre e del Figlio.

Papa Leone XIII l’ha definito “l’anima della Chiesa” (Enciclica Divinum illud munus del 9 maggio 1897). “Ciò che fa l’anima nel nostro corpo, lo fa lo Spirito Santo nella Chiesa; ciò che l’anima è per il nostro corpo, in quanto è per esso principio di vita e di azione, lo Spirito Santo lo è per il Corpo di Cristo che è la Chiesa. In altre parole, la Chiesa vive e opera per virtù dello Spirito Santo che vive in essa e l’arricchisce con i suoi carismi, affinché essa possa compiere la sua missione”.

Grazie allo Spirito, la relazione tra il cristiano e Cristo, tra il discepolo e il Maestro, diventa comunione  intima, scambio vitale. Lo Spirito Santo è la vita di Dio e ci insegnerà e imprimerà nel nostro cuore il Figlio. È il nostro Maestro interiore, che ci rende “tutti istruiti da Dio” (Is 54,13).

D’ora in avanti Dio sarà in noi con il suo Spirito, l’Amore che ci fa conoscere tutto. E sentiamo che non è solo una conoscenza intellettuale, ma esperienziale. Il vero solco quello che caratterizza tutta una vita, il solco inciso (marchio) nell’anima col fuoco attraverso il Sacramento fontale del Battesimo è opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo opera la distinzione tra l’essere e non essere cristiano, tra il conoscere l’insegnamento o la vita di Cristo e far sì che Cristo viva in me.

Ma conosciamo lo Spirito Santo? Sappiamo che lui è con noi e che se in noi germina qualche opera d’amore è lui che la produce? Purtroppo abbiamo una conoscenza superficiale, generica dello Spirito Santo. Forse, riusciamo appena ad ammettere che esiste. Mediante lo Spirito siamo immersi nella vita di Dio, nella vita del Figlio. Lo Spirito è dono che va accolto, ma anche che mette in cammino fino a giungere, come dice san Paolo, al “non son più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Facciamo oggi un passo verso di lui.

Accogliamo lo Spirito, lasciamolo operare in noi! Buona Pentecoste! I vostri don Fabio, don Vincenzo e il diacono don Antonio.

IL VENTO DELLO SPIRITO

Fratello vento,

odo la tua voce;

e mi risponde in sordina,

quella del fiume

gonfio di acque.

Ti ascolto

nella mia piccola stanza

che, nel grande silenzio,

di te risuona

in onde di mistero.

Sei plamatore di nuvole

che da grigi nembi

tramuti in chiari cumuli

o in leggiadrissimi cirri

fioccosi nel sole.

Sei l’estroso artefice

di mutevolissimi

squarci d’azzurro,

di repente aperti e richiusi

con sforacchiare di raggi

in auree luminescenze.

Sei l’agilissima forza

che, imprevedibile,

solleva da terra

anche le morte foglie

del bosco qua presso

a desta, nei recessi del monte,

i cespugli inariditi

che luccicano primavera.

Fratello vento,

sei come lo Spirito

che non si sa

donde venga e dove vada

ma, se si afferra,

può rifarci nuovi

nel grande sole di Dio.

Sei come lo Spirito

cui le mie ossa aride

e la purulenta piaga

del mio peccato

non sono ostacolo

all’impeto di un Amore folle

che tutto penetra e sfalda,

perché io diminuisca e muoia

e finalmente viva in me

soltanto Cristo.

Maria Pia Giudici

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