Parrocchia Sant'Erasmo

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19 luglio - 15 tord

19 luglio 2015 - 16a domenica t. ord.

Venite in disparte… riposatevi un po’ (Mc 6,31)

Carissimi, insieme con il nostro arcivescovo siamo a Santiago de Compostela alla tomba dell’Apostolo Giacomo. Leggiamo con più piacere questo Vangelo del riposo dei discepoli. I discepoli si erano dispersi in giro per i villaggi della Galilea; ora si raccolgono nuovamente intorno a Gesù. Egli è la fonte della loro missione; è Lui il mandante che ha loro affidato la continuazione della sua missione. Ed essi fanno un buon tirocinio. Ma è ancora il tempo della formazione: perciò è necessario che i discepoli stiano con Gesù, perché questo è il primo fine per cui li ha chiamati.

È bello vedere gli apostoli che ritornano da Gesù e raccontano le loro prime esperienze di missionari. Dal racconto si intuisce che sono contenti ed entusiasti di come sono andate le cose. Gesù, uomo cordiale e sensibile, propone loro un momento di tranquillità e di riposo; li invita a ritirarsi “presso se stessi”, nella propria interiorità. Il luogo “deserto” può aiutare a ritrovare la quiete e la giusta relazione con sé e il Signore stesso. Hanno bisogno di riposo a causa del lavoro che hanno svolto, ma soprattutto hanno bisogno di ritrovare l'equilibrio della loro persona e delle loro relazioni. Gesù, attento osservatore degli altri, percepisce che i suoi amici hanno bisogno di questo tempo “ricreativo”. Questa è la dinamica della vita apostolica, secondo Marco: la combinazione adeguata dell'intimità con Gesù (tempo di apprendistato e di comunione) con la missione (tempo di attività e di insegnamento). Nella familiarità rimane ben evidenziato il riposo che Cristo offre loro. Nella risposta di Gesù risuonano quelle altre sue parole: «Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi darò sollievo» (Mt 11,28). Gesù stesso è il riposo dell'apostolo. La missione apostolica, il lavoro apostolico, non è facile e comporta stanchezza. Quante volte anche per noi c'è la necessità del riposo e della solitudine per non lasciarci dominare dalle attività, dimenticando la vita interiore e tralasciando la relazione profonda e vitale con la sorgente, che è Dio Padre. Lo “stare con Gesù” è pur sempre il valore fondamentale e ciò che dà senso pieno alla vita. Proviamo in questa settimana “ritornare” spesso dal Signore Gesù per fa partire da Lui ogni nostra azione per poi ridonarla a Lui, buon riposo don Vincenzo ed il diacono don Antonio


Quanto bisogno abbiamo, Signore, di fermarci un attimo e riposare!


Non tanto per la fatica della strada, quanto per l'affanno della vita; della mia vita, tanto agitata, tanto tremendamente rivolta all'esterno; tanto impregnata di occupazioni, studi, famiglia...

Sento come se tu mi avessi invitato, come lo facesti una volta coi tuoi discepoli: «Venite anche voi con me, in un luogo solitario, per riposare un po'» (Mc 6,30).

Quanta necessità di solitudine, di «stare» serenamente, senza far altro che pormi alla tua presenza, zittire i rumori esterni e lasciare che quelli interiori si facciano via via più silenziosi, fino a che gli uni e gli altri spariscano del tutto. Godere di quella «solitudine sonora» che desidero di tutto cuore, in cui Tu mi parli senza suono di parole; in cui Tu direttamente ti dirigi al mio cuore.

Parla, Signore, al mio cuore. Rasserena il mio cuore agitato, intrappolato in tante e tante cose che mi allontanano da Te. Sii Tu il mio unico e prezioso tesoro, e allora potrò concentrarmi in Te, perché so che «dov'è il tuo tesoro, lì sta il tuo cuore».

Il cuore è la misura dell'uomo. E un cuore che prega, dev'essere un cuore che ama. Mi piacerebbe, Gesù, possedere un cuore come quello di tua Madre, che custodisca la tua parola e la mediti nel suo interiore, la contempli, l'incarni e la proclami. Un cuore che, poiché prega, s'apre come un ventaglio al mondo di chi soffre.

Donami, Signore, un cuore come il tuo, che ama, che non conosce egoismi, che non custodisce la vita per sé, che rimane attento e vigile verso il cuore di ogni fratello.

Ti ripeto, con sant'Agostino: «Signore, ci hai creati per Te, e il nostro cuore vive inquieto finché in Te non riposa».

Insegnami e aiutami a far di Te il centro del mio cuore.

Amen.


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