Parrocchia Sant'Erasmo

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

T.ord 9-15 Agosto 2015

Io sono il pane vivo (Gv 6,51)
9 agosto 2015 - 19a domenica t. ord.


Carissimi,

la folla, prodigiosamente saziata, cerca Gesù perché vorrebbe ancora quel pane. Gesù, però, aiuta quelle persone a cogliere il senso profondo di quel fatto. Il brano del vangelo della liturgia di questa domenica parte dalla reazione all'affermazione di Gesù che si propone come il pane di Dio disceso dal cielo. L'obiezione che gli muovono gli ascoltatori è la solita: essi sono convinti di conoscerlo: sanno che è il figlio di Giuseppe e immaginano di conoscere il padre e la madre. Deducono, quindi, che non può essere disceso dal cielo.

Quante volte anche noi “sappiamo” come dovrebbe essere Dio, come Lui dovrebbe agire e guidare l'universo. E questo nostro modo di pensare blocca la fede. La reazione di Gesù dapprima lo porta a ribadire la sua stretta unione con i Padre e il suo ruolo decisivo di unico rivelatore di Dio. Quindi afferma la propria relazione con la vita, riprendendo per due volte l'affermazione: “Io sono il pane: io sono il pane della vita (48) e io sono il pane vivo disceso dal cielo” (51).

La condizione per accedere a questo pane è credere: avere una relazione di fiducia nei confronti di Gesù, riconoscendolo come l'autentico Figlio del Padre. La fede è dono. La condizione richiesta a noi è la docilità: ascoltare e lasciarsi istruire Credere in Gesù non è in potere dell'uomo. A noi unicamente è richiesto di acconsentire alla grazia che ci viene offerta. Proviamo in questa settimana a lasciarci istruire da Dio e a fidarci di come Lui si dona a noi buon ferragosto, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


Beata colei che ha creduto (Lc 1,45)

15 agosto 2015 – ASSUNZIONE DI MARIA

 

La comunità cristiana, invitata a celebrare Maria con le sue stesse parole, impara a lodare il Signore per le meraviglie che compie nelle sue creature. Nello stesso tempo impara che ogni autentica lode a Maria orienta verso Dio.

Il brano evangelico di questa festa si incentra sulla visita di Maria ad Elisabetta: è descritto l'incontro di due madri (39-45), il cantico del Magnificat (46-55) e si conclude con il soggiorno di Maria e il suo ritorno a casa (56).

È bello notare come nell'incontro di Maria ed Elisabetta le due madri non si perdono in chiacchiere futili, ma parlano subito di Dio. La prima parola di Maria non è di richiesta, ma di stupore e di lode per quanto Egli ha operato. Al saluto di Maria, il sussulto del bimbo nel seno di Elisabetta è letteralmente un “danzare”. In Maria infatti il Battista riconosce colei che porta dentro di sé la vera Manna e l'autentica Legge di Dio, fattasi carne. Elisabetta riconosce in Lei la “madre del Signore”, benedice Maria e si congratula con lei come modello della perfetta credente che si è affidata a Dio. A quel Dio che ama di un amore gratuito e che ha una predilezione per gli umili e i poveri. Maria è il frutto migliore dell'azione di Dio, il capolavoro del suo amore gratuito.

Anche noi siamo frutto dell'amore di Dio e della sua predilezione per i poveri. Fidiamoci e affidiamoci a Lui: con la fede e l'ascolto obbediente e accogliente della Parola di Dio, come Maria facciamo spazio in noi al Figlio di Dio, diventiamo dimora del Signore.


Maria la madre

O Mamma di Gesù e mia,

il tuo Figlio si è fatto Pane sull’altare

ed ora è dentro di me, in me...

O Mamma,

non sono capace di adorare Gesù

con tutto il mio cuore e i miei pensieri

come meriterebbe...

Ti supplico, o Mamma mia,

adora tu per me e con me, dentro di me

il tuo e mio Gesù

che si è fatto Cibo e fuoco per la mia vita.

Adoralo come solo tu sai fare

e hai sempre fatto

dal giorno della sua Incarnazione

nel tuo grembo verginale

fino ad oggi.

Mamma di Gesù,

aiutami a capire un poco di più

il grande miracolo di amore

che Gesù compie ogni giorno

per me nella Comunione eucaristica,

il fuoco di amore che riversa nella mia anima...

Maria, Mamma mia,

aiutami a vivere appassionatamente

questo momento di intimità con Gesù

e ad amarlo e adorarlo

con gli stessi sentimenti che tu hai avuto

presso la mangiatoia di Betlemme...

Ti supplico, aiutami!

Non lasciarmi solo,

dammi i tuoi occhi e il tuo cuore

per stare con lui sempre.

Guerrino Pera

You are here: