Parrocchia Sant'Erasmo

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

SFORZATEVI DI ENTRARE PER LA PORTA STRETTA (Lc 13,24) - 25 AGOSTO 2013

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Carissimi,

l’accoglienza del regno di Dio impegna il cristiano in una scelta continua. Questo è il significato della “porta stretta” di cui parla il vangelo di questa domenica. L’esempio di Gesù che dona la sua vita sta davanti a noi come indicazione chiara per comprendere l’immagine della porta stretta. La strettezza è invito ad addentrarsi nei territori più impegnativi e misteriosi della fede. Sappiamo che Gesù ha dichiarato di essere lui stesso la porta. Ognuno può entrare. Per entrarvi basta riconoscersi peccatori davanti al perdono di Dio. Perché nessuno si salva per i propri meriti, ma tutti siamo dei salvati. La porta è chiamata stretta perché l’io e le sue presunzioni non vi passano.

Certo, la salvezza è dono. Costa solo la fatica di aprire il cuore (ma questo talvolta è di pietra!) e la mano (e questa talvolta è rattrappita!) per accoglierlo. Il dono non toglie l’iniziativa, che è quella dell’umiltà. Entrare per la porta stretta è convertirsi, è accettare di vivere della sua misericordia. Per questa porta stretta si passa mediante la compunzione. Come quella che trafisse il cuore degli abitanti di Gerusalemme quando udirono da Pietro che il Signore e il Messia è quel Gesù  che “voi avete crocifisso” (Atti 2,36). È bello pensare che il messaggio cristiano non è di allargare la porta, ma di educare il nostro cuore. E lo educhiamo vivendo la Parola che il Signore ci rivolge. Anche i genitori devono educare i figli alla strettezza della porta. Se essi permettono tutto, se esigono troppo poco, non sono buoni genitori. Così deve fare anche la Chiesa con ogni suo figlio. Noi siamo chiamati a vivere questo messaggio, a passare per questa strettoia per arrivare al regno dei cieli.

Il Signore ci aiuti, ci sostenga nel cammino e rinforzi i nostri legami con la comunità, i vostri sacerdoti don Fabio e don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

LE MALATTIE GUARIBILI

Signore, siamo gravemente malati

di ansia, di paura e di iperprotezione,

che ci rendono meno sereni e lucidi

e ritardano la maturazione dei figli.

Siamo presi dal sogno di vederli sempre

ai primi posti, senza tanti sacrifici,

forse per ottenere risultati a noi mancati

e per consentirci finalmente una bella figura.

Soffriamo soprattutto di conformismo,

che toglie libertà alla mente e al cuore.

Ostentiamo sicurezza in ciò che non conta

e manchiamo di riferimenti per l’essenziale.

Fatichiamo a dire ai figli un qualche “no”

nel timore che non si sentano realizzati…

Ci sentiamo poveri di fede e di speranza,

come anche di ideali e di proposte educative.

I buoni risultati a scuola e nello sport

ci appagano più di un sano progetto di vita.

Lo spauracchio della droga ci rende fragili,

accondiscendenti e facilmente ricattabili.

Convincici, Signore, che solo tornando a te

potremo guarire da queste serie infermità.

Potaci pure, se serve a portare più frutto!

Luigi Guglielmoni

You are here: