Parrocchia Sant'Erasmo

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

T.ord 2 Agosto 2015

È il Padre mio che vi dà il pane dal cielo (Gv 6,32)

2 agosto 2015 - 18a domenica t. ord.

Carissimi,

dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù che nella sinagoga di Cafàrnao parla alla folla che lo cerca. Il tema della ricerca è caro all'evangelista Giovanni. Ma c'è modo e modo di ricercare. I giudei cercano Gesù per i pani mangiati; la loro è una ricerca superficiale, sono incapaci di un interrogativo più profondo che li aiuti a cambiare vita. Il problema del pane quotidiano ha certo la sua importanza; ma Gesù desidera condurre i suoi ascoltatori verso un bisogno fondamentale che riguarda il senso stesso dell'esistenza. L’alimento dell'Antico Testamento era una preparazione. La parola dei profeti era figura ed annuncio. Ora è arrivata la Parola autentica e l'alimento che sazia ogni fame ed ogni sete. Gesù conduce i suoi ascoltatori dal pane con la «p» minuscola al Pane con la «P» maiuscola. Mi cercate «perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna».
Ci sono molti tipi di fame: d’amore, di felicità, di verità, di sicurezza, di vita (pur essendoci anche chi sembra non aver fame di niente, e chi non sa di che fame soffra). Sarebbe una pena accontentarci di un cibo «che perisce», di un po' di manna che ci sembra appetitosa, o di quaglie di passaggio che niente ci assicurano per il domani. Gesù invita anche noi a cercare i valori ultimi, non solo i penultimi. Quelli che «perdurano e danno vita eterna», e non quelli che brillano un momento, ma che poi si volatilizzano, lasciando un vuoto.
La parola di questa domenica allora diventa una preziosa occasione per ripensare alla motivazione della nostra fede e nello stesso tempo ad aprirci al dono (perciò mai scontato!) che è l'Eucaristia, il pane del cielo che ci trasforma in colui che riceviamo e che è un dono del Padre. Un concreto impegno d'amore anche per questi giorni di vacanza, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

 

Ho fame di te

Tu solo puoi sentire quanto è grande,

immisurabilmente grande,

il bisogno che c’è di Te

in questo mondo,

in quest’ora del mondo...

L’affamato si immagina

di cercare il pane,

e ha fame di Te;

l’assetato

crede di volere acqua,

e ha sete di Te.

Chi cerca la bellezza del mondo

cerca, senza accorgersene,

Te, che sei la bellezza

intera e perfetta;

chi persegue nei pensieri la verità,

desidera, senza volere,

Te, che sei l’unica verità

degna di essere saputa;

e chi si affanna dietro la pace,

cerca Te, sola pace

dove possono riposare i cuori inquieti...

Abbiamo bisogno di Te, Signore...

Giovanni Papini

2 agosto 2015 - 18a domenica t. ord.

 

È il Padre mio che vi dà il pane dal cielo (Gv 6,32)

 

Carissimi,

dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù che nella sinagoga di Cafàrnao parla alla folla che lo cerca. Il tema della ricerca è caro all'evangelista Giovanni. Ma c'è modo e modo di ricercare. I giudei cercano Gesù per i pani mangiati; la loro è una ricerca superficiale, sono incapaci di un interrogativo più profondo che li aiuti a cambiare vita. Il problema del pane quotidiano ha certo la sua importanza; ma Gesù desidera condurre i suoi ascoltatori verso un bisogno fondamentale che riguarda il senso stesso dell'esistenza. L’alimento dell'Antico Testamento era una preparazione. La parola dei profeti era figura ed annuncio. Ora è arrivata la Parola autentica e l'alimento che sazia ogni fame ed ogni sete. Gesù conduce i suoi ascoltatori dal pane con la «p» minuscola al Pane con la «P» maiuscola. Mi cercate «perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna».

Ci sono molti tipi di fame: d’amore, di felicità, di verità, di sicurezza, di vita (pur essendoci anche chi sembra non aver fame di niente, e chi non sa di che fame soffra). Sarebbe una pena accontentarci di un cibo «che perisce», di un po' di manna che ci sembra appetitosa, o di quaglie di passaggio che niente ci assicurano per il domani. Gesù invita anche noi a cercare i valori ultimi, non solo i penultimi. Quelli che «perdurano e danno vita eterna», e non quelli che brillano un momento, ma che poi si volatilizzano, lasciando un vuoto.

La parola di questa domenica allora diventa una preziosa occasione per ripensare alla motivazione della nostra fede e nello stesso tempo ad aprirci al dono (perciò mai scontato!) che è l'Eucaristia, il pane del cielo che ci trasforma in colui che riceviamo e che è un dono del Padre. Un concreto impegno d'amore anche per questi giorni di vacanza, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

You are here: